LaCaSaDiLaPo
ALT="">

 







un posto come un altro per scrivere, leggere e far di conto. ma il conto non torna mai.


posti belli


A Little Less Conversation
Ap3r3gina
Appunti Di Viaggio
Arthur Cravan
B Side
Bustrofedon
cf05103025
Come Tu Mi Vuoi
Doug
Falupa
Francifra
hamza
Holly
Infinitevarietà
La Penna E La Spada
La Terra
Lamoux
Malaparata
Maltese
Marea
Non eri Einstein. Non eri niente.
Pennaspera
Simon Crubellier
Solitaire
Spad
Ulrico
Zonker


roba vecchia

oggi
dicembre 2009
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004


quanta gente?


siamo stati in casa *loading* volte































venerdì, 27 aprile 2007
 
c'è gente che è matta. allora ammazza gli studenti, o violenta i bambini. nel migliore dei casi diventa presidente e bombarda altri paesi. o è il peggiore? non saprei. poi ci sono altri matti. i matti belli, tipo alda merini. oggi è morto un matto. suonava il violoncello. come nessun altro. lo ha usato come arma. tre o quattro chili di acero, forse di più. contro tutti i carri armati dell'est. aveva ospitato a casa sua i dissidenti caduti in disgrazia. li proteggeva dall'arresto del kgb sovietico. e lo faceva con l'unica arma che aveva. col violoncello. poi l'impero cadde. il muro di berlino andava giù, e lui quella notte era lì, nel polverone e nella gioia, a suonare il suo violoncello. sorrideva e faceva suonare quel grosso guscio di legno lucido come a dire alla gente che la musica supera i muri, le barriere, i confini. la musica sgretola le divisioni e unisce la gente del mondo nel linguaggio più bello che esista. la poesia dei suoni. stasera tornerò a casa e metterò un suo vecchio disco in vinile. mi par di averne uno solo, non ricordo neppure cosa suoni. forse bach, o forse brahms. lo ascolterò mentre faccio le valigie. ogni tanto mi fermerò, sui passaggi che mi piacciono di più. già, se un uomo col carro armato incontra un uomo col violoncello, quello col carro armato è un uomo morto. sarà il mio modo di salutare mstilav rostropovich.

messo in casa da LaPo | 13:52 | commenti
 
domani sei al mare in val di cornia per quattro giorni. in fondo non te ne frega nulla. andare o restare a casa. la stessa. come ieri sera, che avete deciso agosto in norvegia con due amici in camper. poteva essere una pensione a voghera, sarebbe stato uguale. oppure a dantedieci, meglio. è vederla entusiasta, partecipe, curiosa, che ti piace. vederla lontana dalla pressione, dallo stress, dal doloroso rumore di fondo dell'azienda-famiglia. al quale non si nega, anzi, se lo accolla con un amor filiale e fraterno che le fa onore. ma che la macera, la tritura, le toglie quella linfa vitale che non sai come, lei produce in quantità copiose. già, vederla sorridente che si guarda le cartine sull'atlante, le tappe dei venti giorni della "sua" vacanza. è quello che ti spinge. il resto non conta gran che. la morale? forse non c'è. una domanda però sì. ci si innamora in maniera esclusiva o lo si fa per esclusione? forse la risposta non è importante. l'importante è la scelta.

messo in casa da LaPo | 12:57 | commenti
 
il paradiso bisogna guadagnarselo. con piccole, frequenti, fastidiose porzioni di inferno.

messo in casa da LaPo | 09:56 | commenti


giovedì, 26 aprile 2007
 
ieri giornata passata in una casa sul mare a san vincenzo. un posto bruttino, banale direi. mare basso, per farti una nuotata devi camminare come sull'adriatico. siamo arrivati martedì sera. dormito male. svegliato presto. erano tutti nelle camere. mi son fatto il caffè e sono uscito in terrazza a fumare. il mare era lì, calmo, a cinquanta metri. mi ha raggiunto il cognato nordiho. lui fa il contadino, è abituato alle albe. siamo andati in paese, per una colazione abbondante e un paio di sigarette sul porticciolo. al rientro si sentiva il chiacchiericcio da fuori. quattro sorelle che comunicavano. al modo loro. in contemporanea, tutte insieme, su argomenti diversi. mi son tenuto lontano. ho finito il cacciatore di aquiloni. ho fatto bagni. ho dormito. una giornata periferica, vissuta lontano dall'epicentro sorellico. va bene così. sabato campeggio sul mare in val di cornia. quattro giorni. andrà meglio. molto meglio.

messo in casa da LaPo | 10:41 | commenti


martedì, 24 aprile 2007
 


no comment.


messo in casa da LaPo | 18:32 | commenti
 
stasera si parte. domani al mare. con le cognate. tornerò nero, comunque.

messo in casa da LaPo | 18:09 | commenti
 
finito il libro. libro? sorridi. quante pagine? ha un senso? non te ne frega nulla. l'hai fatto, è passato. non hai voglia neppure di rileggere, sentire l'intero, pesarlo, conoscerlo. al momento sai che ha un inizio e una fine. e la fine chiude, preclude, allontana. al momento. poi si vedrà. deve passare il tempo. che l'inchiostro si secchi. al momento la penna è lì, asciutta. ma sporca.

messo in casa da LaPo | 16:35 | commenti
 
lunedì nordiho. al salone del mobile. a parte uno stand pieno di ceramica molto, molto familiare, niente di sconvolgente. anzi, molta paura, poco artigianato, nessuna idea. il centro espositivo di rho è più logico, più ergonomico, e l'intervento di massimiliano fuksas non è poi così rivoluzionario. è lieve, un po' come lui. la tristezza è arrivarci. lande infinite piene di capannoni, ciascuno con la sua bella insegna, che se non scrivi non conti. ogni tanto un cascinale, di quelli belli, mossi, articolati in volumi differenti e accorpati secondo una logica antica. un residuo di un'altra vita, infestato di cespugli, mezzo crollato e soffocato da svincoli, rampe, incroci di asfalto ferro e cemento. i mattoni con l'acciaio non ce la fanno. si sgretolano.

messo in casa da LaPo | 09:47 | commenti


venerdì, 20 aprile 2007
 
capitolo trentatré e trentaquattro. finito il libro.

messo in casa da LaPo | 19:35 | commenti
 
venerdì. oggi devi scrivere, anche. troppo tempo dal capitolo trentadue. il trentatré l'hai scritto una mezza dozzina di volte. a letto, mentalmente, prima di addormentarti. una volta che avevi preso il caffè ci è scappato anche il trentaquattro. il problema è che poi davanti alla tastiera non ricordi nulla. e in fondo è giusto così. ti piace più aspettare l'evento, che l'evento in sé.

messo in casa da LaPo | 09:22 | commenti


giovedì, 19 aprile 2007
 
ho sentito che qui a firenze c'è un sacco di gente che parla di un nuovo partito. milioni di euro spesi, migliaia di persone che si trovano, che parlano, discutono, litigano. mi sento triste per loro. distante. un po' infastidito anche. tanta energia per cercare idee nuove, senza neppure aver provato veramente a metterne in pratica una delle vecchie. chi sa, poteva esser buona.

messo in casa da LaPo | 19:27 | commenti
 
sembrerà strano, ma a uno come te, in certi momenti, mancano le parole.

messo in casa da LaPo | 18:13 | commenti
 
il caldo e la pelle. le femmine la stanno scoprendo. ho poche diottrie, ma non so se sia bene o male.

messo in casa da LaPo | 16:44 | commenti
 
oggi devo fare cose che non mi piacciono. meglio. educazione al fare. il fare comunque sia, questo mi manca.

messo in casa da LaPo | 11:08 | commenti


mercoledì, 18 aprile 2007
 
non lo sai come mai, con questa vita fatta in curva, che se la prendi veloce le cose paion tutte storte. non lo so come mai dicevo, mentre finisce una giornata inutile, fatta di cose fatte e scordate, poi ti viene su una roba. e te la guardi dentro, come se fosse nuova, ma è vecchia. guardi l'ora, è finita. puoi tornare. poi riguardi la cosa dentro. decidi di portartela a casa. è l'unica cosa che salvi del giorno. ti scalderà gli occhi quando farà buio. la lecchi col pensiero, sa di buono. sa di memoria. di ricordi. di tempo che vale.

messo in casa da LaPo | 19:47 | commenti
 
mi è arrivata via e-mail. la prefazione al catalogo della mostra su mio padre. l'ha scritta una donna, una sua amica. cinquantenne, uno stuolo di figli, ricercatrice e studiosa di storia della ceramica. ma soprattutto amica sua. io non la conoscevo, anche se gliela sentivo rammentare. una donna molto bella e molto colta, che ci ha intrattenuto in un paio di serate piene di ricordi, aneddoti e domande. si vedeva che gli voleva un gran bene. e ora lo leggo anche. si è attenuta alla biografia, alla bibliografia, alla letteratura esistente su quel pezzo di storia che passa da un paesotto dove c'è uno che è stato prigioniero degli inglesi e con la scusa che sa la lingua si intende di far ceramica per i migliori negozi del mondo. e ci riesce. ma non è mai uno qualunque, uno distante. è lui, il suo amico, e gli scappa di mano il racconto. lo leggi in certe frasi brevi, sfuggite sulla tastiera da un momento, una visione, un segreto che c'è tra chi ricorda e chi è ricordato. che lo rende vicino, visibile, palpabile. specie a chi l'ha conosciuto. mi piace ciò che ho letto. una gran bella persona quella donna lì.

messo in casa da LaPo | 19:14 | commenti
 
ho ritirato le foto sub del mar rosso. manco parenti di quelle bellissime dell'anno scorso. quando va bene son celesti. quando va bene. altrimenti bianche, oppure nere. ho voluto far le dia al posto delle stampe. latitudine di posa troppo stretta. così imparo. toccherà tornarci.

messo in casa da LaPo | 17:51 | commenti
 


certa musica per noi grandi è come una fiaba per i bambini. non smetteresti mai di sentirla raccontare. per me questa è una vecchia favola. mi è piaciuto tanto riascoltarla. grazie solitaire.


messo in casa da LaPo | 17:12 | commenti
 


più uno piglia la vita sul serio più somiglierà ad una caricatura di sé stesso. in fondo è giusto. il comico esce più volentieri quando lo reprimi.


messo in casa da LaPo | 12:25 | commenti
 
cerchi di star distante da una donna, e poi la sogni. vero, il cervello non lo comandi. passi di giorno, ma di notte decide lui. non è giusto.

messo in casa da LaPo | 11:00 | commenti


martedì, 17 aprile 2007
 
la società di oggi è come una televisione. tutti vorrebbero cambiar canale, ma nessuno che abbia il coraggio di sostituire le pile al telecomando. e ci si addormenta tutti sul solito programma di merda.

messo in casa da LaPo | 18:00 | commenti
 
bellino è trovarsi stanchi la sera, e guardare fuori il buio che viene ancora troppo veloce. bellino è prepararsi cena, e toccarsi il culo mentre si gira ai fornelli. bellino è mangiare e ridere di nulla. bellino è mettersi da bere per due, sempre. bellino è fare il caffè al primo sbadiglio, e guardarsi mentre lo si beve. anche trovarsi a letto e dormire col sorriso di chi si guarda è bellino. cose da poco.

messo in casa da LaPo | 16:48 | commenti
 
di questo tempo strano ti piace il fatto che hai pochi contatti con tutti. i soci li vedi di sfuggita. la socia poi, lei va quando arrivi, oppure parti tu quando c'è. anche gli amici, frequentazioni lente, tenui, sporadiche. molto da fare, molto fatto, molto pensato, poco scritto. un momento a testa bassa, più solo del solito. è un periodo così. non ti dispiace.

messo in casa da LaPo | 16:00 | commenti
 
ieri sera a casa. dantedieci con la principessa. da soli, in silenzio. prima di cena un collega è venuto a trovarmi col portatile per un redazionale. abbiamo lavorato in soggiorno. porte aperte, aria calda che entrava insieme al rumore degli uccellini e allo sguardo curioso della merla che becchettava in giardino. mi è garbato parecchio.

messo in casa da LaPo | 12:23 | commenti
 
stamani con lo scooter. appuntamento alle nove e trenta da un cliente. mi telefona mentre andavo da lui. sto arrivando. chiudo il telefono e lo rimetto nel taschino. a sessanta all'ora. manco il taschino. moccolo. sento un rumore di metallo e asfalto. moccolo. mi fermo. moccolo. lo raccolgo. moccolo. richiamo. funziona. rimetto in tasca quel pezzo di lamiera graffiata e riparto. martedì diciassette. si comincia bene.

messo in casa da LaPo | 11:10 | commenti


lunedì, 16 aprile 2007
 
un segnale della tua orsitudine è sicuramente la delusione che leggi a volte sulla faccia alla gente, o che percepisci intorno a te. questo è il risultato esterno del tuo comportamento. internamente? rimorsi, rimpianti, sensi di colpa. l'acuirsi dell'imbarazzo di vivere, insomma. ma fai uguale. non cambierai. in fondo, se sei disposto a pagare tu, perché non dovrebbero farlo gli altri? in sintesi, se non te ne frega nulla dei cazzi tuoi, figuriamoci di quelli altrui.

messo in casa da LaPo | 11:46 | commenti
 


ho cambiato i cd nel caricatore in macchina. palestrina, gabrieli, frescobaldi, monteverdi, taverner. o bene bene o male male.


messo in casa da LaPo | 09:23 | commenti


venerdì, 13 aprile 2007
 
oggi è caldo come laggiù. ma non c'è il mare.

messo in casa da LaPo | 15:48 | commenti


giovedì, 12 aprile 2007
 
oggi pranzo a dantedieci. pasta al sugo di carciofi. poi la principessa è andata su in bagno. io ho sparecchiato, fumato, lavato i denti e son salito. era sul letto, dormiva. mi sono steso accanto a lei. ero a casa. mi è piaciuto.

messo in casa da LaPo | 18:29 | commenti
 
devi ricominciare. appuntamenti fitti. un ritorno è quasi una giustificazione al cambiamento. torni nuovo, almeno nelle intenzioni. hai dimenticato i vecchi vizi, vorresti evitarli. ci ricadrai, nonostante i buoni propositi. l'unico vero cambiamento sarebbe non tornare.

messo in casa da LaPo | 10:48 | commenti


mercoledì, 11 aprile 2007
 
la cosa peggiore è rimettersi i calzini. è già dura con la giacca la cravatta e i pantaloni, ma i calzini proprio no.

messo in casa da LaPo | 17:17 | commenti


martedì, 03 aprile 2007
 
maschera, pinne, macchinetta fotografica sub. e slip, naturalmente. domani a quest'ora sarai vestito così. entri nell'acqua, piano, senza fare alcun rumore. ti piace arrivare da solo sul mare, prima degli altri. sputi nel vetro, strofinando bene col dito. sciacqui bene, la indossi regolamdo i laccetti. e ti affacci in quel mondo trasparente, pieno di colori e forme assolute. pinneggi calmo, le braccia lungo il corpo, la macchinetta legata al polso. senti i filetti dell'acqua che scorrono freschi sulla schiena, a contrastare il primo sole di quest'anno. devi imparare di nuovo a nuotare bene, a sentire l'acqua, minimo contrasto, minimo sforzo. sentire l'acqua, una forma di attenzione, di educazione rigorosa che ogni anno ti imponi. pensi che dovrai spellare, una volta o due. la frase successiva sarà chi se ne frega. mentre ti guardi intorno ti godi il fatto che fino a sera sarai vestito così, e basta. a notte metterai su un paio di calzoncini e una t-shirt, tanto per renderti urbano. se facesse fresco, una felpa. e le solite consunte ciabatte in plastica. una settimana vestita di vecchie cose, sempre le stesse. i tuoi amici si cambieranno per cena, camicie sgargianti, pantaloni ben stirati, donne truccate e agghindate da festa. e si daranno creme e profumi, pelli lisce e odorose, a contrasto con la tua corteccia vecchia e nera. tu non sei un turista da mar rosso. ormai il tuo modello è il pescatore selvatico, tipo isola del giglio anni sessanta. un imprinting che ti è rimasto addosso da piccino, e non lo levi più. sei uomo di gozzo, più che di yacht. non te ne frega nulla. intanto ti godi quel paradiso liquido che hai davanti.

messo in casa da LaPo | 10:24 | commenti


lunedì, 02 aprile 2007
 
punirsi per un peccato che si è perdonato ad altri. in fondo è una comodità. spesso è più lieve la condanna in proprio dell'assoluzione altrui.

messo in casa da LaPo | 17:33 | commenti
 
trovare le valigie in soffitta, fare le foto per il visto, cercare maschere, pinne e accessori in cantina, vestiti e scarpe nei luoghi deputati. e poi sgombrare il garage dalle masserizie dei suoceri per far posto alla panda della principessa, e nel frattempo lavorare, mangiare, dormire. non c'è tempo per pensare, per scrivere, per riposarsi. andare in vacanza è sempre più faticoso. essere in vacanza meno, molto meno.

messo in casa da LaPo | 11:40 | commenti
 
un tua certa incapacità all'entusiasmo ti porta a correre il rischio di allontanarti da alcuni amici che con l'età hanno acquistato una nuova curiosa esuberanza. pace. è l'età del perdere.

messo in casa da LaPo | 11:16 | commenti