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un posto come un altro per scrivere, leggere e far di conto. ma il conto non torna mai.


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quanta gente?


siamo stati in casa *loading* volte































lunedì, 31 marzo 2008
 
con l'andar del tempo certe spigolature della principessa che prima non sopportavi ti appaiono più sfumate, più dolci, persino accettabili. amalgama caratteriale o presbiopia senile? la seconda, sicuramente.

messo in casa da LaPo | 18:11 | commenti
 
il problema è che oggi la notte tarderà un'ora ad arrivare. piove sul bagnato.

messo in casa da LaPo | 16:40 | commenti
 
ci son giorni che non vedi l'ora di ritrovarti di nuovo a letto la notte. questo è uno di questi.

messo in casa da LaPo | 10:43 | commenti


venerdì, 28 marzo 2008
 
è venerdì, tra un po' è pomeriggio e non hai la più pallida idea di che raccontino scriverai su malaparata. non sai se avrai il tempo, il modo e il cervello per farlo, ma sai che ci proverai. e questo ti basta. e ti piace.

messo in casa da LaPo | 12:01 | commenti
 
certa gente è intelligente. perché allora non capisce? forse non vuol capire. ci pensi, l'intelligenza ha molte forme. la tua ad esempio è quella dell'ameba, nel senso unicellulare del termine

messo in casa da LaPo | 11:57 | commenti
 
segnali. ieri sera, tranquilli a dantedieci. la principessa sta giocando col nanetto, il mini portatile asus. le insegno quel poco che so di linux, di firefox, per leggere la posta. è piccolo, bianco, le piace.poi si fa seria. una e-mail una sua amica, pisano-greca. da qualche mese è tornata in grecia. il suo uomo è morto ieri notte, dopo che hanno fatto l'amore. si mette a rispondere, messaggi fitti con la grecia sul telefonino. ti sei tenuto vicino e distante, incapace di decifrare, di capire, di agire minimamente. in certi casi intorno alle donne si forma un guscio impenetrabile, i segnali transitano tra loro ma non escono fuori, è come se formassero una comunità dalla quale sei escluso. ma senza per questo offendere o ghettizzare. lo senti come un fatto naturale, degno di rispetto anzi. rimane comunque la curiosità nei confronti di una meccanica del sentimento femminile che non conosci. ci son forze che ignori, ma che comunque ammiri. meglio non andare oltre, meglio.  la faccia da fesso non ti manca, tanto vale spenderla nelle giuste occasioni.

messo in casa da LaPo | 09:53 | commenti


giovedì, 27 marzo 2008
 
non ti piace cambiare. è l'uso attento di certe cose che te le fa diventare preziose, importanti, quasi sacre. dopo un po' le guardi e dici "questa cosa mi segue da una vita, ovunque io viva c'é lei, vecchia, consunta ma capace di starmi accanto, di essermi ancora utile, di suggerirmi ricordi, di stimolarmi in un comportamento morale, etico, adeguato ai significati profondi che mi trasmette". come se le cose acquisissero nel tempo un valore proporzionale alla vita che accompagnano, e se, come certe case vecchie come casa bensa, del quattrocento, o anche dantedieci, degli anni sessanta, di vite e storie e generazioni ne hanno accompagnate molte, allora i significati aumentano, i segnali si moltiplicano. ma questo si applica anche allo stappa bottiglie di tua madre che le rubasti quando facevi casa. è quel senso di storia, sicurezza, durabilità nel tempo che poi ti educa, ti stimola, ti migliora. ora che ci pensi, l'esatto contrario del consumismo.

messo in casa da LaPo | 12:48 | commenti
 

lui era così, e a me manca già un po'.

messo in casa da LaPo | 11:13 | commenti
 
è strana una casa. a volte la vedi come un posto da cui scappare, dove c'è un mucchio di robe arretrate, cose da fare che son lì ad aspettarti, fameliche di te, della tua energia residua, del tuo senso del dovere. altre è il solo unico posto dove vorresti essere con chi ti piace, o anche da solo. quando i due aspetti coincidono e convivono in armonia, ecco, solo in quel momento ti stai godendo casa tua.

messo in casa da LaPo | 10:56 | commenti


mercoledì, 26 marzo 2008
 
dantedieci. piove. devi fare un po' di cose, ma al momento stai guardando piovere. aspetterai che il giardino si oscuri ancora un po', poi farai quel che devi.

messo in casa da LaPo | 18:30 | commenti
 
il rapporto con l'esterno. persone e cose, paesaggi e accadimenti. bisogna tenersi svegli. è come uno specchio che ti dice che sei vivo. anche la stessa cosa fatta mille volte, rifarla deve farti pensare. che c'è un rapporto, un significato, una magia, in te e in quel che fai. se hai sete bevi, ma non è bere, è vivere l'acqua. non serve bere mentre parli mentre prendi appunti mentre pensi ad altro. la sete non ti passa perché non hai "vissuto" quell'acqua. forse per questo i vecchi son lenti a far le cose. stanno solo facendo bene quel che fanno. lo vivono.

messo in casa da LaPo | 16:01 | commenti
 
cena a dantedieci, col fratello la cognata e i nipoti. fa effetto vederli crescere. poi, ti adorano, e soprattutto adorano la zia. mentre la seconda cosa ti inorgoglisce la prima ti imbarazza. è come se tu stessi dando l'ennesima fregatura a due persone che ti vogliono bene. sul tardi sono andati a letto, e col fratello e la principessa vi siete visti un divudì comprato a trieste. intervista a ettore sottsass. di qualche anno fa. fa effetto. è estraniato dalle cose, parla di india, parla di possibilità di esistere. ha ragione, ci siamo inventati tutto per confermare l'esistenza, e il tutto ci ha schiacciati. ma non serve dirlo, serve farlo. lui ci ha provato. bella serata.

messo in casa da LaPo | 11:43 | commenti


martedì, 25 marzo 2008
 
ecco, è tutto lì. in quello sguardo. ti basta.

messo in casa da LaPo | 18:40 | commenti
 
oggi non ne hai voglia. non ne hai mai, a dire il vero, ma oggi meno di zero. sarà la primavera. già, e con l'inverno come la mettiamo? lascia perdere.

messo in casa da LaPo | 15:54 | commenti
 




a trent'anni hai imparato windows, e fu dura. a quarantacinque passasti a mac, e fu ancora più dura. adesso, a cinquant'anni suonati vuoi provare anche linux. con un piccì giocattolo. il vantaggio di nascere vecchi è che poi quando lo sei veramente non se ne accorge nessuno, neppure tu.



messo in casa da LaPo | 10:13 | commenti
 
è passata anche questa.

messo in casa da LaPo | 09:21 | commenti


venerdì, 21 marzo 2008
 
è inutile voler cercare le cose dove non sono. un giovane che si iscrive ad ingegneria subisce un primo intervento, nel quale gli viene tolto il cuore, fonte di emozioni che possono rallentare il processo cognitivo. dopo il triennio ne subisce un altro, l'asportazione dell'emisfero destro del cervello, che con i suoi segnali creativi disturba le elaborazioni analitiche e logiche del sinistro. per il giorno della laurea le cicatrici non si vedono più, l'ingegnere sembra una persona normale.

messo in casa da LaPo | 18:27 | commenti
 
non esistono cose che vanno bene o cose che vanno male. le cose vanno, vanno a prescindere da te. sei tu che le vedi in un modo o nell'altro. e allora vien da dire che sei tu che cambi, i tuoi occhi, come vedi il mondo. quindi il mondo è immutabile, e sotto certi aspetti non solo non controlli lui, ma non controlli neppure te stesso, il tuo modo di guardarle cose, di giudicarle. non lo so, devo pensarci. o dimenticarmi tutto.

messo in casa da LaPo | 12:25 | commenti
 
ridere o piangere, sentir male o esser contenti, riuscirci o meno, vincere o perdere. non è importante. l'importante è giocare, continuare a giocare, e averne voglia.

messo in casa da LaPo | 10:47 | commenti


giovedì, 20 marzo 2008
 
beethoven trasforma un qualsiasi momento, anche il più sciatto, inutile, attendista dei minuti del più banale e insipido dei tuoi giorni in un pezzo di vita degno, irripetibile, assoluto, scolpito nella tua storia. la musica fa così, a volte. lui lo fa spesso.

messo in casa da LaPo | 19:38 | commenti
 
momenti frenetici, alternati a ore lente. aritmia del giorno, come carovane d'onde verso una barca, la tua. tenersi pronti, cazzare la vela e poggiare sul vento. prenderli di sguincio questi treni di su e giù fitti, pericolosi. sentir la chiglia che scivola veloce, una volta a destra e un secondo dopo a sinistra. ma andar dritti, tener la rotta. la mira non è lontana. il tuo porto. acqua putrida, ma ferma.

messo in casa da LaPo | 16:21 | commenti
 
ieri sera vinta la canasta perso lo scopone. tu e occhi di ghiaccio contro la padrona di casa e il calabrese matto. come dire andorra e san marino contro russia e america. mentre giocavate la guardavi, con attenzione. la gola, il collo. le mani, ecco, le mani. segni del tempo. anche sulla faccia, piccole scritte di pelle, geroglifici lasciati dall'età. ti sei trovato a pensare che ti piace trovare quelle frasi tracciate dagli anni sulle donne. in fondo le tue amiche hanno tutte tra i quaranta e i cinquant'anni. hai un'enciclopedia davanti.

messo in casa da LaPo | 10:13 | commenti


mercoledì, 19 marzo 2008
 
stasera carte. la principessa va a sentir cantare la figlia dei nostri amici, la biondina. sai che passerai una bella serata. sai che lei ti mancherà. mentre il padrone di casa passerà le sue sconcezze musicali allo stereo, penserai alle corali ascoltate in chiesa, a quelle voci educate e potenti. e perderai, come sempre. non si può aver tutto dalla vita. vorrà dire che provocherai occhi di ghiaccio fino a che, esausta, ti manderà a quel paese. donne. che noia se non ci fossero.

messo in casa da LaPo | 16:29 | commenti
 
la famiglia ha interazioni strane, inaspettate. tu hai quasi dimenticato la tua, mentalmente ingombrato da quella numerosissima e onnipresente della principessa. poi, un cugino ti viene a trovare. ti invita alla comunione del figlio. ringrazi, gli dici che non andrai, poi però scattano cose dentro, e anche in lui succedono, e state un'ora a parlare. lì, in ufficio, come se fosse normale. parlare di famiglia, come sempre. non c'eri più abituato. piacevole esercizio.

messo in casa da LaPo | 11:42 | commenti


martedì, 18 marzo 2008
 
improvviso, un ricordo di trieste. una piazza grande sul mare. edifici alti, imponenti. l'impressione imperiale, asburgica, piena di fregi. un recinto architettonico massiccio, poteva essere oppressivo. ma manca un lato. a sud c'è il mare, il porto lontano, il vento le vele. un lato leggero a liberare quel rigore, a dargli aria. così trieste la senti bella, importante ma leggiadra, vivibile, ragionevole. la senti umana, possibile. come una città di mare.

messo in casa da LaPo | 17:16 | commenti
 
con la principessa le litigate non durano mai a lungo. come i silenzi. si sente dentro la necessità di spiegarsi, di farsi capire, di capire, anche. allora succede che un perché buttato lì apre una cateratta di ragionamenti, un fiume di paragoni, un oceano di ragioni. così, dall'irruenza montana, l'acqua collerica defluisce calma nel mare della comprensione. non sai come succede, ma succede. forse la vita in due funziona così.

messo in casa da LaPo | 15:34 | commenti
 
già. ieri era san patrizio. te l'ha ricordato il fratello in una e-mail. andava alla festa a firenze, a sentir suonare i suoi amici whisky trail. lui non c'è stato in irlanda, tu sì, due volte. una volta da giovanissimi, in treno. tu, la principessa due amici e gli zaini. era un mondo nuovo, da scoprire, da vedere senza capirlo. poi ci sei tornato in macchina. tu la principessa e basta. allora è stato diverso. parecchio. specie visitando il connemara. occhi adulti, che guardavano i silenzi. le solitudini ascoltate da soli educano al nulla, preparano al vuoto. partire e tornar diversi. in quella pioggia fine e tagliente, in quel vento che lava erba e sassi, che appiattisce al suolo chi ci vive, lo schiaccia, gli fa capire il nulla che è a confronto col mondo che lo circonda. non sai spiegarlo, ma è lì che è nato il piacere per la solitudine. sì, ti sarebbe piaciuto abitare una casetta in pietra dispersa nel nulla del connemara, tanti anni fa. forse anche adesso.

messo in casa da LaPo | 12:04 | commenti


lunedì, 17 marzo 2008
 
il socio è un brav'uomo, ma non vuole intendere niente di internet e grafica. kilobit, megabit, punti per pollice, flussi definizioni e variabili software e hardware, per lui è arabo. tu provi a spiegarglieli, ma è difficile tradurli nel suo linguaggio. un piddieffe da tre mega quanti euro fanno?

messo in casa da LaPo | 17:54 | commenti
 
è iniziata la lotta. femmine agguerrite che per le valigie dei consorti prevedono giacche camicie e cravatte per le cene sul mar rosso. contemporaneamente è partito l'attacco verso te. sei la pecora nera dei maschi, lo strenuo difensore di una vacanza lasca, marittima e cialtrona, fatta di ciabatte di plastica brache scolorite e magliette consumate. lo sanno, sei un cattivo esempio per gli amici, e cercano di convincerti in tutti i modi ad un abbigliamento urbano e dignitoso. la principessa sorride sconsolata. lei la battaglia se la gode da lontano. la sua l'ha persa da vent'anni.

messo in casa da LaPo | 16:35 | commenti
 
ti arriva una e-mail. un tuo amico. è in barca a vela, tra le galapagos e le marchesi. su un colin archer di quaranta piedi, lui e un russo pazzo e ubriaco, ma intelligente e colto. ti dice che sono scappati dal porto di santa cruz lasciando da pagare una fattura di novecento cinquanta dollari. come i pirati. hanno pescato un wahoo di un metro e mezzo, venti chili. ti manda la foto. due uomini con un grosso pesce, due sorrisi ben piantati sul legno della barca. dietro solo una distesa sterminata di blu. solo blu. certe notizie dagli amici son confortanti, solo che riceverle in ufficio di lunedì mattina fa un po' male. solo un po'.

messo in casa da LaPo | 10:06 | commenti


venerdì, 14 marzo 2008
 
primavera. oggi lo è. ventuno gradi. finestre aperte, la musica dei cinematic orchestra che galleggia nell'aria che si muove dolce. da fuori arrivano voci e fischi. cristiani e uccelli vengono fuori dalle tane, prima timidi, poi esuberanti. peccato, i primi non si possono cacciare.

messo in casa da LaPo | 16:19 | commenti
 
il mondo è benevolo con te, puoi girare indisturbato senza certificati. pensa se l'intelligenza fosse obbligatoria, dovresti chiedere l'esenzione all'usl.

messo in casa da LaPo | 12:55 | commenti
 
ma come si fa ad andare a votare, se questi continuano ad aprir bocca?

messo in casa da LaPo | 10:04 | commenti


giovedì, 13 marzo 2008
 
ogni tanto la vita si ferma. sospesa. un filo sottile, di pensieri. gesti lontani, carezze perdute e ritrovate, che solo la fissità dell'istante ti fa sentire. attimi remoti che ti sorprendono con la loro presenza riaffiorata, rivissuta. poi il filo si rompe. vertigine. ricadi giù. sei tu, adesso. solo. la vita ricomincia.

messo in casa da LaPo | 12:37 | commenti
 
conosci te stesso dicono. son cinquant'anni che ti frequenti, ormai lo sai come sei fatto. non serve sapere, serve volere. e lì casca l'asino, cioè te.

messo in casa da LaPo | 12:13 | commenti
 
certa gente non sa il culo che si ritrova a far la vita che fa. miopi. e non perché il culo è dietro e loro guardano avanti.

messo in casa da LaPo | 10:41 | commenti


mercoledì, 12 marzo 2008
 
una linea tracciata nell'acqua. la memoria si richiude su sé stessa. ma il segno rimane. una striscia sporca nel traspaliquido. si allarga, scompare, ma c'é, è lì. la vita è cristallo, basta un niente a renderla impura, imperfetta. a darle colore, odore, sapore. così i ricordi.

messo in casa da LaPo | 12:41 | commenti
 
la più grande fregatura che dio potesse darci è stata il fatto di venderci l'anima. gliel'abbiamo pagata cara, troppo. bene, così un'altra volta impariamo a inventarci qualcosa di più semplice, tipo ruota.

messo in casa da LaPo | 10:15 | commenti
 
la tua sessualità? ci vuol ben altro che un post, un blog o robe così. due righe sarebbero già troppe.

messo in casa da LaPo | 10:02 | commenti


martedì, 11 marzo 2008
 
e la musica, e quella faccia che ti guarda appena alzata, e i capelli arruffati sulla quella testa e quei pensieri arruffati nella tua, e tutto il casino che succede dentro ma fuori no, fuori sei calmo. è vivere, con la musica e i pensieri e i casini e che so io. no, non sei calmo solo fuori, lo sei anche dentro, casini compresi. il panico è da persone intelligenti.

messo in casa da LaPo | 19:36 | commenti
 
il gioco di coppia è come il calcio, solo che non c'è l'arbitro. tutto è permesso e non puoi far la melina in attesa del fischio finale. se lo senti ha fischiato lei, quindi hai perso.

messo in casa da LaPo | 16:33 | commenti
 
ti dice ti amo. anch'io le dici. dice non posso stare senza di te. sorridi, ci pensi. che senso ha una vita con te? come fa uno come te ad arricchire l'altro? vuol dire che era povero, che non valeva niente? cosa gli hai dato veramente? tutto quel poco è quasi nulla, lo sai. e allora? non è importante. andare avanti, cercare, quello sì.

messo in casa da LaPo | 14:23 | commenti
 
giorni fa era il compleanno di occhi di ghiaccio. dimenticato. lì intorno era il compleanno di un'altra persona. ricordato. non hai comunque fatto gli auguri a nessuna delle due persone. stasera carte. minimizzerai la cosa, ci scherzerai su, ma occhi di ghiaccio ti spellerà vivo. la pagherai cara. per entrambe. è giusto così.

messo in casa da LaPo | 09:58 | commenti


lunedì, 10 marzo 2008
 
e poi, come può insegnarmi la democrazia un capo di stato eletto da un parlamento scelto arbitrariamente dai suoi predecessori?

messo in casa da LaPo | 10:14 | commenti
 
ti scusi spesso. ne hai ben donde. sei goffo, inopportuno, hai una tempistica bradipica e un senso delle circostanze a dir poco rovesciato. al contempo non ti aspetti mai scuse da nessuno. per te l'ingiustizia finisce lì, una riparazione verbale non è più necessaria, non è importante. poi però, quando arrivano, provi un piacere strano, misto a imbarazzo. già, l'imbarazzo. l'ingrediente base di una cucina povera.

messo in casa da LaPo | 09:51 | commenti


sabato, 08 marzo 2008
 
è possibile che si debba sentir parlare di famiglia da uno che non ha mai avuto moglie e figli e di sessualità e morale da uno che va in giro coperto di anelli catene e crocifissi d'oro con la sottana lunga e le scarpette rosse di prada?

messo in casa da LaPo | 18:06 | commenti


venerdì, 07 marzo 2008
 


uno non può non pensarci, al fatto che domani è la festa delle donne. piuttosto se è maschio pensa alle donne, quelle belle, tipo le modelle, oppure se ha un po' di cuore anche a quelle fregate in partenza, infibulate da piccine per negare loro anche il minimo naturale di femminilità. già, gli opposti, la fortuna e la disgrazia, che possono partire dallo stesso posto, fare il giro del mondo e poi trovarsi vicine. come nel caso di waris dirie, una fotomodella somala bellissima che si è dedicata a combattere le mutilazioni genitali nella sua terra. è sparita, non si sa come. domani è l'otto marzo. speriamo che torni, che stia bene e in salute. sarebbe un giorno molto triste senza di lei. auguri.


messo in casa da LaPo | 17:13 | commenti
 
annuire, annuire sempre. e tacere sornioni. come se si fosse capito tutto.

messo in casa da LaPo | 16:53 | commenti
 
l'uomo ha sempre dedicato un giorno a qualcosa che reputava superiore, potente, importante, influente su di lui. dio, il figlio di dio, il santo protettore e altre cose così. soprattutto dedicava una festa a qualcosa che non capiva tanto bene, ma gli faceva un po' paura. dio, suo figlio, i santi. e le donne, appunto. che dire? auguri a chi si accontenta.

messo in casa da LaPo | 13:58 | commenti
 


oggi giravi in auto e guardavi il cielo. nubi dense, e scure e massicce che correvano veloci. ti è venuta in mente una parola. patagonico. sì, quello era un cielo patagonico. di quelli che bisognerebbe starseli a guardare in una landa desolata battuta da venti freddi per sentirsi piccini. non ci sei mai stato in patagonia, ma ti garberebbe. starci a guardare quel cielo lì, sapendo che non c'é nessuno intorno per chilometri e chilometri e sentirti piccino. al contrario del comune sentire, esser piccoli è una situazione per te rassicurante. forse un retaggio di quando alle elementari non entravi nel banco e il maestro ti guardava con imbarazzo e commiserazione.


messo in casa da LaPo | 12:06 | commenti
 
hai scoperto che nel tuo telefonino ci stanno delle schedine di memoria e ne hai comprata una da due giga. hai scoperto che nella confezione c'era una cuffia stereo. hai scoperto che dentro il telefonino adesso ci può stare l'intera discografia di giovanni allevi e keith jarrett. tutto questo non è una roba importante, ma tu lo senti come un notevole miglioramento di vita. in pratica la musica sarà sempre con te. non è niente,  ma a te basta.

messo in casa da LaPo | 11:38 | commenti
 
ieri sera principessa al cinema. tu a dantedieci da solo, fuori bufera di acqua e vento, dentro camino acceso, luci basse e poche cose da fare lentamente. avanti così.

messo in casa da LaPo | 10:49 | commenti


giovedì, 06 marzo 2008
 
il brutto di certe giornate è che non ne azzecchi una, il bello è che non te ne importa poi molto.

messo in casa da LaPo | 16:08 | commenti
 
vento forte. i cipressi sembra vogliano spennellare il cielo.

messo in casa da LaPo | 10:52 | commenti


mercoledì, 05 marzo 2008
 
per pensare alle cose che fai e farle bene ci vuol tempo e cervello. tu abbondi del primo e manchi del secondo.

messo in casa da LaPo | 18:44 | commenti
 
non ti senti nessuno, ma non vuoi che nessuno te lo dica.

messo in casa da LaPo | 17:28 | commenti
 
c'é gente convinta che se una donna fa un bambino in nove mesi, basteranno nove donne per ottenere un bambino in un mese. e te, non essendo esperto in materia, inizialmente ci hai anche creduto.

messo in casa da LaPo | 10:29 | commenti


martedì, 04 marzo 2008
 
il socio si stava incazzando con indesign e photoshop. la socia gli ha lasciato una trappola in un file tif. un tracciato di scontorno che lo ha fatto impazzire. quando lui era ormai stremato lo hai aiutato, hai scoperto il perfido trabocchetto femminile e dopo una filza di moccoli adesso lui lavora tranquillo. tu lo guardi soddisfatto. lui non conosce i programmi, e non conosce bene neppure la socia. tu coi programmi ti arrangi, con la socia un po' peggio. non è difficile pensare come un mac, il problema e mettersi nei panni di lei. oggi ci sei riuscito. il socio adesso clicca tranquillo. ha più garbo a mandare il trattore.

messo in casa da LaPo | 17:56 | commenti
 
se tu fossi onesto con gli altri uno zero virgola di quanto lo sei con te stesso, sarebbe già un successo. ma forse ti stai fregando anche per te. può essere. tendere all'onestà tout court. lo vorresti, a volte ti pare di andarci vicino, ma non ne sei sicuro. il dubbio, sempre quello. un bugiardo coi dubbi ci fa quel che vuole.

messo in casa da LaPo | 15:28 | commenti
 
da un cliente, stamani. solite cose, questo va bene questo no. mi giro, una foto. loriano. ero giovane quando lo conobbi, iniziavo il mestiere e gli rimasi simpatico. alto, lentiggini, gran capanna di capelli rossi e due baffoni da tricheco. era eclettico, intelligente, preparato e riusciva a motivarti su qualsivoglia iniziativa si prendesse. lui era così, le difficoltà erano sfide, il contraddittorio tra le persone una possibilità, il mercato era una piazza dove esibire creatività, volontà, capacità. sorrideva sotto quei baffi, ma ti pigliava sul serio, e lo faceva con tutti. arredatore, amico di grandi architetti, riusciva a prendere e dare da chi lo conosceva con una naturalità sconvolgente e piacevole. sapeva farsi voler bene, e io gliene volevo. riuscì a far disegnare lo show room da uno bravo parecchio, e fu un grande esempio per anni, una sede di provincia dove lavoro e design e creatività scorrevano veloci, facili. aveva cinquantacinque anni, gli dissero che doveva far moto, gli avrebbe fatto bene. lo trovarono seduto sul ciglio di una stradina di campagna, col cuore fermo. ancora oggi faccio il pubblicitario per loro, lavoro con uno che allora era quasi un ragazzo, come me. ci siamo messi a guardare quella foto. ci ha insegnato molto, poi ci ha lasciati soli. adesso rifaranno una sede nuova, sicuramente mi piacerà meno. ci ripenso. loriano, il fatto che stamani mi manca è già una compagnia.

messo in casa da LaPo | 12:49 | commenti
 
non hai mai votato democristano e vorresti continuare a farlo, ma quest'anno è un casino riuscirci.

messo in casa da LaPo | 09:43 | commenti


lunedì, 03 marzo 2008
 
hai raggiunto dei livelli di insofferenza all'umanità inauditi. ormai basta una minima presenza ad irritarti. oggi hai superato i tuoi limiti di tolleranza. urge disintossicazione con facce amiche e rilassanti, o anche senza.

messo in casa da LaPo | 19:20 | commenti
 
forse è il tuo modo di prepararti all'inevitabile assenza finale. mentre tutti fan finta di nulla tu ti stai già allenando. no, ti piace vivere, e parecchio, ma misuri la vita a modo tuo. oggi vanno di moda le nanotecnologie, tu le avevi applicate già al tuo modo di pensare almeno quarant'anni fa.

messo in casa da LaPo | 15:41 | commenti
 
chiunque altro ne soffrirebbe da morire, tu invece fai di tutto per essere marginale, periferico, trascurato in qualsiasi occasione della vita. quando ci riesci, o almeno ti par che sia così, ti senti soddisfatto, a posto, in pari col mondo. dai, confessalo. la tua massima aspirazione è sentirti inutile.

messo in casa da LaPo | 15:38 | commenti
 
il buffo di certi giorni è che non sei preparato a scadenze improvvise, incombenze che ti arrivano alle spalle, contrattempi su cui inciampi incauto. allora ti incazzi con le scadenze, ti affanni sulle incombenze, ti anneghi nei contrattempi. il buffo di certi giorni è che passano, come tutti gli altri.

messo in casa da LaPo | 10:29 | commenti


domenica, 02 marzo 2008
 
più che una campagna elettorale questa pare una gara a chi la spara più grossa. il problema non è chi mandare in parlamento, ma come riuscire ad impedirglielo.

messo in casa da LaPo | 22:01 | commenti
 
troppo spesso si notano donne che tentano di far passare per coglione il proprio uomo, e viceversa. la principessa con te non ci prova neanche, bontà sua. eppure sarebbe facile per lei, visto che coglione lo eri già da solo.

messo in casa da LaPo | 19:15 | commenti