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venerdì, 28 settembre 2007
in realtà non si è mai soli. noi stessi siamo il prodotto di genitori, parenti, amici e compagni di viaggio. loro ci hanno costruito e con loro ci siamo costruiti. un'empatia che col tempo ti si stratifica addosso, e della quale non puoi fare a meno. infatti, vorresti camminar veloce, ma non ci riesci. sei una lumaca , che si porta la sua storia sul groppone.

giovedì, 27 settembre 2007
c'è una donna, a cui vorrei pensare stasera. vorrei pensarci con amore, e deferenza, e devozione. una donna sottile, e sorridente, e fragile. uno degli esseri umani più potenti che esistano oggi su questa terra. aung san suu kyi, birmana, premio nobel per la pace. vorrei esserle davanti, e giungere le mani, e abbassare gli occhi, in un inchino laico ma profondo. vorrei renderle onore, e piangere davanti a lei. piangere un dolore immenso, antico, come il suo popolo, come la sua vita. domani vestirò in rosso, per lei. come i monaci che chiedono quel niente che in birmania è negato. poca cosa la mia, davanti ad una storia che le ha rubato la vita, rendendola un simbolo di libertà troppo grande per i piccoli tiranni che la nascondono al mondo. le dedico un post, un pensiero, un invito. mettete tutti qualcosa di rosso. e non fatelo per lei, ma per noi. è il minimo che si possa fare. ringraziarla, perché lei ci rende tutti migliori.

fermati. pensieri che vanno veloci, che vengono da chi sa dove. fulmini di ricordi che sbiancano il grigiore di questo tempo lento, sornione, piovoso, soporifero. lampi di memoria che accecano repentini, e lasciano sulla retina un alone azzurrino, che sbiadisce lento sotto le palpebre cariche di noia. pallottole di passato che attraversano il cervello. ma non fanno male. anzi. sarà il raffreddore.

non riesci ad organizzarti razionalmente neppure un raffreddore. da due giorni ti stai soffiando il naso a fiume in piena. dalla sola narice destra. la sinistra è sana, asciutta. quando si dice esser mezzi malati.

mercoledì, 26 settembre 2007
la felicità è una cosa stupida. tipo un culo da scaldare la notte.

a volte la percepisci nettamente, come a toccarla. è una sensazione, ma è lì, solida. una vita sbagliata. non sai da dove viene, ma c'é. non puoi farci niente, ne hai già trascorsa almeno due terzi, questa vita è la tua già da troppo. non è invidia, no. non guardi gli altri, ti guardi per te. avresti voluto altro. niente a che vedere con le voglie dei piccoli, il dottore, il pompiere, l'astronauta. niente esempi, miti, obiettivi. solo sentirsi lo sbaglio addosso. pesante, opprimente, frustrante. non torni indietro. poi ti guardi bene. sensibilità zero, tatto da plantigrado, asocialità al massimo, cervello ai limiti del vegetale, memoria assente. se ci metti che sei un orango peloso e panciuto, puoi dirti fortunato. ad andarti bene facevi il camionista in una vuotatura pozzi neri. single, naturalmente. guardandoti bene, hai un gran culo. tieniti tutto, compresa la voglia di cambiare. meglio aver roba che quattrini.

martedì, 25 settembre 2007
il bello di certi momenti è che ti senti liberato. non sai da cosa, ma la sensazione è quella. forse hai un atteggiamento sbagliato. senti certe cose come incombenze gravi, allora te ne liberi. ecco, forse è quello. come se la vita non fosse un susseguirsi di incombenze. che te ne frega, l'importante è la sensazione. un po' come curarsi l'alopecia con lo shampoo antiforfora. non guarisci, ma ti sembra di esser sano.

sembra che da una certa età in poi non esista amore senza sesso. tu non fai media.

lunedì, 24 settembre 2007
la pigrizia ha anche delle implicazioni mentali. quando il cervello se ne va, sarebbe opportuno seguirlo.


ci son coppie che non sanno che dirsi fin dall'inizio, se non litigare su tutto. ben presto finiranno gli argomenti. o le munizioni.

la maggior parte della fedeltà coniugale non è una scelta, è una mancanza di tempo.

venerdì, 21 settembre 2007
girando per blog. il digitale impera. foto fatte col telefonino, video amatoriali, musichine sintetiche. peccato. pochi scatti veri, pochi pensieri. inutile prender la teglia larga per frigger due gamberi. olio buttato via. e poi, in fondo, anche tu, che pesce sei?

certe situazioni le capisci meglio facendo un passo indietro. e non è presbiopia senile.

giornate bellissime. da star fuori a sentir girare il vento. avendo tempo. invece no. comunque è venerdì. stasera cena a casa di mio padre. con tutti quelli che hanno fatto la mostra. i curatori, i prestatori delle opere, quelli che hanno scritto nel catalogo, che hanno collaborato all'organizzazione. in fondo, quelli che gli hanno voluto davvero bene, almeno ultimamente. passerai due serate. una esterna, piacevole, sorridente, soddisfatta e amichevole. una dentro, un po' triste, nostalgica, piena di pensieri e ricordi, sensi di colpa e maledizioni. si riuniranno stanotte, a letto, quando la principessa dormirà e sarai solo, a pensare nel buio. vincerà la seconda, puoi scommetterci il culo.

giovedì, 20 settembre 2007
non puoi farci nulla. puoi tenerti lontano, ma certa gente ti abita dentro. ormai ha forma di ricordo vago, a volte dolce, altre agro. ombre col sapore dello sbaglio, errori lontani, fantasmi vaghi che poi col tempo smussano i contorni, slavano il colore. è gente bella, viva, lontana, che è stata importante per te, un tempo. ecco, il tempo. capirlo il tempo. è lui, il vero magister ludi. il tempo è il padrone delle cose.

sembra che la sorgente delle cellule staminali nell'uomo siano i coglioni. ecco, mi sembrava giusto che prima o poi trovassero a cosa servono.

dopo i politici, anche i giornalisti tentano di capire il fenomeno grillo. giusto, prima i padroni, poi i servi. il risultato è lo stesso. distanze siderali. guardano lui e non vedono i milioni di persone che spingono dietro. nessuno che abbia capito la disperazione di un popolo che ha provato prima il centro destra, poi il centro sinistra e non sa più a che santo votarsi. lui parla di etica, giustizia, onestà, regole, e loro si domandano a chi ruberà voti, se a destra o a sinistra. la barca affonda e parlano del colore del giubbotto di salvataggio in abbinamento alla scialuppa. non sono in grado di risolvere i loro problemi, figuriamoci i nostri.

giornate dense, accavallate, complicate. sovrapposizioni di ruoli, funzioni, professionalità. non ti piace cambiar giacchetta in continuazione. non ti piace un progetto che occupa una settimana e poi si dilata a quella successiva. appuntamenti mancati, contrattempi, ritardi. perché lo fai allora? a volte sei un sado-maso-moralista. ti piace farti annullare dal senso del dovere.

mercoledì, 19 settembre 2007
a volte la freddezza con cui riesci a pensare a certe catastrofi, disgrazie o lutti, lontani o vicini che siano, ti fanno mettere in dubbio la tua capacità di provare alcun sentimento nei confronti di chiunque ti circondi, conoscente, amico, parente, passante o morente. sei davvero così insensibile? può essere.

stai smantellando tutti i valori che ti eri dato. forse non te li eri dati tu, allora butti tutto. che ti resta d'importante? il dubbio. già, le risposte son quelle che ti fregano da vecchio, mentre le domande aiutano a mantenersi giovani.

martedì, 18 settembre 2007
mi è venuta in mente una cosa. quest'anno ad oslo ci siamo visti il nobel peace center, un posto davvero bello. dentro ci ho trovato una scritta, di uno dei premiati, non ricordo chi. mi è piaciuta, allora la metto qui dentro. per ricordarmela.
"se la guerra è l'unica risposta, allora ci stiamo facendo la domanda sbagliata."
non riesco a trovare niente di più vero.

certe cose le puoi fare anche avendo dubbi in merito, altre no.

lunedì, 17 settembre 2007
tempo rubato e tempo regalato. concetti antitetici. due esempi? lavoro e musica.

dicono che si deve sostentare una vita ancorché vegetativa. ma vietano l'unica possibilità che esiste di tornare a chiamarla vita, la ricerca con le staminali. e la chiamano etica. e si dicono morali. preti come soldati. basta una divisa e la comprensione diventa un'utopia. chiunque propugni una verità, prima o poi nega le altre.

temperatura perfetta. pioggia e sole alternati. fine settimana passato intorno a casa, tra cene e pranzi con gli amici. qualcosa dentro ti dice che devi esser contento.

venerdì, 14 settembre 2007
certi giorni non passano mai. tutti gli altri non tornano.

il significato di certe cose ti è sconosciuto. le fai lo stesso. non illuderti, non è un tardivo senso dl dovere. stai solo invecchiando.

giovedì, 13 settembre 2007
ormai sei votato alla navigazione a vista. vivere alla giornata, al minuto quasi. il problema più grosso che ti viene in mente è un eventuale prurito. beato te.

mercoledì, 12 settembre 2007
domani torna la socia dalle vacanze. ti è mancata. quindi, sei contento che torni. per gli stessi motivi per cui a lei gireranno i coglioni. come fate ad andar d'accordo? infatti.

ieri cena fuori, in paese. a mangiare il pesce, con i vecchi amici. la loro figlia è ammessa ad architettura. cibo buono, ricordi, progetti, risate. poi gelato e caffè a dantedieci. ci ha raggiunti la figlia col fidanzato. la principessa le ha dato il regalino norvegese. siamo stati lì, finché gli sbadigli non hanno sopraffatto i sorrisi. a letto ho guardato la principessa. aveva sonno, ma sorrideva. era stata bene, si vedeva. ho fatto clic. tengo la foto per momenti peggiori.

martedì, 11 settembre 2007
a sentirsi differente son bravi tutti. è a sentirsi peggiore, che ci vuol fatica, e tanta. spendi più superbia in un raffronto perso sinceramente che in mille paragoni vinti sprezzantemente. il vero senso di inferiorità, quando non è banalmente superficiale, è la massima espressione dell'alterigia. son peggiore, quindi unico, irraggiungibile, solo e compiaciuto nel primato. la contro tendenza perfetta.


senza parole.

ieri sera cena a casa, con la sorella della principessa che ci ha regalato l'ultima nipote e il padre di quest'ultima. la bambina è buona, bella, e ha un ciuffo ribelle che la rende buffissima. il padre, pescatore, tipografo, anarchico, aveva portato una spigola di due chili. l'abbiamo fatta al forno, buonissima. il problema è stato dopo cena. il novello sampei si è lanciato in una logorroica filippica sulla politica locale, prosciugando la mia pazienza e forse anche quella della principessa. c'é da capirlo, una notte a pescare da solo, poi parli anche coi muri. il comizio delirante mi ha fatto andare di traverso la spigola. quando sono andati via io e la principessa ci siamo guardati. lei aveva una faccia modello "la prossima volta un'aringa in due può bastare". la mia era anche peggio. avevo lo stomaco pieno, lo scroto pure.

lunedì, 10 settembre 2007

certe vite che ti capita di osservare son come le scarpe. o troppo larghe o troppo strette. comunque sia, non riesci a camminarci. la tua? infradito, così vai piano.

tutti si meravigliano di beppe grillo. a me sembra dica delle banalità. chi lo vuole un parlamento di pregiudicati? nessuno. chi vuole che i partiti possano fare quello che vogliono? nessuno. chi lo vuole un politico che a forza di essere eletto guadagna più di un manager e non va mai in pensione? nessuno. riportare la politica al servizio del cittadino e non viceversa è semplicemente ragionevole. il problema è che nel nostro paese la ragionevolezza è destabilizzante, rivoluzionaria, quasi terroristica. peccato, sarebbe stato un bel posto per starci.

venerdì, 07 settembre 2007
fine settimana al mare. in barca con mio fratello e mio nipote. il problema è capire se piacerà alla principessa. ormai è fatta. se piove o è freddo, pagherò amaramente questa scelta. ho visto molti uomini fare la fine delle bambole woodoo. per fortuna alla principessa non piacciono gli spilli.

la principessa propone. cena nordica, con degli amici. tu preferisci star da te, ma non lo dici. infatti, ieri sera cena in dieci, compresi quattro ragazzini. è stata piacevole, ma preferivi altro. alle una se ne sono andati. mettere a posto grossomodo, poi via a letto. lei si è addormentata, stanca e contenta, tu stanco e basta. va bene così.

giovedì, 06 settembre 2007
tu non appartieni alla cucina di coppia di cui sotto, pensandoci bene. tu sei per i grandi piatti vuoti, dove galleggiano poche robe isolate e inutili, accompagnate da tracce di sostanze fortemente colorate ma sciape e volatili. già, sei un minimalista, il re della novelle cuisine. il nulla fatto pietanza.

il vento forte di questi giorni fa assumere alle nubi forme esagerate, drammatiche, a volte davvero commoventi. strano come ci sia una diretta correlazione tra emozioni e cirrocumuli.

il segreto di molte coppie apparentemente felici è un trucco da vecchi cuochi. eccedere nei contorni, cercando di nascondere la pochezza del secondo.

è finita la mostra su mio padre. adesso imballeranno tutto e ci ridaranno i pezzi esposti. è andata molto bene, è stata una bella esperienza, ma son contento che sia finita. ho voglia di rivedere le sue cose dove sono sempre state. a casa sua, e ora anche a casa mia. sarà quasi come vederlo tornare.

mercoledì, 05 settembre 2007
una vita perfetta necessita di tre ingredienti fondamentali: un passato che non ricordi, un presente che non volevi e un futuro che non ti aspetti.

martedì, 04 settembre 2007
è come se avessi lasciato quel poco di cervello che avevo in norvegia. se non lo recupero velocemente si infeltrisce.

la pioggia ha pulito tutto. aria, terra, piante. visibilità estrema, fino all'orizzonte. come una cartolina. bello a vedersi.

pioggia, vento, fulmini. ovvio, la socia è in ferie.

lunedì, 03 settembre 2007
ho scoperto a cosa serve il camper. a riportare a casa dalla norvegia circa due metri cubi di roba acquistata al nord. si va dall'impermeabile caratteristico con cappellaccio cerato al barbecue in acciaio modello astronave a mille accessori per la casa dal design puro e emozionante che solo la gente del nord riesce a immaginare. oggettivamente avremmo dovuto riempire la nostra familiare con tutta 'sta roba. forse avremmo dovuto comprare un portapacchi. forse ci saremmo trattenuti un po'. forse avrei avuto qualche probabilità di tenermi la carta di credito. almeno fino a natale.

rientro lento, attendista direi. l'altra sera, cena a casa bensa. la principessa sarebbe arrivata più tardi, come sempre. per lei i rientri son tuffi in quel pozzo di guai che è il suo lavoro. prima di arrivare a quella che un tempo era stata casa nostra, mi sono fermato davanti alla chiesetta dell'anno mille che dista duecento metri dal poggetto di casa bensa, che domina quella valle alta sull'arno. un romanico pisano ridotto ai minimi termini, una porziuncola semplice, con pochi inserti in marmo bianco sulla pietra serena. era bella. mi sono acceso una sigaretta, poi ho notato un colore ambrato che mi circondava. girandomi ho visto il sole che andava giù rapidamente dalla parte del mare, accanto al monte serra. ho guardato l'ora. le otto meno cinque. dopo un mese di tramonti nordici, alle undici o poco meno, lenti e bellissimi sul filo dell'oceano, mi son sentito come un orologio a cui si rimette l'ora. ero a casa. il sole è sparito veloce, lasciando un punto di colore diffuso nel cielo che si stava scurendo. avevo lo zuccotto e l'archelmes bisognosi di un frigo. ho acceso l'auto e sono andato dai miei amici che aspettavano.

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