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venerdì, 31 agosto 2007
della norvegia mi stanno affiorando sensazioni liquide. i fiumi e i laghi dell'interno. c'era parentela stretta tra loro. come se un fiume fosse solo un lago in trasferta, in movimento, mentre il lago successivo fosse lo stesso fiume che si era fermato a riposare, prima di buttarsi in mare. e poi il mare. lassù ho capito perché lo metto in cima ai miei desideri. niente mi calma, mi affascina, mi rassicura come il mare. ci sono stato davanti a ore, a giornate. a guardare, contento, tramonti, barche, maree, pescatori. poi ho capito. il mare bagna tutta la terra. quell'acqua è la stessa dell'america, dell'asia, del'lafrica. ti porta dappertutto, senza confini. l'acqua del mare rimpiccolisce il mondo. il mare non è un limite, ma una possibilità.

oggi son ventisei anni che sono sposato. ma ancora non saprei spiegarmi il perché. forse è giusto così.

a volte tra le persone si creano falsi problemi. affetto, rispetto, vicinanza, oppressione, costrizione. ci si perita su un consiglio forse troppo personale, poi si coltivano obblighi e condizionamenti mimetizzati dal sentimento. forse il modo giusto è lasciare all'altro la libertà di sbagliare. una distanza di rispetto difficile da mantenere, quando vuoi bene.

giovedì, 30 agosto 2007
le vacanze sono un allontanamento. un distacco da tutto. anche dal blog. me lo sono chiesto, tremila chilometri fa. un mese senza casa, senza amici, parenti, impegni, senza le cose familiari che hai sempre intorno. un mese senza blog, anche. non ti è mancato. sì, hai pensato molto, e riflettuto. ti è mancato lo scrivere, ma è diverso. poi torni e trovi scritto novantamila. allora ti ricordi. e ringrazi.

vacanze in camper. nunca más.

martedì, 28 agosto 2007
intanto vado un po' al mare. ad asciugarmi le ossa.

in norvegia d'estate ci piove. il resto dell'anno, ci nevica.

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