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sabato, 31 ottobre 2009
sei così abituato a stare da solo che anche le mancanze ti fanno compagnia.
ieri il presidente americano ha firmato il matthew shepard act. da oggi qualsiasi forma di violenza a sfondo sessuale in america non è più perseguita dai singoli stati con le loro leggi, ma è un reato federale. in pratica obama dice agli americani che "se tocchi un gay, una lesbica o un trans, allora mi incazzo io". mi vengono mille cose da dire sui politici, i cattolici, i preti eccetera. mi limito a ricordarmi di una pubblicità di qualche tempo fa. la mia banca è differente.
venerdì, 30 ottobre 2009
forse sei stato un giovane che pensava vecchio, ma non hai mai sopportato i vecchi che pensano giovane. ciascuna età deve fare il suo mestiere, il resto è patologico. te compreso.
maledizione, manca poco a natale.
giorno di vento e di mal di schiena, nuvole strappate e appuntamenti mancati, pensieri che scorrono tra ora e vent'anni fa. giorni così, meglio finirli presto.
giovedì, 29 ottobre 2009
con l'età cambia anche il modo di essere stanchi. da giovane non conosci spossatezza, hai sempre comunque energie per qualcosa d'altro. ora è differente, senti la forza che va via, una ubriacatura immobile che ti piglia il corpo e al contempo un senso euforico dei pensieri. da vecchi essere molto stanchi assomiglia a essere anche un po' contenti.
ci son giorni che non passano mai. questo no. è andato anche troppo in fretta. infatti hai fatto molte cose, dimenticandoti tutto. il giorno perfetto? no, la perfezione non è di questo mondo, e visto che nell'altro non ci credi, preferisci uno sbaglio oggi che un miglioramento domani.
mercoledì, 28 ottobre 2009
le responsabilità che devi assumerti non ti spaventano. ti fanno paura quelle che devi prendere per conto terzi. per questo sarai sempre un solitario, metà artigiano metà sognatore, anche sul lavoro. questo non ti spaventa, ma neanche ti gratifica. gli stupidi vivono in un mondo a parte.
martedì, 27 ottobre 2009
giusto, che con un buon senso di colpa fatto bene si può tirare avanti anche un mese o due.
ti sei sognato e scopato molte donne che conosci. ogni tanto succede, ma una alla volta. stanotte era un casino. sembrava una sintesi delle puntate precedenti. forse eri in arretrato.i sogni son desideri, la realtà è differente.
lunedì, 26 ottobre 2009
c'è una soglia minima per saperlo. se sei ancora onesto. o meglio, se hai ancora un barlume d'onestà addosso. la fiducia. quella vera, riposta, regalata. ti fidi di qualcuno? bada bene, non il solito "di quello posso fidarmi" o peggio, "mi fiderei". no, devi pensarlo con convinzione, e agire di conseguenza. "io mi fido di quella persona". l'agire è determinato dal pensare, non puoi fare altrimenti. ecco, se questo succede ancora, non tutto è perduto.
è che a volte manca qualcosa, ma non sai cosa. poi senti una voce. ecco, mancava quella.
oggi no. c'è da lavorare. vietato pensare, anche.
sabato, 24 ottobre 2009
era tanto che non passavi un sabato così. lo pagherai domani, due dozzine circa di persone a cena a dantedieci. intanto oggi è bellissima, piena di sole, di arte, di cose vecchie fatte con amore, quando muover mani e cervello insieme aveva un senso, una ragion d'essere, un valore. oggi hai visto ceramica come non se ne fa più, e come non se ne farà mai più. e sei stato con chi la faceva, ed eri orgoglioso per lui. da questo hai imparato qualcosa. l'era industriale ci ha reso sazi, l'era televisiva ci ha reso ignoranti. dei prossimi tempi non te ne frega nulla. almeno oggi.
venerdì, 23 ottobre 2009
piove. piove su un letto arido, sui sassi bianchi, lisci, su una striscia di terra incavata e inutile. il tuo fiume non c'é da tempo, un'assenza che senti. ti manca il rumore dell'acqua, il suono della pescaia, i riflessi dei vortici. è come se mancasse un pezzo di te, un parente caro, un amico, un punto d'appoggio che conforta la vita, sorregge i pensieri. il mondo sta cambiando, questo che viene non ti piace.
giovedì, 22 ottobre 2009
è più bello un sorriso vero di tutti gli emoticon del mondo. anche sdentato, va'.
con l'andar del tempo si sta accentuando un atteggiamento che hai sempre avuto. non lavori per i soldi, non l'hai mai fatto, ma stai peggiorando. come a carte, non sei efficiente, utilitaristico, pragmatico. infatti perdi. ti dicono che "giochi per il pubblico", sei sempre sotto scopa, ti piace il rischio, la scommessa difficile, il colpo impossibile. al lavoro sei uguale, anzi, peggio. metti sul tavolo progetti rischiosi, non sai se riusciranno ma ci scommetti tutto. e quando funzionano, niente firme, niente gloria. già, non giochi per te, "giochi per il pubblico". a differenza delle carte, sul lavoro hai un po' più culo. ma è solo culo, appunto.
mercoledì, 21 ottobre 2009
lavoriamo molto per guadagnare abbastanza soldi per poterci permettere di comprare tanti gadget che fanno un sacco di cose che poi non abbiamo il tempo di imparare perché lavoriamo molto per poterne comprare di nuovi che fanno ancora più cose che comunque non impareremo mai perché ci manca il tempo. a volte ho un senso di vertigine.
dopo una mattinata passata a seguire cose che non funzionavano e clienti che non c'erano, pomeriggio a dantedieci. testi, telefonate, qualche sigaretta. e veder piovere fuori. non hai il tempo di accendere il camino, ma conti di farlo sul tardi. non sarà il massimo, ma è già molto.
innamorarsi di una giornata grigia e piovosa.
martedì, 20 ottobre 2009
sono stato per quattro ore in sala di montaggio. con un tecnico. che è su facebook. ho scoperto una cosa. facebook è un vizio. come fumare, bere, drogarsi. non è comunicare, è sapere e far sapere. niente di diretto, di veramente personale. somiglia più al gossip, al voyerismo, alle pierre da portinaia di una volta, ecco. non ho mai visto niente di più disperatamente solitario. ma forse oggi ero io un po' così.
mi piace l'idea che un libro fermi uno degli uomini più potenti del mondo, e dei più arroganti, anche. sì, sorrido a pensarci. un libro messo lì, come una diga. un librino piccino, poche pagine scritte, ma scritte bene. sulla copertina quattro parole. costituzione della repubblica italiana.
lunedì, 19 ottobre 2009
a volte in questo paese manca l'aria. non solo per il fatto che qualsiasi posto appena decente viene cementificato, modernizzato, reso utile all'uomo moderno, quello del futuro, come se i prati e i boschi fossero spazi buttati via. no, sto parlando dell'aria. a volte è irrespirabile, insopportabile, soffocante. l'aria che tira dico, intrisa di razzismo, paura, ignoranza, arroganza. sì, ecco, tira aria di mafia. verrebbe voglia di andare dall'altra parte del mondo a respirare un po'. no, meglio star qui a cercare di ripulirci i polmoni con qualche aerosol occasionale di ragionevolezza. e dico ragionevolezza, che democrazia o senso civico sarebbe troppo respirare.
è legge, quando passi un buon fine settimana, il lunedì mattina lo ripaghi tutto. con gli interessi. accontentati, potrebbe andare peggio. potrebbe continuare a non piovere.
venerdì, 16 ottobre 2009
a volte il venerdì è un giorno buono, rilassante, dove le cose succedono rade, a ritmo di valzer. altri venerdì son densi, pieni di accadimenti contemporanei, impegni che franano l'uno sull'altro con cadenze da discoteca. oggi è così.
giovedì, 15 ottobre 2009
la solitudine è un lusso costosissimo. pochi possono permettersela. tu non sei tra questi. ancora.
un "e chi se ne frega" a metà mattinata fa più di un caffè.
mercoledì, 14 ottobre 2009
uno dice il tempo, niente di più flessibile. lo rappresentano come sabbia nella clessidra, pensa te. invece no. il tempo è duro, irremovibile. piglia l'organizzazione delle giornate. fai gli incastri, così lavori meglio. tutto bene, ma appena si sposta una roba, gli incastri paiono incollati, inchiodati. non muovi nulla, non funziona più nulla. il tempo ora manca, e l'unico modo è sacrificarsi. tiri fuori di tasca il tempo tuo, quello prezioso, che l'avevi messo da parte perché ti garba e poi non si sa mai. ecco, ora lo sai, quel tempo lì lo stai spendendo per una cazzata altrui, un contrattempo o peggio, una bugia. tutto questo ti dovrebbe insegnare qualcosa. basterebbe ci fosse il tempo di imparare.
tu hai molte idee, molte meno capacità di metterle in pratica e nessuna voglia di farlo. ecco una vita in sintesi.
martedì, 13 ottobre 2009
io non lo capisco. ci si riempie la bocca con l'america, senza considerare che laggiù convivono cattolici e ebrei, atei e protestanti, neri e ispanici, amish e mormoni, etero e gay, ciascuno protetto dalle proprie libertà individuali. da noi se sei nero, straniero o omosessuale sei fregato. lasciamola stare l'america, è una cosa più grande di noi.
dantedieci, ultime cose prima della serata di carte. il bello di finire un lavoro a casa è farsi aiutare da frederic chopin.
acqua e vento ieri, sole e freddo oggi. l'autunno è arrivato, full optional. come sempre, morti e devastazioni. in italia l'importante è non farsi mancare nulla.
lunedì, 12 ottobre 2009
certi ricordi sono come i denti, quando cadono non fanno più male. in testa, come in bocca, meglio un vuoto che un dolore.
il problema con le donne. tu ne hai molti, a quanto pare non sei il solo in questo paese. certo, nessuna parentela tra te e il primo ministro, anzi, si potrebbe dire che i vostri atteggiamenti sono opposti. il risultato però è lo stesso. incapacità a gestire un rapporto normale, paritetico, dialettico, come direbbe gramsci. nel mezzo ci sta una nazione maschilista, prepotente, violenta, al limite del talebano. se ci pensi, il problema è comune. le donne non si sanno. si mitizzano, si sfruttano, si adulano, si reprimono, si corteggiano ma non si conoscono. e così, come di tutto ciò che non si conosce, se ne ha paura. già, tu, come il premier e il resto d'Italia, hai paura delle donne. stesso problema ma comportamento differente. certo, a te piace distinguerti, mai che tu riesca a reagire come tutti gli altri, quasi volessi fare l'aristocratico. in tutta quest'ignoranza diffusa, tutti avvicinano le femmine il più possibile, tu le fuggi. ma non è codardia. guardandone bene alcune, ci vuol più coraggio a starne lontani.
venerdì, 09 ottobre 2009
i ricchi non sono mai stanchi.
oggi ti senti più cretino del solito. l'unica cosa da fare è passare la giornata senza vantartene.
giovedì, 08 ottobre 2009
artista o artigiano non c'é differenza. uno che fa una cosa e ci mette l'anima. o un sogno, è lo stesso. fai una cosa e mentre la fai la senti tua. è lì che passa l'anima. da te a quel che fai. come fare un figlio. già, fai la cosa e mentre la fai l'ami più di te stesso. appunto, un figlio. poi però finisce. i figli non si vendono, le cose sì. artisti padri snaturati, artigiani genitori contro natura. no, anzi. quando una cosa è fatta non è più tua, gli hai già dato tutto quel che avevi. è il dare il senso del possesso, della parentela, della generazione. nel senso del generare. un figlio o un'opera. quando non hai più nulla da insegnare, da metter dentro, vedi la tua creatura come una cosa diversa da te. al massimo ti somiglia, quando va bene. la devi mandare via, verso una vita differente. puoi solo sperare che sia lunga e felice.
pare che in questo paese l'avvento della nuova monarchia abbia subìto una leggera débacle, ma la buona vecchia repubblica non la difende quasi più nessuno.
mercoledì, 07 ottobre 2009
dantedieci, solo. voglia di pensare. metti su thomas newman, e d'improvviso senti che dentro cambia. il tempo corto, irrespirabile ti si dilata addosso. la musica, è quella. la notte avvolge la casa, alzi il volume, apri le finestre al fresco. esci in giardino, gli archi ripetuti ti seguono, il pianoforte ti incalza. newman, com'è bello. accendi, fumi, una boccata grande, nel buio. le otto. ancora un'ora, poi lei tornerà. cena, tivù, una risata prima della stanchezza. ma intanto questo momento è tuo. ora l'hai fermato, non ti scappa più.
le giornate si stanno accorciando ma il sole, quando c'é, fa ancora estate. il tempo, come il giorno, pare farsi piccolo, ci stai stretto. ti manca l'aria per pensare, la calma per scavarti il vuoto che vorresti. senti il caldo, te lo godi. è l'ultimo, poi verranno le piogge, il buio, i brividi. in fondo ti piacerà questo cambiar di stagioni, un antidoto contro la noia di vivere. intanto ti godi questo scampolo di tessuti leggeri, vento e sole. ti guardi intorno, al tramonto, come a stamparti dentro quest'immagine rossa di crepuscolo. ti servirà tra un po', quando il freddo cercherà di entrarti dentro. basterebbe aver più tempo, in questi giorni corti.
martedì, 06 ottobre 2009
due occhi azzurri, un sorriso timido, un po' di lentiggini cadute su una scollatura appena accennata e il gioco è fatto.
son tutti a discutere se le alte cariche dello stato debbano essere perseguite o meno dalla legge come gli altri cittadini. mai che a qualcuno venisse l'idea di metterci persone oneste.
da quando a messina è venuta giù una collina, a l'aquila non c'é più un giornalista, neanche con una telecamerina video otto, neppure con un registratorino a cassette della geloso. in tivù il terremoto è sparito. in compenso nel mondo tifoni e alluvioni mietono vittime a centinaia. dieci secondi di distrazione, poi di nuovo nel fango siciliano. giornalisti.
lunedì, 05 ottobre 2009
a volte penso che c'é più sacralità in un moccolo breve ma onesto che in duemila anni di liturgie false e ipocrite.
venerdì e sabato hai fatto quello che volevi. hai girato un documentario d'arte. l'hai pensato, immaginato, voluto. adesso devi guardartelo, scriverlo, registrarlo, montarlo, finirlo. tutto con calma, nei ritagli di tempo, senza scadenze. un racconto per immagini, fatto per il gusto di farlo. dopo migliaia di shorts pubblicitari e tanti filmati industriali fatti per altri. sai già che rimarrai deluso. sei il peggior committente che tu potessi avere.
domenica, 04 ottobre 2009
ogni tanto, specie quando il termpo è brutto e torni da un funerale, ti vengono in mente i posti che hai amato. lo scoglio tra monte d'arena e punta cannone alla maddalena, oppure quello circondato dall'acqua all'argentario, per ultimo la spiaggia di mikro aselinos sull'isola di skiathos in grecia. posti nei quali hai lasciato un pezzo di te. ti piacerebbe tornarci, ma non lo farai. hai paura di non trovarci più niente. neanche quel pezzo di te che avevi lasciato.
venerdì, 02 ottobre 2009
questo paese va verso il bipolarismo. anzi, verso il bipartitismo. tra un po' ci saranno due partiti, uno al governo e l'altro all'opposizione. ecco, ci vorrebbero dei partiti che sappiano fare bene almeno una delle due cose. io non ne vedo.
ogni tanto il lavoro che fai ti diverte. peccato succeda quando decidi di non guadagnarci nulla.
giovedì, 01 ottobre 2009
ciascuno di noi pretende una fetta di libertà sempre più grossa. il risultato è che la torta finisce prima, e a qualcuno non tocca.
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