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mercoledì, 30 aprile 2008
ti piacerebbe essere classificato tra i sognatori, ma tra te e loro c'è una differenza. loro si accontentano di poco.

a volte la felicità di tutta una giornata è una voce. una voce tranquilla, amichevole, al telefono. pochi secondi. bastanti, fino a domani.

e poi ti arriva una musica, ma non la sai. ti arriva la mattina presto, dalla radio. uno legge i giornali su radio tre, ma prima c'è una sigla. è musica, lo senti subito. ti picchia sulla pelle, sei un tamburo che suona, ti entra dentro, il ritmo, batti il piede, balli con la mente. ma non sai nulla, allora cerchi, scrivi anche alla trasmissione e loro cortesi rispondono. suite hellenique di pedro iturralde. pensavi fosse un ritmo balcanico, slavo, ebraico forse, invece scopri che è spagnola. uno vicino a te, e sei contento che l'hai trovata. adesso quella musica ha un nome. svegliarsi presto la mattina, montare in macchina, accendere la radio. tutto avrà più senso, una ragione in più. suite hellenique di pedro iturralde.

confessalo, la cosa che ti piace di più è fare lo stronzo quando trovi uno che fa lo stronzo. e riesci quasi sempre a batterlo, in stronzaggine. poi ti penti, ma quella vittoria lì, momentanea, è appagante, soddisfacente, inebriante. dopo però ti dispiace un sacco, ma solo dopo.

il primo vero segno di primavera. il silenzio che entra da una finestra aperta.

martedì, 29 aprile 2008
non nascondertelo. non avere figli ti permette di affrontare le cose della vita con una leggiadria inconsueta per un tuo coetaneo. i tuoi amici padri hanno ben altri atteggiamenti nei confronti del mondo. ormai, devi solo aspettare. quando loro saranno nonni e un po' rincoglioniti sarà tutto come tanto tempo fa.

piove, e ne sei quasi contento. ti piace il bianco nero.

lunedì, 28 aprile 2008
il problema non sono le decisioni, ma le conseguenze che queste decisioni generano. pisciare fa sempre bene, ma se lo fai controvento non lamentarti se poi ti puzzano le scarpe.

stai pensando al deserto. il nulla fatto sabbia. se il clima continua così arriverà anche da noi. ma noi si pensa alla competitività, al pil, alle grandi infrastrutture per modernizzare il paese. allora uno se lo chiede: è meglio il cemento o la sabbia? in fondo è giusto così. anche sul titanic suonavano il valzer mentre affondavano.

sei fortunato. vivi con una donna bellissima, innamorata paziente e comprensiva. tu sai di non meritarla, lei no.

la gente non va a votare ai ballottaggi. prove tecniche di bipolarismo.

domenica, 27 aprile 2008
tornati. dopo una settimana a trentacinque gradi, sembra freddo. dantedieci si sta trasformando in una rovina antica immersa in una foresta pluviale, urge un intervento che la faccia ritornare una casa abitata. peccato, così è bellissima, pietre e vegetazione lussureggiante, sembra un tempio dimenticato in mezzo alla foresta birmana. dopo il deserto è la cosa più accogliente e rilassante che si possa vedere.
venerdì, 18 aprile 2008
questo è tempo di vuoti, perdite, smarrimenti. il solo ricordarsi è già un lusso.

tra ventiquattro ore sarai nell'acqua della barriera corallina più bella del mondo. non te lo meriteresti, ma sei contento lo stesso.

giovedì, 17 aprile 2008
dio fece l'uomo a sua immagine e somiglianza, e questo è già un buon motivo per bestemmiarlo.

hai finito le pastine alla socia. invece di sentirti in colpa, sorridi. strano, il porco dovrebbe grugnire.

a volte non hai nemmeno il tempo di pensare. meglio così.

mercoledì, 16 aprile 2008
non ti piace farti fotografare ma lo noti solo adesso. la principessa ha piazzato in posti strategici di dantedieci, periferici ma neanche troppo, le poche foto recenti dove ci sei tu. lo sa che non ti piace, ma le mette lì, piccole, innocue, marginali. piacciono a lei, sono il suo modo di dirti che questa casa è anche sua. e che anche tu sei suo. le guardi, sorridi.
c'è un rapporto tra vivere e scrivere. qualità, quantità, metodologia di una trasmissione dati, tecnica di trasformazione di una cosa che tocchi in un'altra impalpabile, evanescente ma definita, scritta appunto. un prodotto strano lo scritto, frutto di un'alchimia sconosciuta, risultato di una serie di fattori imponderabili. uno litiga con la moglie e scrive, si becca una multa e scrive, mangia una pizza prosciutto e funghi e scrive. in quelle parole c'é una donna un verbale della stradale e anche acidità di stomaco. il giochino, almeno per te, funziona quando riesce a rendere la vita così com'è, o quasi. leggere è già differente, ma tu questo non lo sai. pensandoci bene, è meglio così.

momento di pausa. gli occhi stanno godendo.

martedì, 15 aprile 2008
piove da giorni, da settimane quasi. il giardino di dantedieci rinasce rigoglioso e incolto, quasi una giungla. con questa stagione non puoi lavorarci molto e lui cresce da solo, selvatico. da una parte ti spiace, dall'altra lo vedi quasi bello. un senso di abbandono, col grigio del cielo, arricchisce l'occhio, rende più morbido lo sguardo. e poi è meglio contemplare pigramente una piccola foresta che addomesticarla con fatica.
stasera carte. con gli amici democratici. li farai vincere. almeno stasera.

sabato parti. settimana sul mar rosso. la stai pagando cara. lo fai malvolentieri, ma lo fai.

piove. la città è muta, infreddolita, stanca. la poca gente cammina veloce. nel silenzio grigio si sentono gli uccellini, ma sono lontani. manca la primavera, ormai da troppo. come se lo stress di queste elezioni l'avesse allontanata. e tu? guardi con distacco, osservi disattento e menefreghista. in fondo cosa è successo? quel che succede in natura. gli inutili, i deboli, gli inadeguati sono scomparsi, sopravvivono i forti, gli aggressivi, i capaci di adattarsi. e allora cosa c'è da dispiacersi? un etologo che guarda una leonessa all'attacco non può fare il tifo per la gazzella.

lunedì, 14 aprile 2008
elezioni. se non sei credibile nemmeno come democristiano, allora devi proprio cambiare mestiere.

mancanze. manca il sole, ma poi c'é un sorriso che lo sostituisce. manca il caffè ma c'é il bar vicino con le sfogliatelle da mangiare con la socia. manca il corpo, ma poi c'è la mente a immaginarlo diverso. manca la gioventù, ma c'é il ricordo. manca il cervello nella testa, ma ci sono i sogni che galleggiano in quello spazio vuoto. manca la bellezza, e manca anche lo specchio, per fortuna.

forse la democrazia è come il telefonino, ha un sacco di funzioni che non adopera nessuno.

il meccanismo elettorale italiano è perfetto. i politici devono far silenzio un giorno prima delle elezioni, così la gente si scorda delle stronzate che hanno detto e il giorno dopo li vota.

venerdì, 11 aprile 2008
ci stai pensando adesso, mentre guardi l'ora. porti da più di venticinque anni lo stesso orologio. un seiko subacqueo. lo comprasti al mercatino americano a livorno, un secolo fa. ti piaceva l'idea di non toglierlo mai, in vasca, nella doccia, al mare. infatti non lo togli mai. mentre lo comperavi pensavi alla prossima immersione. affogherò dicevi, mi troveranno in un fondale di duecento metri, tumefatto dalla pressione, con l'orologio al polso che va perfettamente. sotto il cinturino di caucciù la pelle bianca, diafana. mai visto il sole. guardi l'orologio. un cipollone sub grosso, ingombrante, anche un po' datato. come te, del resto. se tu annegassi tra una settimana nel mar rosso, o ti mangiasse uno squalo, dall'orologio recuperato potrebbero capire anche l'età. è vero, le cose che ci rassicurano di più sono le stesse di cui ci vergognamo.

stamani da un cliente, chiacchiere e lavoro. si parlava di architettura. la toscana non ha coraggio. niente nuove tecnologie, niente nuove possibilità di esistere, di vivere per centinaia di migliaia di persone. con la scusa del territorio da salvare si è impedito alla gente di pensare altrimenti, di fare altrimenti. ma non di realizzare casermoni infiniti, condomini immondi, zone industriali schifose. con la scusa del necessario si è fatta passare una quantità di brutto cemento sproporzionata, impedendone un utilizzo diverso, forse disarmonico rispetto al passato ma alternativo e possibilista. poi ci si lamenta del livello di prostrazione in cui vive la gente. abitare a prato, scandicci, empoli, pontedera, follonica o in qualsiasi altra cittadina toscana non è solo prostrante. è un suicidio culturale. come lo sai il bello se non lo vedi mai?

mai come ora hai sentito così distanti delle elezioni politiche. forse lo sono sempre state e non lo sapevi.

giovedì, 10 aprile 2008
aveva ragione italo calvino. scrivere è nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto.

chi ha denti non ha pane, e chi ha pane e denti non ha fame.

mai giornate vuote. il vuoto è a perdere, il resto bevilo tutto. è così, finché qualcuno in qualche posto non decide diversamente.

hai azzeccato il regalo alla principessa. dove arriva un trolley della mandarina duck non potrebbero mille carri armati.

mercoledì, 09 aprile 2008
ogni tanto fai l'appello. qualcuno manca sempre.

doveva essere una ricorrenza bellina, un giorno un po' speciale, fatto di sorrisi, complicità, regalini e cazzate. nulla. la gente muore sempre nei momenti meno opportuni.

te ne accorgi mentre lo fai. una voce dentro te lo dice. stai sbagliando. anzi, lo sapevi da prima. dal momento in cui hai pensato di farlo. eppure, nonostante tutto, lo hai fatto. sapendo che era un gesto sbagliato. ma era tuo, ti apparteneva. lo hai fatto nonostante tutto. ineluttabilità dell'essere stronzi.

martedì, 08 aprile 2008
sabato scorso eri a viareggio, inaugurazione di un museo d'arte moderna. lorenzo viani, prima di tutto. ritratti, figure, tele gigantesche, quasi una opera omnia. e poi giacomo balla, picasso, sironi, braque, cantatore, kandinsky, depisis, pomodoro, greco, man ray, kokoshcka, manzù e tanti, tanti altri. il novecento racchiuso in una esposizione dove densità e qualità di segnali davano alla testa. ci stai pensando adesso. con nostalgia, anche. niente da fare, sei un uomo del secolo scorso.

stai vivendo da diversi giorni col cervello in stand by, e non trovi il telecomando. tanto varrebbe staccare momentaneamente la spina, stai consumando inutilmente.

uno non se ne rende conto. affiora un ricordo, così, casualmente. ci pensi, sembra ieri. invece no, son passati trent'anni. un abisso. ecco a cosa serve la memoria. a ridurre le distanze. e chi non ne ha come te? rimane in uno stato di perenne giovinezza ebete.

lunedì, 07 aprile 2008
ci sono certe cose che non capisci per niente. in quei momenti hai l'impressione di essere tonto. ecco, quella non è un'impressione.

una vita attonita. niente rende meglio l'idea del tuo modo di esistere.

fine settimana da dimenticare. o da ricordare. non saprei.

venerdì, 04 aprile 2008
johann sebastian bach. ha scritto circa centoventi ore di musica. cinque giorni e cinque notti ininterrotte di armonia pura. e neanche un secondo che non possa considerarsi men che perfetto. ancora oggi, dopo secoli, la sua musica è stupefacente, anche nel senso lisergico del termine.

il bisogno muove il mondo. per bisogno si dicono e fanno molte cazzate. anche tu lo hai fatto. e non c'erano neppure le elezioni.

due settimane al mar rosso. yes we can.

giovedì, 03 aprile 2008
non mi serve allearmi con dio per paura, nelle elezioni o nella vita. se non ci credo, lo combatterò civilmente, dimostrando che non esiste. e se perderò, vorrà dire che l'inferno me lo sono guadagnato onestamente.

il dolore. non la disperazione, lo spasmo, lo strazio, ma quel dolore che suona piano, dentro, continuo. un rumore fatto di persone mancanti, roba persa, cose non capite, curiosità insoddisfatte. è sordo, profondo, costante. un suono interno che ti accompagna. se saprai ascoltarlo, sarà un segnale di vita per te, un simbolo della tua presenza in questo mondo. se te lo fai bastare, ti farà compagnia.

stamani c'era il sole, e ti piaceva, adesso piove e sei contento. a volte sei peggio di marzullo.

uomo e donna son differenti, anche nel comportamento alimentare. tu mangi porcai, pastasciutta carne e salumi, senza assolutamente toccare frutta e verdura. la principessa, o anche la socia, si nutrono di insalate o yogurt, verdure crude o lesse, al massimo un legume quando è festa. erbivore. infatti, nessuno si fida dell'altro. manca la comunità gastronomica, non ti fidi di chi non si nutre come te. la prima intimità è mangiare nello stesso piatto.

lo scooter è bellissimo da guidare in queste giornate calde, e leggerissimo per spostarsi nel traffico. fino a che non ti si rompe il filo del gas. centocinquanta chili da spingere sotto il sole danno davvero fastidio.

mercoledì, 02 aprile 2008
non ci riesci. se c'è una cosa che non ti piace devi dirlo. non serve l'età, la ragione, la diplomazia, anche la convenienza. niente, come un bambino, pensi e parli, a prescindere dalle conseguenze. come nel blog. ma la vita non è come qui dove non ti conosce nessuno. nella vita a volte i commenti fanno male.

ieri sera carte. maschi contro femmine. vinto canasta vinto scopone. così, per ricordarsene.

alcune persone hanno forte influenza su di te. riescono a farti incazzare con un cenno, una frase, anche la loro semplice presenza a volte ti altera, ti indispone. sei lontano dal buddha che a volte ti buttano addosso. già, non ti piacciono certe mentalità brevi, miopi, che non vedono altro se non l'immediato, l'impellente, senza considerare la prospettiva, il totale dell'azione. questo sul lavoro e nella vita. e ti incazzi. insomma, ti sta sulle palle chi ti somiglia troppo.

martedì, 01 aprile 2008
avevi scritto una cosa, poi avevi da fare, hai detto nel blog la metto dopo. poi hai pulito la scrivania del mac. non la trovi più. bravo, così impari a pubblicare subito i post. non ricordi più niente, manco l'argomento. peccato, alla tua età un potenziale sprazzo di lucidità non dovrebbe andare sprecato così. e quando ti ricapita?

a volte il piacere che procura la primavera in arrivo non riesce a coprire il dispiacere per la dipartita dell'inverno appena passato. non tanto per la piacevolezza intrinseca dello stesso, quanto per l'oggettiva incapacità di farlo ritornare, riviverlo, se non nel ricordo. insomma, il passato che aumenta a volte fa girare fortemente i coglioni, un etereo presente ed un incerto futuro non sono assolutamente in grado di fermarli.

i giorni/mesi/anni passati non danno più fastidio a nessuno. son quelli a venire che in alcuni destano una leggera preoccupazione, in altri il panico.

scrivere non è un processo culturale, scrivere è un atto puramente istintivo, caratteriale, nevrotico a volte. un trattato di semantica o "pisa merda" su un muro inizialmente obbediscono allo stesso impulso.

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