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mercoledì, 31 dicembre 2008
non è onestà. il problema è far casino tra persona e personaggio. farebbe bene pigliarsi uno schiaffo, un paio di volte al giorno. toglie di dosso la virtualità residua.
martedì, 30 dicembre 2008
a scriverle certe cose son buoni tutti. è dirsele in faccia che è duro. ecco perché funziona un blog. e non funzioni te.
dantedieci, sole, aria pulita, pace. stai ascoltando stephan micus, uno più strano di te. suona di tutto, strumenti antichi e rari, giapponesi, inuit, aborigeni. poi compone, incide, masterizza, sempre d solo. il risultato è zen. la musica della solitudine, fatta di silenzi, attese, suoni rarefatti. con lui c'è posto per pensare. l'anno sta finendo, un po' male e un po' bene. è morto un tuo vecchio amico, proprio il ventisei, poi, due giorni fa un'amica ha fatto una bambina. e ora ci pensi. vorresti salutare lui, ma è troppo fresco il dolore, le parole rimangono di traverso nella gola ingrossata dal dispiacere. e vorresti dare il benvenuto a quella donna piccola e lontana. no, non ora. sai che tra quella bambina e il tuo amico c'è un nesso, un grosso filo che lega i fatti. l'uno sorregge, giustifica, permette l'altro. no, non è il momento di trarre conclusioni. le somme si fanno alla fine. le sottrazioni anche. goditi la musica.
lunedì, 29 dicembre 2008
ieri è nata una bambina. oggi il mondo va un po' meglio.
tutto ha una spiegazione, ma con la neve, certe donne e le feste di natale questa ti sfugge.
domenica, 28 dicembre 2008
ecco, e ora pensa se qualcuno te la bombardasse. benvenuto in quella che alcuni iidolatri chiamano ancora terrasanta.
non c'è niente da fare, te a casa tua ci stai bene. e parecchio.
sabato, 27 dicembre 2008
ci sarebbe molto da dire, ma è meglio non farlo. anche un blog ha dei limiti.
giovedì, 25 dicembre 2008
mercoledì, 24 dicembre 2008
il natale è come la sodomia. o ci godi o ci soffri, non ci sono vie di mezzo.
martedì, 23 dicembre 2008
fare del bene è facile, è farlo bene che è difficile.
c'è stato un terremoto. ché è bene ricordarselo ogni tanto, che siamo ospiti.
oggi è stata una buona giornata. un paio di cose belline, non di più, giusto due. poteva andar meglio. la volevi perfetta? tu lo sai bene, le giornate perfette si pagano care. e non si accettano assegni.
hai avuto i tuoi cinque minuti di gloria. e d'onestà.
lavorare lavorare lavorare. preferisco ...
lunedì, 22 dicembre 2008
la vita a volte è stupida. uno dice si vince e si perde, e fin qui va bene. poi però non ti torna. già, vincere e perdere è giusto, ma fammi almeno giocare. posso sbagliare io, non sapere le regole, fare anche autogol, ma ho giocato, ci ho provato, se vinco o perdo so il perché. invece no, a volte succede che vieni a sapere che c'é una partita dove hai scommesso molto ma che non puoi giocare. come sarebbe a dire non gioco? non sono uno scommettitore, se punto qualcosa voglio scendere sul campo, sudare, correre e faticare, per meritarmi il finale qualunque esso sia. invece no, molte partite le guardi dalla tribuna. non puoi farci niente, se non incassare l'eventuale vincita o rammaricarti d'aver perso. senza giocare nemmeno per un secondo. roba da mandare affanculo l'allibratore.
una meccanica strana. più pensi di aver deluso certe persone, più queste ti dimostrano affetto. non lo capisci, ma funziona così. potresti darti alla politica.
dio è davvero la più grande invenzione dell'uomo. meglio della ruota.
manca poco. passerà anche questo. puoi farcela.
domenica, 21 dicembre 2008
certe persone le riconosci da lontano. dal rumore che fanno i sensi di colpa.
il presidente del consiglio ha detto che ci vuole una repubblica presidenziale. con l'opposizione che si ritrova, io puntavo direttamente alla monarchia.
sabato, 20 dicembre 2008
sai di essere uno stupido, e questa è la parte di te che ti piace di più.
le donne che ridono fanno luce.
che in altri paesi basterebbe un minimo dubbio di immoralità a rendere ineleggibile una persona. il nostro è stato vaccinato a ben altro.
oggi i politici parlano tanto di questione morale. hanno cambiato di nuovo le parole. oggi c'è una questione legale, che è ben diversa da quella morale. se ho un'amante è immorale, se per questa uccido mia moglie o affamo i miei figli è illegale. se ho un'arma è immorale, se la uso contro qualcuno è illegale. se frequento un imprenditore mafioso è immorale, se lo favorisco è illegale. attenti alle parole per favore, stateci attenti.
venerdì, 19 dicembre 2008
nella vita non si è mai soli completamente. peccato. non sempre, ma qualche volta farebbe comodo.
stai lavorando a casa. ogni tanto esci a fumare. fuori fa freddo, ma sveglia corpo e cervello. il silenzio ti appiana i pensieri, anche se il telefono moltiplica gli impegni e i problemi. niente addobbi quest'anno, dantedieci è uguale a sè stessa, rassicurante, paziente, solida. hai un'idea per il raccontino. se ci riesci prima di pranzo bene, sennò pazienza. va bene così.
giovedì, 18 dicembre 2008
all'uscita di firenze due deficienti fanno un incidente in superstrada e fermano un migliaio di automobilisti, bloccati per un'ora in fila. tutti tornano a casa in ritardo, stressati, nervosi. uno in particolare. va in bagno a pisciare, si guarda allo specchio. faccia da elettrochoc. tutto per duecentodieci bicchieri varlig dell'ikea.
il sentimento è un nascondiglio perfetto. permette di avvicinarti molto e sparare a bruciapelo. se vuoi bene non sbagli un colpo.
il bello di certe giornate è che non hai tempo di pensarci. lo fai lo stesso, ma differente. come una guerra sparata a salve.
mercoledì, 17 dicembre 2008
ma perché la cosa più innovativa, rivoluzionaria, destabilizzante di tutta la politica italiana la si deve sentir dire dalla seconda carica dello stato, uno di destra ma destra parecchio? gli ex comunisti son diventati così democristiani che non fanno incazzare più nemmeno i preti.
è una legge del contrappasso. nonostante tutto, ci fidiamo ancora di chi ci ha deluso di più. come ad offrirgli una seconda chance, rimandarlo a settembre nella materia a cui teniamo di più. l'affetto.
mattinata a dantedieci, dopo giorni scappati così, a rincorrere ritardi. primo giorno di sole. hai deciso niente cantina, non hai bisogno degli hardisk d'archivio. così lavori in soggiorno col portatile. è differente, ti distrai col fuori luminoso, col vento che muove le ultime foglie degli alberi, con gli uccellini che cercano cibo. ma non dovevi concentrarti. che poi ci sei riuscito lo stesso. ti sei anche scordato di farti un caffè. vuol dire che sei stato bene lo stesso.
la nostalgia fa brutti scherzi. certa gente ti manca così tanto che non vorresti vederla più.
martedì, 16 dicembre 2008
dovrebbero dare la social card dei sentimenti. siamo così rincoglioniti che non riusciamo più neanche ad odiare o amare normalmente.
mantenere la distanza di rispetto è a volte esercizio duro, faticoso, doloroso. altre volte è comodo, facile, rassicurante. dipende.
il grazie è merce rara, preziosa, difficile. più te lo aspetti meno arriva. anzi, spesso il senso di inferiorità si trasforma in senso di colpa prima, in acredine poi. il bello di non aver memoria è scordarsi tutto l'indomani.
a volte sembra un videogioco, ma sotto le sagome di cartone c'è carne.
lunedì, 15 dicembre 2008
non so perché, ma preferisco chi tira le scarpe a chi tira le bombe.
il lavoro è cava voglie, dicono. eppure in questi giorni pregni d'impegni te ne vengono eccome, di voglie dico. boh, sarà che finisce l'anno e vorresti fare e dire quel che non hai ancora fatto e detto, e che non farai e dirai mai. peccato.
ci son donne che gli ride gli occhi. anche quando no. è lo stesso, una questione di faccia, o d'anima dentro, buona. ti piaccion le donne così. col riso negli occhi. ti guardano e stai bene.
domenica, 14 dicembre 2008
jan garbarek suona il sassofono, keith jarret dirige un'orchestra d'archi (luminessence ecm record), la principessa fa la pasta al forno (sfogliavelo giovanni rana). momenti così.
il silenzio della domenica mattina a dantedieci è impagabile. anche i tasti del piccì danno fastidio.
venerdì, 12 dicembre 2008
il venerdì si sta trasformando nel ricettacolo settimanale di contrattempi, rimandi e cose non fatte che comunque devi fare. non c'é posto per il raccontino. peccato.
amicizia e distanza. per te senza memoria sono inconciliabili. devi fartene una ragione. hai la forma di una chioccia, ma non lo sei.
il clero parla di pagliuzze gay e ignora le sue travi pedofile.
stasera serata importante per la principessa. avrà molte luci addosso. tu stalle accanto, più vicino possibile. in penombra. al buio, meglio.
giovedì, 11 dicembre 2008
perdere le cose importanti. ti stai ricordando il viso di tua madre, le mani, i gesti, i modi. persino la voce. dopo ventitré anni. lei che fuma, che sorride, che parla al telefono. una figura alta, magra, movimenti tranquilli, decisi, naturali. capelli neri, leggermente mossi. quella parlata pacata ma veloce, il tono basso, da fumatrice. concentrati, hai pochi pezzi da incollare, ma preziosi.
persone belle e persone meno belle. ultimamente hai qualche difficoltà a distinguerle. forse stai peggiorando. o forse migliorano loro.
ogni tanto godi anche a lavorare. ogni tanto.
mercoledì, 10 dicembre 2008
stasera carte. sarebbe bellino, potendo dormire domani. il problema è che tu non vuoi rinunciare a nulla, mai. o meglio, non avendo il coraggio di dir di sì alle grandi scelte, ti sfoghi con le piccole. una forma di alleggerimento del carico di frustrazione che ti porti. insomma, sei un decisionista della mutua. meglio sentirsi un re del consentito che un nessuno nel proibito.
impara da chi tace. non dovresti dire alla gente quel che pensi di lei. anche se facendolo ti pare d'essere onesto. se la pigliano male, perdi delle amicizie, nella migliore delle ipotesi passi da bischero.
svegliarsi, lavarsi, vestirsi, scendere per colazione, passare davanti al camino e sentire ancora il calore. bellino.
ieri mattina più di un'ora di pulizia dei denti. volevi lasciarglieli e tornare a prenderli dopo. tra un po' farai così.
martedì, 09 dicembre 2008
il nonno di un tuo amico ha fatto cento anni. il buffo è che il tuo amico ha la tua stessa età ed è già nonno. ieri grande festa. hai visto cinque generazioni sedute allo stesso tavolo. effetto strano, tra quel vecchio e il suo piccolo tris nipote non c'erano solo altre tre generazioni. c'erano due guerre mondiali, l'automobile, la televisione, internet, il cinematografo e chi sa cosa altro. stasera quell'amico tuo verrà a cena da te. tu che non hai genitori e neanche figli. lo guarderai con un leggero senso di vertigine. e un po' d'invidia.
la solitudine è un premio. bisogna guadagnarsela. con le cattive compagnie.
dopo due domeniche in fila tocca un lunedì doppio.
domenica, 07 dicembre 2008
due domeniche di fila. dovrebbe esser legge.
sabato, 06 dicembre 2008
ti piace la vita modello base, pur sapendo di essere un optional.
venerdì, 05 dicembre 2008
a volte scrivere è come fare la cacca. se non ci piangi non viene bene.
certa gente è come l'architettura. non sei affascinato dalla stuttura, ma dall'anima che contiene. questo è molto pericoloso. alcune strutture crollano facilmente.
stamani hai delle grafiche da fare a dantedieci. piove. piove tanto. nella parte finale della cantina c'è un'infiltrazione dal solarium di sopra. hai messo in fila dei contenitori di plastica, a parar le gocce che scendono da una trave in cemento. una fila di scatole trasparenti che suonano un rirmo strano, mentre lavori. una percussione random, che accelera o interrompe il silenzio dei pensieri e dei fatti. questo ti piace. anche se esser contento che ti piova in casa non è salubre, né mentalmente né fisicamente. a primavera coibenterai meglio il solarium, intanto lavoricchi a questo ritmo strano.
tipo ieri. uscivi da un cliente. i soliti pensieri, vediamo come fare a contentarlo con qualcosa che sia efficiente ma lo salvaguardi nelle sue richieste. ti imbatti in un tipo simpatico. lavorava da un tuo vecchio cliente. erano molti anni che non lo vedevi. ci son mille persone che non ti ricordi neanche ma che qualcosa dentro è rimasto. come stai, cosa fai e tutte quelle robe lì. guardi l'ora. puoi farlo. telefoni, poi chiudi e gli dici di pigliarci un caffè. e così, inciampandoci, ieri hai passato la mezz'ora più bella di tutta la giornata. ecco, quello era tempo rubato.
giovedì, 04 dicembre 2008
come per la frutta. il tempo più bello è quello rubato.
nella prossima desertificazione del mondo ci sarà almeno una soddisfazione. gli unici nordici veri rimarranno gli scandinavi. nell'aridità del resto del pianeta saremo tutti terroni, piccoli scuri e sudati.
il dolore. siamo tutti portatori sani di dolore. non lo sai, ma lui è lì, si accumula, cova, piglia forza. poi, quasi per caso. esce. esce lui, da sé, senza apparenti motivi. nessun fattore scatenante evidente, nessuna ragione plausibile, zac, scatta la molla ed esce. son lacrime, o urla, a volte ti senti vibrare di terrore, il panico ti attanaglia, oppure la furia ti piglia e spazzi tutto. ecco, quello è il dolore. può succedere spesso, oppure quasi mai, a seconda. comunque sappilo, quelli son gli unici momenti nei quali sei te stesso al cento per cento. te senza filtro.
mercoledì, 03 dicembre 2008
ti voglio bene, quindi non contare su di me.
il pianeta si surriscalda come un maggiolino in salita, l'energia si esaurirà tra non molto, la fame nel mondo avanza, guerre dappertutto, attentati, i paesi ricchi sono in crisi e diventeranno poveri. in questo idilliaco scenario si perdono intere giornate a discutere se guardare le partite in tivù col satellite debba avere l'iva al dieci o al venti, e intanto si tolgono gli eco incentivi sull'edilizia sostenibile. evidentemente non avevamo di meglio da votare.
sentire una mancanza può essere bellissimo. far parte di una mancanza è a dir poco spiacevole.
una cosa difficile da fare per te è considerare ricordi cose successe appena ieri ma che non potranno tornare. come mettere in soffitta una roba nuova, usata quasi mai, che odora ancora di vernice. ecco, questo fatto non ti convince.
certi amici ti distraggono dalla vita. altri, i migliori, te la ricordano.
martedì, 02 dicembre 2008
dantedieci, fine serata. ancora due cazzate e anche l'oggi finisce. tra un po' andrai a giocare a carte, la principessa in palestra. speri ti raggiunga poi, ma se va a letto meglio. giorni pieni, per lei e per te. oggi hai visto molte persone, alcune belle, altre meno. già scordate tutte, perse nel vuoto del tempo recente. affioreranno inaspettate tra un po'. tanto la gente tua, quella che hai scelto, è tutta qui dentro. in fondo ti serve poco. avanti, il domani si vedrà.
quattro e mezza, superstrada direzione firenze. ritorno verso dantedieci. dopo giorni di acqua e vento e ancora acqua, quindici minuti di sole. al tramonto. l'hai sentito sul collo, dietro, che spuntava basso dalle nubi spesse che sovrastano la valle dell'arno. intorno, le colline hanno preso colore. come un incendio che scalda gli occhi, tutto ha acquistato una tonalità rossa, nitida, confortante. hai rallentato, hai messo il cruise control a novanta e ti sei goduto il mondo intorno che ti salutava. ogni tanto un'occhiata allo specchietto, il disco rosso scendeva piano, libero da nubi. intanto le cose scorrevano davanti illuminate di caldo, spiccavano contro le nubi nere. la giornata non è finita, hai ancora molte cose da fare. ma un rientro così ti farà andare a letto contento.
non è difficile stare al mondo. il difficile è trovare il tempo di farlo bene.
lunedì, 01 dicembre 2008
vivere come se non finisse mai.
l'affetto è comunque imbarazzante, anche se voler bene non è mai peccato. è metterlo in pratica che non sai mai come fare. comunque, meglio così che non aver nessuno cui affezionarsi.
i difetti di taluni, anche se dimenticati, quando l'occasione te li ricorda, sono sempre odiosi. altrettanto succede con la piacevolezza di altri. ritrovarla è una conferma a qualcosa di bellino che avevi dimenticato. nel primo caso il fatto positivo è allontanarsi dalla persona e dai difetti. nel secondo, meglio aver memoria corta. ché di mancanze ne hai già abbastanza, grazie.
più una donna quando è giovane desidera, brama, anela, cerca un marito, più, una volta trovatone uno e sposatolo, dopo un po' cerca di disfarsene. una volta riuscita nell'intento, rimpiange la verde età nella quale era appetibile, desiderabile, sposabile, cercando di ripristinare quel periodo aureo. gli uomini invece sono squallidamente pragmatici. vanno a puttana.
succede che la tua donna ha i genitori anziani. succede che litigano. succede che lei va a trovarli, che li distrae, che ne porta fuori uno a fare un giro. succede che ci passa un'oretta al telefono, a spiegar le cose che un vecchio non capisce, perché i vecchi son come i bambini. non esserne geloso, anche se il fine settimana sei stato un po' solo. no, non prendertela. il fatto è che a differenza di te, per sua fortuna lei i vecchi ce l'ha ancora. gelosia mai, solo un po' d'invidia è permessa.
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