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domenica, 31 maggio 2009
piove. così, tanto per ricordarselo.
venerdì, 29 maggio 2009
certe giornate sono fatte ad incastro. dice che il migliore sia quello a coda di rondine. il problema è quando manchi l'incastro e arrivi sotto la coda.
accanimento terapeutico, alimentazione forzata, polmoni artificiali, si vuole la vita a tutti i costi. gli unici che possono morire in pace senza disturbare nessuno sono gli operai mentre lavorano.
giovedì, 28 maggio 2009
perché i compleanni non vanno mai in prescrizione. grazie.
Ho racchiuso l'eternità nella scorza delle parole, e domani morirò. Tra quarantotto ore morirò - o forse da sessantotto anni non faccio altro che morire, e mi degno di notarlo solo oggi.
Muriel Barbery, Estasi Culinarie, edizioni e/o.
i sentimenti sono la cosa più strana che c'é. odio o amore, amicizia, stima, insofferenza o disprezzo, son solo gradazioni, sfumature di una stessa miscela. il problema é altrove. é roba personale, personalissima, la più intima che si può. poi però, pensi ai vari esempi che hai sottomano, i tuoi, e non sai se alla fine quel che ti è successo lo hai voluto o ti è capitato, a prescindere dalle tue intenzioni. quanto si sceglie un sentimento? hai deciso tu di essere amico di quella persona? quanto è innata l'irritazione che provi per il tizio? sei arrivato alla conclusione che i sentimenti sono inciampi, volontà subite, accadimenti fatali sui quali non hai alcun controllo, o almeno pochissima influenza. quasi non fossero tuoi. ma se non sono tuoi, allora di chi sono? e questa è la parte interna, quella sotto la pelle di ciascuno di noi. poi c'è il fuori, quando un sentimento esce, si esterna, oppure no. la complicazione raddoppia, essere corrisposti o meno, e poi si moltiplica per mille, quanto sentimento esce dalla tua pelle? aumenta a dismisura se si tiene conto che un sentimento è una variabile che cambia velocemente, a volte è tranquillo che dorme, altre è impellente, oppure muore. altra considerazione, il sentimento, qualunque sia, non è intelligente nè razionale e non ha alcun senso pratico. insomma, è un casino. l'unica lezione che ne trai è che stiamo guidando una macchina priva di sterzo e pedali. attenti ai muri è una raccomandazione inutile.
son sempre giorni così, volati. giorni asincroni, dove il vento porta via le voglie e i doveri cancellano il piacere. manca il tempo per godersi un tramonto come ieri, o anche solo una chiacchiera fatta dopo cena, in due, al fresco. cenare alle nove e mezzo ti leva l'aria da respirare, il tempo per guadagnarti il sonno, la lentezza necessaria a chiudere la giornata. arriverà il momento. consultare il calendario, decidere la settimana, farci un segno guardandosi negli occhi e sorridere.
mercoledì, 27 maggio 2009
i problemi non fanno paura, caso mai annoiano. datemi cento guai nuovi, ma toglietemi di torno quelli vecchi dell'anno scorso.
la comunicazione è un mix strano. un terzo di retorica inutile, un terzo di monologo sterile, il resto, forse, sono parole che passano davvero. a quell'ultimo terzo, comunque, va tolta almeno un'altra metà. le parole dette al telefono. quelle non contano.
altra giornata in giro, a fare le tante cose da fare. intanto sei qui, a casa, che aspetti una telefonata. ti fumi una sigaretta, nel silenzio fresco della mattina. silenzio, gli uccellini non sono silenzio. ce n'è uno che sembra che parli. fa discorsi lunghi, complicati. è quasi l'ora di andare. in testa hai l'uccellino che canta quella strofa lunga. sarà l'unico ragionamento sensato della giornata.
martedì, 26 maggio 2009
dantedieci, solo. stai ripensando alle cose fatte oggi. molte. necessarie, nessuna. tranne trovarsi qui, annaffiare il giardino, aspettare lei. in pace.
ti piace quando le cose dipendono da te e funzionano. meno quando dipendono da te e arrancano, per niente quando non dipendono da te e si bloccano. il peggio arriva quando sei tu il blocco. succede anche questo.
lunedì, 25 maggio 2009
il bello del futuro è che non puoi prevederlo. il brutto è che non è detto che il futuro preveda te.
lavorare certe volte è difficile. contrattempi, inciampi, gente che lo voglio subito e poi no, facciamo la settimana prossima. il mondo è matto e la voglia di stargli dietro è sempre meno. certa gente ti prosciuga le volontà, ti toglie le capacità, ti inibisce le possibilità. ammesso che tu ne abbia mai avute.
spuntano i primi manifesti elettorali. mi fido di più del ragazzo che mi vende gli accendini in fondo alle scale della coop.
venerdì, 22 maggio 2009
strano venerdì, tutto in corsa. dovevi vederti con una cliente, ma il giro d'italia passava davanti a lei. hai fatto altro, nell'attesa. c'é sempre altro da fare, purtroppo. poi sei andato. attraversare l'arno è sempre speciale. i fiumi cambiano, raccontano le stagioni, i momenti, i tempi giusti e quelli sbagliati. e tu ci passi sopra piano, specie in città, quasi a passo d'uomo, per guardarli. un fiume è un pezzo sbagliato di città, dove non si può murare, la vegetazione cresce incolta, l'acqua lavora a dispetto dell'uomo, mangia le rive e forma isolotti e secche. l'uomo ha un orario di lavoro, il fiume no, non smette mai. solo quando è in secca l'uomo vince. passavi sul ponte, ti volti. l'arno è tranquillo, lento. la riva in un punto forma un dente che entra nell'acqua. su quel dente c'é un ombrellone sbiadito, con una poltroncina pieghevole sotto. seduto c'é un vecchio che pesca, nell'ombra. sollevi lo sguardo e il fiume si stende maestoso, luccicante.lo riabbassi e vedi la canna che sporge nell'acqua che scorre. che foto. un vecchio che pesca immerso in una prospettiva di ghiaie, canneti e acqua scura, il tutto incorniciato dalla città, dal traffico, dal caldo. hai deciso. la visita alla cliente sarebbe stata l'ultima cosa di questo venerdì. bisognava chiudere in bellezza.
come se non bastassero i matti che girano di solito, da queste parti oggi passa anche il giro d'italia.
son tempi che trovare il bello è questione di attimi, momenti, secondi se va bene. a te va bene.
giovedì, 21 maggio 2009
quasi ventott'anni di matrimonio e ancora ci garba stare insieme. certo, è cambiato tanto tra noi. una volta finite le fiamme dell'amore, se rimane abbastanza brace puoi sempre farti una bistecca.
per come la si intende oggi, sembra che la prima forma di democrazia nella storia del genere umano sia stata applicata da caino su abele.
non voglio un paese di ladri. non voglio un dio falso. non voglio uno stato padrone. non voglio industrie e banche protette dallo stato. non voglio le donne sottomesse alla bellezza e alla gioventù. non voglio che la gente venga arrestata perché ha fame. non voglio che i paesi li chiamano città, che gli amministratori si considerino imperatori. non voglio che un operaio che muore bruciato venga considerato uno sprovveduto. non voglio eleggere qualcuno scelto da un altro. non voglio vivere senza ideali, senza idee, regolato dai soli interessi. non ho più voglia di essere deluso oggi e sono stanco di aspettare domani.
mercoledì, 20 maggio 2009
ritoccare un logo in photoshop e fumarsi una sigaretta in giardino. fare una telefonata ad un cliente e stendere i panni della lavatrice. rivedere il testo di uno spot e annaffiare i fiori. non sempre è così, ma quando è così non è male.
non riusciamo a trovare persone oneste che ci rappresentino e ci governino. la spiegazione potrebbe essere che non lo siamo neppure noi.
martedì, 19 maggio 2009
poi uno ci pensa un attimo. al tempo dico. che sfreccia come un bolide, mentre tu arranchi per stargli dietro. ecco, sì, da piccoli non passa mai. uffa, ma quando ci arrivo alle medie? e poi, quando avrò diciott'anni per sentirmi davvero grande? misure lente, estenuanti, apparentemente irraggiungibili. poi, l'accelerazione. i giorni volano, e i mesi, e gli anni. trenta, quaranta, cinquanta, tappe sempre più brevi, anni volati, passati quasi senza accorgertene. ma sei tu che cambi. il tempo va uguale, è la misura che si accorcia.
più che il sesso, la vera molla che muove il mondo è l'egoismo. a conferma di ciò, anche il sesso inizialmente lo si pratica da soli.
in questi giorni di campagna elettorale precoce c'é un solo modo di godersi la tivù. tenerla spenta.
lunedì, 18 maggio 2009
son giornate di merda, niente da dire. tocca passarle e star zitti. basterebbero cinque minuti. ma che dico, anche uno. sì, un minuto giusto, di quelli che guardi una cosa, un sorriso che ti piace, oppure passi un momento buono con chi va bene a te, o anche da solo, ma giusto. un niente insomma, che giustifichi l caldo e le corse in macchina e il cambio di argomenti e situazioni e problemi e schifezze che ti succede durante un giorno. sessanta secondi non son niente, eppure possono bastare ad arrivare a domani.
furbizia ed intelligenza di solito sono antitetiche. un cervello dedicato alla prima difficilmente sviluppa la seconda.
certe persone hanno molti difetti. tanti difetti, uno peggiore dell'altro. però, guardandole nell'insieme, le trovi adorabili.
sabato, 16 maggio 2009
il silenzio è perfetto. neanche la musica, per te fonte di piacere immenso, dovrebbe interrompere certi momenti. nessun suono, di nessuno. sopporti poche presenze, apprezzi quelle taciturne. stai cominciando a preferire un certo genere di amicizie. quelle lontane, rarefatte, poco ingombranti. o bene bene o male male.
venerdì, 15 maggio 2009
scegliere chi votare sarà difficile. datemi un cactus, lo eleggerò sindaco.
svegliarsi stanchi non è bello. ma neanche andare a letto riposati.
giovedì, 14 maggio 2009
oggi no. oggi non è cosa. e neanche domani. poi si vedrà.
mercoledì, 13 maggio 2009
mancano gli interlocutori. sì, a volte ci vorrebbe qualcuno che capisse. che rispondesse e tu lo capissi. uno che parla i tuoi argomenti, li intende, li sviluppa e te li rende cambiati. invece no, la vita è spesso un monologo. e si sa, chi parla da solo è uno scemo.
lavorare a casa. in testa nulla. solo ogni tanto un ricordo. la principessa al mare, oppure mia madre a fumare in veranda mentre noi si giocava da piccini. o ancora, mio padre d'inverno a quella sua mostra nel paesino pisano, arroccato sulle colline davanti al mare, che gli feci le riprese ma poi non so dove sia la cassetta. stasera a cena fuori con due amici un po' strani, ci si vede una volta l'anno sì e no, e si va a mangiare la bistecca alla fiorentina, rigorosamente. spero di non far tardi, lavorerò a firenze. forse. son giorni di piani a che non funzionano e allora hai sempre un piano bi da spendere. ma questo è un modo per bruciare tempo, che poi manca alle cose che ti piacerebbe fare. il libro che vorresti scrivere, fermo da mesi al primo capitolo, ad esempio. inutile pensarci. il tempo è galantuomo, dicono. si sa, l'onestà è rara.
l'insofferenza è una manifestazione vitale, il disprezzo migliora la circolazione, l'odio abbassa il colesterolo. tu sei sostanzialmente sano.
martedì, 12 maggio 2009
quello che ti dispiace di più è la mole di tempo sprecata nel fare robe inutili come lavorare, fare la spesa, spostarsi in auto e cose così, quando poi vorresti dedicare qualche ora alla cosa che preferisci fare sopra tutte. il nulla.
oggi la verità è sepolta da mille bugie, tutte credibili, verosimili, molto ben fatte. per questo è difficile vederla. se poi ci aggiungi un paio di dubbi, il gioco è fatto.
lunedì, 11 maggio 2009
perché non si ha bisogno di tutti sempre. si ha bisogno di qualcuno, in un determinato preciso momento. e se in quel momento quel qualcuno non c'é, il bisogno rimane, anzi, si accumula. per questo la disponibilità è importante. e tu dovresti saperlo più degli altri.
questa sì che è una bella storia.
voler bene. farlo in silenzio a volte è una necessità, più spesso un alibi.
un sabato sera in campagna da un amico. baccelli, prosciutto pecorino e chiacchiere. poi, spunta una chitarra..chi la suona è un professionista. ascolti vecchie ballate irlandesi, fatte lì, in quella notte di luna che esce da dietro la collina, bella, con l'aria fresca che arriva dal bosco e punge la pelle. la musica, quella bella, che la vedi sulle facce di chi ascolta, nelle gambe che si muovono a ritmo, nell'aria che vibra intorno al circolo del suono. il tempo passa, è quasi l'ora. in una pausa vinci la timidezza. ti scappa una parola, una sola. blackbird. lui alza lo sguardo, sorride. posa il plettro, lo sa che questa è da fare con le dita che arpeggiano, pizzicando le corde. parte la musica. è un arabesco che si snoda nell'aria, avvolge la gente, la porta in un mondo rarefatto. gli occhi si chiudono, comincia a cantare. senti la tua voce sorda, dentro, che lo accompagna, ma non esce. giusto, è lui la musica, tutta la musica del mondo, rappresentata forse dalla più bella e semplice. forse il tuo primo amore. la canzone finisce, lui riapre gli occhi, gli sorridi. fa freddo, è ora di andare. grazie piero.
sabato, 09 maggio 2009
domani l'altro farà undici anni. la via di mezzo tra bambino e ragazzo. un mix di coccole e indipendenza, buffo e curioso. poi lo vedi accanto alla principessa. è alto quanto lei. allora ci pensi. vai a tagliare l'erba, che è meglio.
venerdì, 08 maggio 2009
i sentimenti sono prima di tutto una attribuzione di valore. personale, soggettiva ma assoluta.
certa gente ti fa compagnia anche quando non c'é. altra, ancorché assente, riesce comunque a farti incazzare. ergo, rispetto all'essenza, la presenza è un optional.
mercoledì, 06 maggio 2009
affetto e disprezzo presentano lo stesso problema. è difficile manifestarli liberamente.
la moglie divorzia dal premier. beata lei.
il più delle volte il bisogno di stringere qualcuno ci piglia quando siamo soli.
martedì, 05 maggio 2009
le giornate si allungano, dicono. non sembra, arrivi a sera e non te ne accorgi. il sole ancora alto, ma l'orologio dice tardi. e così scappano i giorni, ma senza tristezza, che il tempo è fatto apposta per andare via, e non annoiarsi è già tanto. lavori a casa e mille pensieri ti vengono, davanti alla vetrata del giardino. ci sarà da tagliare di nuovo l'erba. ti sembra di vederla crescere. un nuovo sabato di sudore. sempre meglio che osservarla dalle radici.
ti stai adeguando alle nuove forme della comunicazione. la tua linea è passata dal quattro terzi al sedici noni.
lunedì, 04 maggio 2009
mi scusi ma il dottore mi ha detto di avvertirla che è in lieve ritardo, le dispiacerebbe posticipare un po' il suo appuntamento? nessun disturbo signorina. potremmo fare, che so, la prossima glaciazione?
è un periodo che i tuoi dubbi aumentano. stanno prendendo il sopravvento, impediscono qualsiasi azione, decisione, movimento. come se si stessero moltiplicando a vista d'occhio. bravi, almeno loro trombano.
il tempo del lavoro si divide in due attività: fare e attendere di fare. la prima è meno faticosa della seconda.
stiamo tutti aspettando qualcosa. che poi, purtroppo, puntualmente arriva.
primo maggio entrambi al lavoro, due maggio entrambi a togliere aghi di pino a dantedieci, tre maggio gita in scooter al mare, da soli. da migliarino a calafuria, passando per san rossore. siamo una coppia moderna, va bene così.
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