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martedì, 31 marzo 2009
per stare vicino alla gente, non serve atteggiarsi a colui che ha da dar lezioni. anche perché in verità non si ha alcuna lezione da dare. è preferibile un comportamento onesto, ovvero di chi la lezione è venuto a prenderla. già, ché dalla gente si ha sempre da imparare.
è bellino incontrare vecchi amici. specie se non li trovi poi così vecchi.
anche la primavera si adegua ai principi della politica. promettere e non mantenere. ridateci l'inverno, almeno era onesto.
oggi non sarai nel silenzio. lo sai già, ti mancherà.
lunedì, 30 marzo 2009
il fatto che tu abbia dormito poco e male stanotte oggi ti ha reso tardivo e coglione. ma forse sarebbe stato lo stesso. potevi comunque essere un coglione riposato. di quelli che non ciondolano nello scroto.
i sentimenti non sono mai fatti epidermici. forse per questo non puoi grattarli via.
la natura e la morale sono antitetiche. tu stai nel mezzo, cercando di considerare entrambe. il tuo è già un principio di bigamia.
in questi tempi qui, forse fa bene chi spegne il cervello. almeno lì si risparmia energia.
domenica, 29 marzo 2009
la primavera si è dimenticata di chiudere il rubinetto.
venerdì, 27 marzo 2009
non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. io aggiungerei che non c'è miglior muto di chi non vuol parlare.
credo che a questo punto sia necessaria una decisione drastica. abolire il venerdì.
giovedì, 26 marzo 2009
le cose non vanno come vorresti. a volte si rompono. abbi pazienza. funzioneranno meglio con altri. e tu contentati dei cocci.
quando eri piccolo in casa c'erano un telefono una radio e un televisore in bianco e nero. poi venne il secondo canale, il colore e lo stereo. da allora è stato un crescendo di accessori. ora abiti una casa con tre o quattro apparecchi telefonici, quattro tivù, due stereo, parabole, satelliti, tre ricevitori digitale terrestre, lettori divudì, playstation, addiesseelle, tre computers. e poi telefonini, telecamerine, macchine fotografiche. hai almeno una quindicina di telecomandi sparsi per la casa. il cervello però è lo stesso di sempre. un po' come se il tuo intestino avesse deciso di fabbricare box per auto senza avvertire il culo.
hai sempre evitato gli specchi. fin da giovane. solo che quello che un tempo era un vezzo oggi ti fa un comodo cane.
mercoledì, 25 marzo 2009
tutti daccordo sul piano casa. e vai col cemento. alle prossime elezioni voglio uno che mi rappresenti davvero. ma non credo che ammettano cedri del libano a strasburgo.
ti piace vincere facile? no, per niente. anzi.
è bello annoiarsi ogni tanto. ma solo ogni tanto.
martedì, 24 marzo 2009
solo una ragionevole età e una certa esperienza ti danno il diritto di sbagliare.
la mancanza di ricordi del passato fa dimenticare i sensi di colpa. la mancanza di futuro annulla le paure. le due mancanze insieme permettono di godersi il presente.
il piacere del camino acceso aumenta nelle giornate di pioggia e vento. come oggi.
il vero grande freno è non sentire il bisogno dell'altro. pur avendone.
scrivere per taluni è come travestirsi. si tolgono i vestiti grigi, anonimi, pesanti, e si indossano i costumi di scena, leggeri, elastici, sgargianti. una liberazione espressiva gioiosa, eccitante, appagante. per te? scrivere è denudarsi. e si sa, te ignudo fai piuttosto schifo. infatti ti vergogni.
dantedieci, grigio, silenzio, camino. va bene così.
lunedì, 23 marzo 2009
certa gente è bella anche solo a immaginartela.
molto elegante è dimostrare piena disponibilità a chi non sa che farsene. fai bella figura e spendi poco.
sabato, 21 marzo 2009
uno spende, compra, accumula, costruisce cose complicate. poi alla fine succede che si trova a godere di cazzate. un fuoco, due amici, una fetta di rigatino. la differenza tra una vita a mettere e una vita a levare è tutta qui.
venerdì, 20 marzo 2009
gli emoticon, ovvero un computer che finge al posto nostro.
se il sonno si potesse vendere oggi saresti miliardario. dopo i cinquant'anni dovrebbe essere obbligatorio andare a letto a mezzanotte. anche prima, come i ragazzini.
certe feste irlandesi che si fanno a firenze dovrebbero vietarle ai maggiori di trent'anni.
giovedì, 19 marzo 2009
stasera farai una cosa della quale forse ti pentirai. i fulmini son belli da vedere, è il botto che arriva dopo che spaventa.
ecco, ora te lo ricordi. stanotte hai sognato tutti i tuoi ex soci. anche il primo. però, ora che ci pensi, strano, mancava la femmina. perché non c'era lei? boh, roba da inconscio. forse te la tieni in caldo per il sogno di domani notte.
proprio così. certi ricordi sono come cuscini dove riposare quando sei stanco.
mercoledì, 18 marzo 2009
usiamo la maggior parte del tempo a parlare di parole. nel senso che nei discorsi non c'entrano fatti che accadono, oppure cose che si toccano. comunichiamo teorico, concettuale, intangibile. aria fritta. al massimo del concreto, si ragiona di quattrini. anche quelli, roba inventata.
martedì, 17 marzo 2009
stai pensando alla memoria. in questi tempi densi ti scappano le cose, scivolano via sotto la valanga degli impegni e dei giorni. peccato, bisognerebbe ricordarsene. invidi chi ti dice date e luoghi, fatti e storie vissuti insieme. tu non li ricordi, è come se non li avessi vissuti. non hai memoria, e ti dispiace. in fondo, specie dopo un po' che si vive, siamo fatti anche di memoria. i vecchi hanno quella, a fargli compagnia. e te? niente, cerchi, raccogli, ti tieni stretto quello che puoi, ma il resto ti cade, si rompe in frammenti all'apparenza illogici. un suono, un colore, a volte un nome. ogni tanto trovi un pezzo che combacia con l'altro e ti piace, ne gioisci come un bambino col giocattolo che funziona di nuovo. siamo fatti di memoria, ti giri per strada e vedi un nero. pensi alla sua, lontana, piena di nostalgia, rimpianto, dolore. a volte gliela invidi. non per l'esotismo dei suoi ricordi, ma per il fatto che lui se li ricorda. per l'esotismo, forse sei messo meglio di lui. i tuoi li hai persi all'altro capo del mondo, e non ne ritroverai mai abbastanza.
in fondo, il mondo è pieno di sbagli. i tuoi non fanno neanche media.
fortunatamente un cervello, anche se intelligente, non è sempre intelligente.
lunedì, 16 marzo 2009
ieri sera, dopo almeno un anno, forse due, sei andato al cinema. the wrestler, con mickey rourke. meritava.
mentre lavori stai masterizzando il filmino di zanzibar. non sei bravo, moccoli e incazzature. poi, mentre acquisisci, compare lei, su quel mare. quel sorriso. ecco.
dantedieci, sole. tutte le vetrate sono aperte. essere in casa, ma come fuori.
occhi, mani, un sorriso, una carezza. la felicità, quando la tocchi, è fatta di carne.
ieri sera cena a dantedieci. una ventina di persone, forse più. non le hai contate. la principessa ha cucinato, pesce. tu hai preparato un po', tavoli, musica, accessori, camino acceso. perché è quasi primavera, ma fa piacere trovare un bel fuoco la sera quando scende il fresco. pensavi son troppi, starò fuori a fumare, devo trovare spazi per difendermi dall'invasione. invece no. chi voleva si metteva a tavola, altri mangiavano altrove, chi in piedi chi seduto. gli amici si sono sistemati in maniera liquida, quando riuniti in tinello, quando distribuiti sui divani, è stato tutto naturale, liquido appunto. tu guardavi questo fluido di sorrisi, chiacchiere, piatti e bicchieri, risate e pacche sulle spalle che si spargevano per la casa. funzionava, non era invadente, il vederli stare bene ti faceva stare bene. sono andati via verso mezzanotte. una sistemata sommaria, una lavastoviglie stracarica e a letto. la principessa era cotta, si è addormentata subito, beata lei. tu invece pensavi a queste cose. l'interazione tra ambiente e persone. come il fatto, ad esempio, che cucina e tinello siano alti due metri e otto faccia sì che, quando si è in tanti, ci si senta raccolti, più che costretti o oppressi, come in uno spazio intimo, un confessionale rassicurante, una bomboniera ovattata e protettiva che ci fa sentire vicini. oppure il soggiorno, ampio, organizzato in aree di differente funzione ma comunicanti, faceva sì che ciascuno si sentisse nel suo spazio, al camino, sui divani, al tavolo da gioco, alla libreria, ma poi comunicassero tra loro, si scambiassero umori e pensieri in maniera rassicurante per ciascuno di loro. etologia della casa. è stato l'ultimo pensiero, poi ti sei addormentato.
sabato, 14 marzo 2009
nei ricordi ci inciampi. è bello cascare sul morbido.
venerdì, 13 marzo 2009
lo solitudine ha molte facce, belle e brutte. essere soli o sentirsi soli. poi c'é il telefono.
l'uno dice all'altro cattocomunista, l'altro risponde clerico fascista. dio non esiste, sennò li avrebbe zittiti lui.
giovedì, 12 marzo 2009
c'è gente che vive la vita come un film. poi però, la pellicola finisce.
cinema, scrittura, pittura. la comunicazione, in tutte le sue forme, è l'uso di alcuni strumenti secondo delle regole precise, ferree, non modificabili. l'arte non è lo stravolgimento o l'abbandono delle regole della comunicazione, che farebbe perdere il contenuto del messaggio ad un qualsiasi fruitore, ma l'uso delle stesse in modo che queste vengano nascoste, non si notino, scompaiano all'occhio e rimanga il messaggio puro, assoluto, bello in sé. ecco perché è un lavoro durissimo e in pochi ci riescono.
oggi è stata una giornata in moto. stamani a firenze, senza guanti. un quarto d'ora per recuperare l'uso delle dita. poi il rientro, altre cose, sempre in moto. bellino, ne avevi bisogno. però stasera camino.
mercoledì, 11 marzo 2009
il nipote piccolo sta imparando a suonare il piano. lo fa nella casa che vide sua nonna suonarlo ai suoi figli per farli stare buoni. lo stesso piano, non si è mosso da lì da mezzo secolo. aspettava che un bambino montasse sullo sgabello, lo aprisse curioso e toccasse quell'avorio ingiallito dal tempo. quel bambino è arrivato. non ha conosciuto sua nonna. lo farà attraverso la musica.
è vero, siamo sempre stati razzisti. ci mancava lo straniero per dimostrarlo. i meridionali al nord erano solo prove tecniche.
la timidezza è un disagio quando te la porti addosso, poi però è piacevole da vedere indossata da altri. noti il gesto abbozzato, il sorriso con i freni, gli occhi che ridono e si abbassano. come sempre, gli altri portano con eleganza i vestiti che ti fanno sentire goffo.
martedì, 10 marzo 2009
ripenso all'alluvione del sessantasei. ero bambino, era la prima volta che sentivo tutte quelle lingue differenti parlate per la strada. non erano turisti, erano gli angeli del fango, una babele di studenti che volevano salvare il mondo, e cominciarono da lì. l'arno fece prima un disastro, poi un miracolo. due anni dopo quei ragazzi manifestavano nei campus e nelle università del pianeta. qualcuno ci sta ancora provando.
in fondo, questo è sempre stato un paese di destra. solo che non lo sapeva.
forse abbiamo bisogno di comperare nuovi valori. andrebbero bene anche quelli vecchi, basterebbe un venditore onesto.
lavorare a dantedieci. sole. sei uscito a fumare, il gatto rosso ti è saltato in collo. va bene così.
lunedì, 09 marzo 2009
le troppe cose da fare ti possono annientare o rinvigorire. scegli tu.
e colline che scoppiano di verde, e sorrisi che scoppiano di vita, e montagne che scoppiano di neve e occhi che scoppiano di bellezza e tramonti che scoppiano di rosso. non è il momento, non è mai il momento. forse non lo sarà mai. certe giornate torni a casa strutto, più che distrutto.
alcune ti piace anche vederle. non molte. poche. molto poche.
sabato, 07 marzo 2009
perché a te le persone piace più pensarle che vederle. vuoi bene a molti, ma ne sopporti pochi. questo dimostra quanto tu sia pigro, indolente, teorico.
gli errori più belli sono quelli cercati, voluti, desiderati. e poi, rispetto agli altri, quelli non voluti, accidentali, casuali, si pagano anche volentieri.
venerdì, 06 marzo 2009
è una settimana che giri quasi senza soldi in tasca. portafoglio vuoto e non te ne eri accorto. va bene così, sei utilitario.
non sai come stia succedendo, ma professionalmente parlando, il tuo venerdì tende a finire sempre più vicino al sabato.
oggi sole, quasi fosse primavera. ma è un pezzo che lo senti. specie la notte. esci a fumare, e questo dovrebbe ottunderti le nari. invece no, la brezza fredda nel buio porta odori. l'odore delle piante che si muovono. è inconfondibile, buono, appena accennato ma definito, scolpito nell'aria. i legni respirano, le cortecce si aprono, la linfa spinge, le foglie si muovono. e tutto fa odore. tu lo respiri, è un segnale. guardi il giardino. tonnellate di aghi di pino, potature, erba da portar via. fai un tiro di sigaretta, pensi alla schiena e tiri un moccolo tra te. intanto respiri e godi.
giovedì, 05 marzo 2009
comportamento e atteggiamento. struttura e infrastruttura. la seconda nasconde la prima, spesso. poi però, in certe fasi, momenti, attimi, l'apparenza crolla ed esce la verità, la nudità, come sei davvero. tipo quando non hai tempo, sei di corsa, oppure sotto stress. anche coi figli. i figli spogliano, semplificano, costringono all'onestà. nessuno riesce a fingere a lungo davanti a un figlio. tu non ne hai. e togliti dalla faccia quel sorriso.
mercoledì, 04 marzo 2009
hai bisogno di tempo. l'unica merce che oggi non conoscerebbe la crisi, andrebbe a ruba, la pagherebbero oro, e nessuno la vende.
in questi giorni di discorsi inutili il tempo migliore è quello senza parole. una fetta di silenzio, grazie. la mangio subito.
martedì, 03 marzo 2009
il bellino del blog è che è lì, fermo. come in questi giorni di robe fatte di corsa, tempi corti e fiato anche. non importa, lui è lì, non consuma corrente come il frigo, la roba non va a male, niente che scade a data precisa. casomai peccato quando ti viene una cosa e non c'é dove appoggiarla e allora ti scordi tutto e addio, ma non è importante. niente è veramente importante, neppure tu lo sei, figuriamoci un blog. ecco perché ti piace. non ti chiede nulla in cambio, non pretende, lui fa la sua vita e tu la tua. sì, perché anche se ci metti roba tua, dal momento che è lì non lo è più, è come morta, oppure di un altro. roba da rileggere a volte e dirlo, ma guarda che bischero. ecco, questo è il bellino del blog. ma non è importante, niente di importante. come te.
la vita è una, tocca farsela bastare. ed esser contenti quando è intera.
è che a volte certa gente ti manca. anche se poi, ad avercela davanti, non sapresti neppure che fare. e intanto senti quel malino caldo dentro che da un po' da noia.
più che vorresti avvicinarti e più ti tocca stare alla larga. vacci a capire qualcosa.
lunedì, 02 marzo 2009
la vita a volte è un po' complicata, ma non devi lamentarti. a cinquantadue anni hai ancora in bocca circa la metà dei tuoi denti. fumi molto, ma non hai ancora avuto il cancro. mangi in maniera eccessiva e insalubre, pesi un quintale, neanche un ictus. guidi distrattamente ma non hai avuto incidenti. sei un pessimo marito, eppure hai ancora una moglie meravigliosa. pensa a chi sta peggio di te. igienisti, salutisti, estetisti, palestristi. sì, la tua vita è un po' complicata, ma mai come certe vite che ti vedi passare accanto. forse saranno più lunghe, ma non faresti mai a cambio.
in questi giorni si vedono molte facce rassegnate. peccato, stanno buttando via minuti, ore, giornate intere. come se quel tempo non appartenesse loro, non facesse parte della vita. eppure sarebbe bellino ogni tanto inciampare in un bel sorriso.
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