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sabato, 28 febbraio 2009
oggi splinder è lento come una donna in bagno.
svegliarsi con un sorriso che ti sta guardando.
venerdì, 27 febbraio 2009
quando sei convinto di essere arrivato primo, trovi sempre quello che è già lì e ti applaude con un sorriso ebete. le sconfitte danno meno noia quando le subisci senza pubblico.
contrattempi a frotte, beghe a mazzi, impegni a pacchi. insomma, il solito venerdì.
giovedì, 26 febbraio 2009
i politici e la crisi economica. nessuno ha la più pallida idea di una soluzione, ma son tutti lì a dirci che il loro sbaglio è migliore degli altri.
quel che hai e quel che vorresti. c'é gente che si avvelena la vita con questo giochino. ma forse un equilibrio c'é. essere contenti di desiderare. il trucco è tutto lì.
tutti vogliono una vita sana, parzialmente scremata e a lunga conservazione, poi si lamentano del fatto che non sa di niente.
mercoledì, 25 febbraio 2009
uno è lì che lavora. e fin lì va bene, son trent'anni che è lì che lavora. poi succede che si gira, dice che si sente male, cade in terra. e tutto cambia. si sente urlare, una donna piange, la gente corre. lui è lì, in terra, respira male, sembra che russi. lo chiamano, lo scuotono, niente. la faccia è contratta, il respiro corto, gli occhi semichiusi, si vede il bianco. passa un minuto, intanto qualcuno fa il cento diciotto, un altro gli toglie le scarpe e gli slaccia i pantaloni, una ragazza gli solleva le gambe. due minuti, lui russa sempre, è inanimato, cianotico, distante dal casino che gli succede intorno. la principessa gli sta vicina, lo chiama, gli scuote il braccio con delicatezza. non risponde. lei continua, in ginocchio, gli parla. tre minuti. in lontananza si sente la sirena. arrivano. lui intanto ripiglia il colore, il respiro torna normale. riapre gli occhi, cerca di alzarsi. fermo, stai fermo. arrivano i soccorsi, fili, macchine, suoni strani. lui scherza, ma lo mettono sulla barella e se lo portano via. la principessa ti guarda. tu metti la giacca e l'accompagni. è il suo collaboratore più anziano, trent'anni che lavorano insieme. ora lui è in ospedale, e lei con lui. tu sei qui che ci pensi. ma è presto, troppo presto per trarne conclusioni. la partita è appena iniziata, ora si deve fare solo il tifo. forza egi, forza.
ché le donne belle lo fanno apposta a esser belle, così che tu le guardi e fai finta che è normale ma poi dentro te lo dici uguale, ma che bella.
oggi sarai tutto il giorno in giro. clienti, commissioni e riunioni varie. ogni tanto fa bene portare fuori a pisciare i pensieri.
martedì, 24 febbraio 2009
è possibile parlare a delle piante, nella fattispecie delle orecchie di elefante (colocasia gigantea) come se fossero tua madre? visto che erano le piante di tua madre, sì, è possibile. non sei un botanico scemo, sei solo un figlio vecchio.
non sei nulla per nessuno, quasi. questo ti piace.
dantedieci. lavorare davanti ad un camino acceso. uscire a fumare, nel sole. dopo una giornata come ieri, chilometri macinati in fretta, pensieri veloci, schiacciati tra un appuntamento e una riunione, contrattempi che piovono su un tempo già stretto. oggi no. lavorare ascoltandosi respirare, nel silenzio. unico suono, il fuoco che solletica il legno. averne, di tempo così.
lunedì, 23 febbraio 2009
il valore di certi fatti non è solo quando succedono. c'è il gusto di pregustarseli prima e il piacere di ricordarseli dopo. alla fine il fatto in sé stesso è un semplice pretesto. a volte è così.
o meglio, i matti son belli perché non lo sanno.
domenica, 22 febbraio 2009
il bello dei matti è che non lo sanno.
venerdì, 20 febbraio 2009
le assenze che senti fuori non fanno poi così male, anzi. si sono trasformate in presenze, dentro.
non c'è più l'opposizione. al governo tremano. gli manca il nemico.
gli sbagli più belli sono frutto di una lunga e accurata preparazione.
il baobab è la madre di tutte le piante. anzi, di più, è la madre grassissima e saggia di tutto e di tutti. lo guardi e sembra che da quel tronco largo e paziente sia nato tutto il mondo che c'è sotto, te compreso.
martedì, 10 febbraio 2009
certe persone sono come il paginone centrale di playboy. ti vien voglia di avvicinarti, poi vedi le grappette e lasci perdere.
lunedì, 09 febbraio 2009
non lo ricordavi. stronzo, non te lo ricordavi che tuo padre era morto sei anni fa. c'é voluto tuo fratello che ti ringrazia per il divudì della festa, per la canzone sui titoli. tu gli mandi il testo della canzone e ti risponde che sembra quasi scritta per lui, per quel giorno. sei anni fa. ecco, ora puoi anche pensarci un po' sopra, stronzo.
e poi quel peso. non respiri. ti vien di prendere aria a boccate, ma non ce la fai. il senso di chiuso, d'inverno, di troppa roba addosso. troppo tutto, legami, obblighi, appuntamenti, impegni, telefonini, mail, parenti, bestie e cristiani. la libertà è una musica sentita da solo.
decreti legge, ovvero la dittatura degli eletti.
un vecchio progetto. è tornata la voglia. basterà a cominciarlo? finirlo è ben altro. non pensarci adesso. intanto goditi la vacanza con la principessa. e poi certe idee non sono bistecche, non vanno a male. scrivere è così.
domenica, 08 febbraio 2009
dantedieci. la principessa a lavoro. deve scontare anticipatamente la settimana di vacanza. ancora due giorni. mi piacerebbe arrivare a zanzibar e dimenticare le scarpe in camera. camminare a piedi nudi per una settimana. come fanno loro. in fondo quella è la terra madre. i primi piedi hanno pesticciato lì intorno. lucy si chiamava. la prima volta che un umano camminava in posizione eretta. vista la discopatia e la pancia, la mia postura è una evidente regressione.
sabato, 07 febbraio 2009
dantedieci, sole, vento di mare. il pettirosso cerca cibo tra l'erba del giardino sempre più verde. alan stivell suona la sua arpa. il resto non è importante.
venerdì, 06 febbraio 2009
belle parole, ma intanto desideri, come stamani.
la felicità è il logaritmo della differenza tra quel che hai e quel che vorresti. tutto lì. il giorno che ti accorgerai di non avere niente, sarai felice.
giovedì, 05 febbraio 2009
rivelazioni. ti accorgi che in un attimo c'é una vita, in un secondo un mondo. ecco fatto. poi passa, è ricordo.
la vita è strana. puoi essere triste o felice per qualcosa che è lontano, che non conosci, che non sai. empatia, forse. non lo so. ci sono antenne lunghe, invisibili, che scambiano feromoni a nostra insaputa, come le formiche. qualcosa che non controlliamo. per questo funziona bene.
il nostro primo ministro con un decreto cercherà di salvare una ragazza biologicamente morta diciassette anni fa. lo stesso atteggiamento che ha per i suoi capelli.
lei si incazza, tu ti incazzi. dopo due minuti è tutto come prima. solo più triste.
forse certe cose sono troppo semplici da capire. infatti, non le capisci.
tra una settimana, africa.
mercoledì, 04 febbraio 2009
molto spesso si scambia per precisione la procedura, la burocrazia, la routine frammentata, tutto ciò che rende controllabile un processo. più passaggi, più possibilità d'errore. le cose precise sono semplici, dirette, lineari. in qualsiasi momento si deve vedere il fine ultimo, l'obiettivo, l'arrivo. peccato, non sia mai così. abbiamo perso il senso di completezza e di autonomia dell'artigiano, così oggi siamo bravi a fare le rotonde senza una via d'uscita.
chi ti considera buddista non sa quanto tu sia buddano.
facebook. se cerco un amico, esco.
quello che più ti piace del tuo lavoro sono i problemi irrisolvibili. quelli che non ti paga nessuno. bravo furbo.
martedì, 03 febbraio 2009
hai dimenticato il compleanno di una persona. i compleanni non sono importanti, certe persone sì.
sei così abituato al contrario che se qualcosa funziona subito alla prima provi quasi fastidio.
lunedì, 02 febbraio 2009
c'é gente che dice che con i clandestini bisogna essere cattivi. come se non bastasse dargli fuoco con la benzina.
si può essere fedeli per scelta o per convenienza. poi ci sono quelli onesti, almeno con sé stessi. gli infedeli.
non dar retta a chi ti dice che hai toccato il fondo. se vuoi, puoi scendere ancora un po' più in basso.
dantedieci, piove. stai organizzando questa settimana e la prossima. un colpo lì uno là. due robe differenti, lavoro e vacanza. per riuscire a separar bene le due cose c'é da fare un lavoro supplettivo, un traloco di cose, una distribuzione temporale che preveda una falla, una mancanza, un'assenza. una vacanza, appunto. forse è per questo che dicono che partire è un po' morire.
settimana complicata questa. molto. la prossima sarà migliore. africa.
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