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un posto come un altro per scrivere, leggere e far di conto. ma il conto non torna mai.


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quanta gente?


siamo stati in casa *loading* volte































giovedì, 31 maggio 2007
 
il problema non è l'inutilità. il problema è accettare tutto quel che ne consegue. una cosa conforta, lo zero è perfetto. rotondo, inattaccabile, indivisibile. se non hai niente da perdere, il gioco diventa facile. con questo presupposto puoi anche vincere. ma non è importante.

messo in casa da LaPo | 11:52 | commenti


mercoledì, 30 maggio 2007
 
l'età matura non ti protegge dagli sbagli. al massimo lo fa dalle critiche aspre. spesso neanche da quelle.

messo in casa da LaPo | 16:04 | commenti
 
i ricordi vanno tenuti bene. rinfrescati, organizzati, messi in ordine cronologico. una forma di manutenzione costante, come un orticello che va zappato, innaffiato, concimato. perché poi dia buoni frutti. tu in testa hai l'erba alta da anni. da vecchio mangerai gramigna.

messo in casa da LaPo | 11:45 | commenti


martedì, 29 maggio 2007
 
ergo, anche una coda smangiucchiata può avere un buon sapore.

messo in casa da LaPo | 18:14 | commenti
 
spesso la vita è un gatto che si morde la coda. finché non passa un camion.

messo in casa da LaPo | 16:47 | commenti
 
elezioni. un film già visto. meglio un'idea sbagliata di un'idea assente.

messo in casa da LaPo | 10:02 | commenti


lunedì, 28 maggio 2007
 
giornata stramba. stronza direi.

messo in casa da LaPo | 17:34 | commenti
 
il film su tuo padre è passato. approvato. ma non sei contento. ancora due modifiche. piccole. per dormire un po' meglio.

messo in casa da LaPo | 10:16 | commenti


venerdì, 25 maggio 2007
 
messo in casa da LaPo | 17:44 | commenti
 








sto finendo le sigarette al mentolo. quelle greche comprate in egitto. dovrò cercarmi da fumare qualcosa di simile. o smettere. o uccidere qualcuno. ma non so se in galera fanno fumare.



messo in casa da LaPo | 12:39 | commenti
 
sul lavoro odio discutere di quattrini. quando ci sono i soldi di mezzo non contano le parole, contano i fatti.

messo in casa da LaPo | 10:10 | commenti


giovedì, 24 maggio 2007
 












mi viene in mente una frase di bertolt brecht. sventurata la terra che ha bisogno di eroi. non erano eroi, erano solo uomini. perché gli eroi si commemorano, gli uomini si imitano.




messo in casa da LaPo | 19:35 | commenti
 
sono quattro giorni che occhi di ghiaccio mi manda ogni giorno messaggi di auguri per il compleanno. dalle eolie. forse vuol farmi capire che si sente sola. o forse vuol solo farmi incazzare, deciderà quando torna.

messo in casa da LaPo | 17:42 | commenti


mercoledì, 23 maggio 2007
 


ieri sera cena da mio fratello. il lapo vero mi ha fatto un regalo. un quadro di carta, fatto da lui. con una cornice di carta, fatta da lui. pieno di coloratissime scritte augurali inneggianti il vecchio zio. mi ha quasi commosso, il piccolo ruffiano. senza quasi.


messo in casa da LaPo | 18:36 | commenti
 
non c'è niente di peggio che aver testa e mani buone al fare, e doverlo cercare lontano dai posti tuoi, dalla tua gente. gli stessi che hanno fatto quella testa e quelle mani. sentirsi rubare il diritto di essere migliore di tuo padre, accanto a lui. o almeno provarci. bel post. grazie socia.

leggendo un post di bianca.

messo in casa da LaPo | 17:40 | commenti
 
ogni tanto serve. assentarsi serve. non sempre, ogni tanto. fermarsi e socchiudere gli occhi. guardare le cose come attraverso un bicchiere. senza capire, tra le bollicine. perdere la prospettiva, sentirsi fuori dal quadro. separati da un po' d'acqua minerale. sentirsi immuni. noi qui, fermi, e di là ombre colorate che si muovono, indistinguibili e irraggiungibili. altrettanto noi, dietro il bicchiere.non si può. ci siamo bevuti tutto, anche quello.

messo in casa da LaPo | 17:25 | commenti
 
finito. digiuno. va bene così.

messo in casa da LaPo | 13:51 | commenti
 
oggi finiamo il lavoro su mio padre. spero.

messo in casa da LaPo | 11:52 | commenti


martedì, 22 maggio 2007
 
pranzo dai suoceri. la moglie che rimprovera sempre il marito di essere rincoglionito. e lui non sa che rispondere, appunto. per fortuna è intervenuta la principessa a redarguire giustamente la madre. stavo per farlo io. quella continua lamentazione ipercritica e logorroica mi aveva rotto le palle, riducendole a talco finissimo. aveva ragione mio padre: i vecchi andrebbero ammazzati da piccini.

messo in casa da LaPo | 17:35 | commenti
 
buffa la principessa. ieri notte, a letto. leggevamo. poi mi guarda. è bello sentirsi guardato. da lei dico, a quel modo. poi lo sguardo va al soffitto. la vedo che cambia espressione, impercettibilmente. lo so, pensa al lavoro. gli chiedo. lei conferma. soddisfazioni anche, ma a che costi. troppo alti. troppo per una che ama la vita come lei. troppo. la conforto come posso. le parole a volte bastano, ma restano tali. le parole non cambiano la vita. però aiutano, almeno ad addormentarsi bene. con lei ieri notte ha funzionato così. dormiva. me la sono guardata un po', poi ho ripreso a leggere.

messo in casa da LaPo | 10:18 | commenti


lunedì, 21 maggio 2007
 
molti di quelli che scrivono sono persone molto noiose. così noiose che nessuno vuole ascoltarle. allora gli tocca raccontare le loro cose a una pagina bianca. quella non può scappare alle loro dabbenaggini. se la carta potesse reagire, si vedrebbero in giro molte facce schizzate d'inchiostro. tu scrivi col computer. al massimo rimarrai fulminato dalla tastiera. a pensarci bene te lo meriteresti.

messo in casa da LaPo | 18:46 | commenti
 
in realtà certe date uno le adopera come spartiacque. da oggi cambio tutto, prometto di esser buono. basta, non fumo più. da domani si smetto di far così. cazzate. la totalità dei cambiamenti son decisi altrove, fuori da te. i colori della vita uno non li compra. glieli danno. al massimo può correggere un po' la tonalità. di solito ottiene un lieve color cacchina.

messo in casa da LaPo | 18:23 | commenti
 
i numeri non contano. vero. poi però succede che uno fa cinquant'anni e son tutti a ricordarglielo. in fondo son codici decisi. sei nato cinquanta primavere fa. a te non importa gran che, solo che vorresti evitare festeggiamenti, torte, candeline, canzoni eccetera. sei un po' ombroso, non ti garba l'altrui attenzione. ci sei riuscito. molti auguri, qualche regalo ma niente feste. una giornata normale. poi accendi splinder. anche il blog fa il compleanno. ottantamila visite. un po' come il mezzo secolo tuo. ma poi ci pensi, non son traguardi, son solo tappe, semplici punti di riferimento, neanche tanto utili. a che serve sapere quanti anni hai, o quanti lettori? a niente, nella sostanza. sei lo stesso dell'altro giorno. così anche il blog. i numeri non contano, appunto. contano le persone. quelle le ringrazio.

messo in casa da LaPo | 10:21 | commenti


venerdì, 18 maggio 2007
 
per oggi va bene così. bastante per me.

messo in casa da LaPo | 20:13 | commenti
 
il cortometraggio su mio padre procede. la scusa dell'attenzione al montaggio funziona bene. nessuna emozione. almeno da fuori. dentro non conta.

messo in casa da LaPo | 12:20 | commenti


giovedì, 17 maggio 2007
 
sto montando in video una serie di interviste di mio padre e su mio padre. lo faccio con calma, attenzione, scrupolo. come se non fosse lui. lo guardo. parla. è lui. ma sto attento all'argomento, all'inquadratura. in e out precisi, cambi scena filanti, qualità video e livelli audio omogenei. regolazioni fini. sulla sua voce. su quel viso. tutto fatto a cuore fermo, o quasi. non so se sentirmi un buon professionista o un figlio stronzo. delle due una. la seconda direi.

messo in casa da LaPo | 19:47 | commenti
 
si dice che la fortuna aiuti gli audaci. preferisco il buon vecchio colpo di culo dei pigri.

messo in casa da LaPo | 12:10 | commenti


mercoledì, 16 maggio 2007
 
il bello di certe cose è che non succedono mai.

messo in casa da LaPo | 17:49 | commenti
 
"la morte scredita. il massimo successo è sopravvivere."

saul bellow


messo in casa da LaPo | 12:30 | commenti
 
vedo intorno a me molti rapporti strani. coppie deformi, piegate dai figli, dalle situazioni, dall'anima che non regge il tempo e scappa in direzioni diverse. gente che parla lingue differenti, pur dandosi la buonanotte tutte le notti. scatole vuote portate in giro con fatica. ché nei sentimenti il vuoto pesa più di tutto.

messo in casa da LaPo | 10:24 | commenti


martedì, 15 maggio 2007
 
c'è una biondina alta un soldo di cacio che zompetta per l'ufficio. la figlia della socia, sei anni. energia pura, distillato di fantasia. tutta rivolta al positivo. beata lei. vorrei vederla tra quarantaquattro anni. mi sa che non la vedrò, ne avrei novantaquattro. le auguro di non perdersi niente per la strada.

messo in casa da LaPo | 19:11 | commenti
 
ieri erano quasi le otto. telefono in ufficio alla principessa. si va a certaldo alto? mi sento gelare. ho la testa in fiamme, ho lavorato troppo e male. voglio andare a casa, ma non so dirle di no. sì, andiamo. c'era gabriele calindri, figlio di ernesto, che recitava il boccaccio. una novella, non ricordo quale. il figlio somiglia al padre, stessi capelli, pochi anche se giovane. non ha la voce di ernesto, peccato. ma non volevo dir questo. ha iniziato dal proemio. giusto, cerchiamo di capire il boccaccio, cosa racconta. la peste a firenze. la disperazione, la morte, la desolazione di una città che vede morire più di centomila persone in poco tempo. boccaccio non giudica, racconta. potrebbe essere un castigo divino come una disgrazia extraterrestre o un semplice accidente. laicamente non si sbilancia. un cronista eccezionale. e poi il bello del raccontare. arrivare al palazzo pretorio, in cima al paese, entrare nella cappella adiacente. al centro, in fondo, a mo' di altare, un tabernacolo affrescato da benozzo gozzoli e dai suoi allievi. era quello dove i condannati a morte passavano le ultime ore ai tempi del boccaccio. ci pensi. dove non arrivava la peste, la mannaia della giustizia faceva il resto. poi le luci si abbassano. qualche convenevole, un applauso e si comincia. il proemio. una cronaca giusta, partecipata e distante, obiettiva e dolorosa. in contrasto con le novelle seguenti, ma scientemente, a sottolineare che l'umano dolore e la gran gioia a volte abitino lo stesso tempo, lo stesso luogo. e fare il parallelo. la peste nel mille e trecento quarantasette, l'undici settembre duemilauno, il terrorismo, il riscaldamento del pianeta. sentirsi raccontare il proemio del decamerone di giovanni boccaccio e guardarsi oggi. nulla è cambiato. nulla.

messo in casa da LaPo | 11:13 | commenti


lunedì, 14 maggio 2007
 
giornate dense, di lavoro e d'altro. di pensieri, anche. si avvicina il genetliaco. tale si può chiamare. cinquant'anni. ma non è questo. è che si perde il senso. e ritrovarlo è fatica. scrivere, lavorare, raccontare, fare le cose, che ti piacciano o no. una sensazione pigra, di decisioni mancate, di vita che ti scivola addosso. come l'acqua sull'anguilla. almeno lei una meta ce l'ha. dopo un giro del mondo torna sempre dove è nata. tu non ti sei mosso da qui.

messo in casa da LaPo | 19:54 | commenti
 
certe persone sono come le lumache. sono lente fino all'esasperazione, e come se non bastasse lasciano dietro di sé una striscia scivolosa su cui chi le segue cade inesorabilmente.

messo in casa da LaPo | 19:10 | commenti
 
è vero. nessuno è più veramente onesto. tantomeno te. però un vantaggio ce l'hai. non ti dai alla politica. i danni sono limitati alla sfera privata.

messo in casa da LaPo | 12:42 | commenti
 
in certe donne l'insoddisfazione, la mancanza, la ricerca dolorosa si manifesta in maniera forte, cattiva, evidente. così evidente che la vedi anche tu. con gli uomini è differente. a noi bastano i giocattoli.

messo in casa da LaPo | 11:11 | commenti


venerdì, 11 maggio 2007
 
due panini al kebab consecutivi potrebbero uccidere chiunque. anche me. specie se stasera c'è la cena di compleanno del lapo. quello vero. auguri bimbo dolce e furbo dalla faccia tonda. anche da parte del nonno che ti chiamava luna piena.

messo in casa da LaPo | 15:04 | commenti
 
c'è un momento che ti tirano i nervi. c'è un attimo che apri bocca e attacchi. c'è un tempo che avresti voglia di distruggere. fallo passare quel tempo lì. in silenzio. meglio patire un po' oggi che pentirsi domani.

messo in casa da LaPo | 09:35 | commenti


giovedì, 10 maggio 2007
 
la tristezza è come un panino. non saprebbe di nulla, senza la mortadella dei ricordi.

certe cose le scrivo perché ho già fame a quest'ora.


messo in casa da LaPo | 17:52 | commenti
 
ecco, ho finito le sigarette e devo lavorare fino alle una. per quell'ora sarò morto intossicato dall'eccesso di ossigeno.

messo in casa da LaPo | 12:04 | commenti


mercoledì, 09 maggio 2007
 
un mio amico lo diceva sempre. le giornate son pizzicotti. nel senso della velocità con cui passano. o del male che fanno.

messo in casa da LaPo | 18:21 | commenti
 
sarà 'sto tempo bischero, che ora c'è il sole e fa caldo e dopo piove e tremi, oppure sarà questo andazzo che pigliano le cose, che sembra che fili tutto liscio e poi basta un attimo e ti va in vacca tutto. non lo so, ma c'è una pletora di musi lunghi in giro, di facce brutte, e senti un odore forte, di incertezza, di desideri bruciati, di voglie represse, di sogni chiusi a chiave ma mai scordati. io intanto ho comprato i biglietti aerei per oslo. agosto extra nordiho. arriviamoci vivi, poi si vedrà.

messo in casa da LaPo | 11:37 | commenti


martedì, 08 maggio 2007
 
ad una certa età un buon modo di fottersi il cervello è non riuscire a trovare un mix ragionevole tra ricordi e sogni, tra passato e futuro. in fondo sono le due metà che ti ancorano al presente. a cinquant'anni è facile perdere l'equilibrio, cadere all'indietro, sbattere la testa nel passato. tu non corri questo pericolo. la tua testa non è né troppo avanti né troppo indietro. è semplicemente altrove.

messo in casa da LaPo | 16:47 | commenti
 
a volte le idee si confondono. si prende per buono quel che si sente dire in giro. hanno ridotto tutto ad un fatto meramente economico. qual è la differenza tra una bella vita e una vita di merda? mille euro al mese? duemila? no. l'armonia, l'amore, la speranza, la giustizia. son cose che non compri. per fortuna, dico io. la salute no, quella è differente. forse anche la giustizia. sì, dai, c'è rimasto abbastanza.

messo in casa da LaPo | 12:42 | commenti


lunedì, 07 maggio 2007
 
giornata di merda. si può dire giornata? no, non è una parolaccia. il problema del lavoro è che ti ruba la vita. solo quello. vedersi con la principessa giusto in un bar, quindici minuti, per mangiar qualcosa. dopo due giorni passati insieme a dantedieci. tipo ieri, a progettar vacanze nordiche con gli amici e veder piovere dai vetri su una vecchia musica. invece no, oggi è oggi, pieno di robe inutili ma necessarie, fastidiose ma inderogabili. vederla triste, dopo mezza giornata di lavoro. appena mezza. e poi scappare. la rivedrò stasera, col doppio del blues di oggi. devo far qualcosa. toglierle il blues da dosso. e vestirla di roba buona.

messo in casa da LaPo | 20:02 | commenti


sabato, 05 maggio 2007
 
lo strano di certa gente non è il fatto che sia cosciente della sua poca intelligenza. lo strano è che nonostante questo facciano finta di ignorarlo. il che li rende pericolosi, molto. per sé e per gli altri. ieri hai lavorato un'intera giornata con una donna in queste condizioni. ne sei uscito distrutto. lunedì prenderai provvedimenti.

messo in casa da LaPo | 12:20 | commenti


giovedì, 03 maggio 2007
 
il lavoro è come le supposte. farà anche tanto bene, ma ci vuole un minimo di perversione per farselo garbare.

messo in casa da LaPo | 16:43 | commenti
 
ma perché in francia discutono dei problemi della gente e qui si discute dei problemi dei finanzieri rampanti, dei politici rampicanti, dei tassisti, dei preti, degli avvocati, delle veline coi calciatori, delle veline senza calciatori, delle veline coi politici, dei controllori di volo, dei conduttori televisivi più o meno famosi e dei problemi della gente non gliene frega a nessuno? non so come, a me mi piglia un certo senso di inferiorità. e mi girano i coglioni.

messo in casa da LaPo | 12:26 | commenti
 
il problema è il grado di attenzione che riesci a suscitare. non conta l'età, ma l'atteggiamento. chi si lamenta, si duole, chi manifesta in maniera evidente un bisogno di attenzione da parte degli altri, la otterrà incondizionatamente e immediatamente. quelli come te, che non si lamentano mai, gli ottimisti cronici, i tranquilli, i silenziosi, loro non avranno niente. essere ignorato in fondo ti va anche bene, sei orgoglioso della tua autonomia solitaria, ma a volte una punta di gelosia la senti, giù in fondo. ha ragione il tuo socio, chi un piange un puppa.

messo in casa da LaPo | 09:38 | commenti


mercoledì, 02 maggio 2007
 
mettiamola così: datemi qualcosa che funzioni e sarò contento.

messo in casa da LaPo | 16:09 | commenti
 
la perfezione non è di questo mondo, ma almeno trovare ogni tanto qualcosa che la imita, anche lontanamente, sarebbe già confortante.

messo in casa da LaPo | 10:04 | commenti
 
quattro giorni di bomboloni e cappuccini alle sette e mezzo, bagni, sole, passeggiate e discussioni di politica e di donne e uomini e varie altre cose e carciofi fritti mangiati alla sagra dei suddetti tutte le sere e ancora bagni e sole e mare. e anche un bel temporale che visto da dentro una tenda da tanta sicurezza. e ora al lavoro. ci si può stare.

messo in casa da LaPo | 09:17 | commenti