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un posto come un altro per scrivere, leggere e far di conto. ma il conto non torna mai.


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quanta gente?


siamo stati in casa *loading* volte































sabato, 31 marzo 2007
 
strano. sapere che tra quattro giorni parti. e mille cose da fare. sapendo che verranno fatte, non sai come. gli incastri combaceranno, tutti, all'ultimo momento. forse qualcosa no. pace. hai fiducia, comunque. sai di avere più culo che testa.

messo in casa da LaPo | 22:43 | commenti


venerdì, 30 marzo 2007
 
son tre giorni. un dolore. nel centro del petto. fiato corto. da cani. fatica a muoversi. basta un colpo di tosse, uno sbadiglio. l'inferno dentro. brucia. niente dottore. deve passare. da solo. intanto ti muovi, come puoi, lavori. e respiri breve. il peggio è alzarsi, o coricarsi. come se la bestia dentro dovesse cambiare posizione anche lei. acciambellarsi comoda nei polmoni. ti sei domandato. colpo di fresco, oppure infarto. quello no, saresti morto. hai fumato lo stesso, ma meno. strano fumare corto, come se un'armatura ti impedisse di far la tirata piena, a riempirti. fumavi e ti maledivi, da solo. in silenzio. adesso stai meglio. la bestia è piccola, ti consente tirate lunghe. ma c'è, è lì. forse è bronchite trascurata, così impari ad andare in giro in camicia. un mese fa eri malato, martedì parti per il mar rosso. questo è campare alla giornata.

messo in casa da LaPo | 15:56 | commenti


giovedì, 29 marzo 2007
 
chi semina bene qualcosa raccoglie. e tu che non hai mai seminato? continuerai ad innaffiare la sabbia.

messo in casa da LaPo | 12:04 | commenti
 
il problema della compagnia è lo stesso della solitudine. questo è certo.

messo in casa da LaPo | 11:05 | commenti
 
Non disprezzare il poco, il meno, il non abbastanza
L’umile, il non visto, il fioco, il silenzioso
Perché quando saranno passati amori e battaglie
Nell’ultimo camminare, nella spoglia stanza

Non resteranno il fuoco e il sublime, il trionfo e la fanfara
Ma braci, un sorso d’acqua, una parola sussurrata, una nota
Il poco, il meno il non abbastanza




ecco, così si fa.



messo in casa da LaPo | 10:07 | commenti


mercoledì, 28 marzo 2007
 
il problema della solitudine è la mancanza di confronto. dicono.

messo in casa da LaPo | 19:13 | commenti
 
ama il prossimo tuo come te stesso. ma vai al diavolo. avanti il prossimo.

messo in casa da LaPo | 16:43 | commenti
 
ieri sera carte. a parte il calabrese matto, gli altri sono tutti diessini convinti. il padrone di casa è addirittura un delegato, fautore della mozione fassino, naturalmente. si guardava la votazione al senato. sono riuscito a litigare con tutti (il matto è escluso). gioco facile con occhi di ghiaccio, femmina di carattere e temperamento, ma fare alterare il padrone di casa è una cosa che non pensavo possibile. calmo, flemmatico, riflessivo, ieri sera era alterato. specie quando ho detto che certe cose di destra preferirei le facesse berlusconi, non certo chi si rifà a principi di giustizia sociale. gli ho detto anche che il fatto che da vent'anni perdono voti è dovuto all'abbandono non certo dei grandi ideali, ma anche delle semplici buone idee, e al conseguente bisogno di alleanze promiscue che è scaturito da questa diaspora storica, da questa spoliazione culturale. la padrona di casa, anch'essa ortodossa ma più possibilista, non fiatava, ma sorrideva. forse era contenta di vedere il marito così combattivo. occhi di ghiaccio stava praticamente interpretando una scena de l'esorcista, quando le ho detto che se avesse avuto un figlio militare sarebbe stata meno guerrafondaia. ad una quarantaseienne di sinistra nubile e giovanile una frase così fa lo stesso effetto dell'assassinio di togliatti. io continuavo a parlare di idee, loro di possibilità, io di riequilibrio mondiale, loro di scacchiere internazionale, io di aiuti umanitari, loro di missioni di pace militari. li ho tenuti sugli scudi per un bel po', poi abbiamo giocato a carte. io e la padrona di casa contro occhi di ghiaccio e il matto. vinto a canasta, perso a scopone, parità. bella serata.

messo in casa da LaPo | 10:13 | commenti


martedì, 27 marzo 2007
 
al senato la sinistra che vota per rimanere in guerra e la destra che vota per tornare a casa. e io dovrei fidarmi di questi idioti. spiacenti, ho già dato.

messo in casa da LaPo | 17:51 | commenti
 
il prossimo capitolo sta nascendo. almeno in testa è così. spero di avere il tempo di metterlo giù. lo strano è che mi stanno venendo idee per il finale, tutte diverse da quelle che avevo quando iniziai e scrissi il capitolo enne, poi cancellato dai trasferimenti di files distratti. come se i personaggi mi suggerissero il loro posto naturale, dopo il casino. io voglio far così, io voglio andare là. strano.

messo in casa da LaPo | 16:43 | commenti
 
ci pensavo ieri sera. sulle azioni. quel che fai è veramente tuo? non so, tipo i programmi, il tipo di lavoro, oppure la gente che scegli per starti vicino. quanto c'è di te, e quanto del passato che ti è successo? uno non nasce imparato, come si dice qui. si impara strada facendo, e le lezioni vengono da fuori. quindi le tue azioni non sono che il risultato di azioni esterne a te. di conseguenza, risalendo a monte, così sarà per le tue scelte, e anche per te che le fai. siamo un prodotto altrui, un manufatto fabbricato in conto terzi. destinazione o destino, il risultato non cambia.

messo in casa da LaPo | 09:30 | commenti


lunedì, 26 marzo 2007
 
il fatto che con l'andar degli anni ci si semplifichi la vita é ormai accertato. si abbassano le esigenze, si sfrondano i pensieri, si accorciano anche le voglie. almeno a te fa così. ma forse é di tutti questo approccio tendente al minimale che si manifesta dopo i quarantacinque. la soglia anagrafica può abbassarsi o alzarsi, ma la tendenza é quella. molti la nascondono con dei comportamenti esigenti, viziosi, al limite dell'esoso. come a manifestare bisogni e voglie tipici dell'età adolescente. il camuffamento spesso non funziona, e si scopre la vera anima della mezza età, fatta non da desideri sacrosanti, ma da ben altro. chiamiamole col loro vero nome. bizze da vecchi.

messo in casa da LaPo | 17:12 | commenti
 
ieri a pranzo da amici, col fratello e la famiglia. grazie ad un peposo cucinato in maniera magistrale, una giornata uggiosa e umida si é trasformata in un trionfo di sapori atavici, piaceri ancestrali, ricordi infantili che hanno colorato la compagnia, facendoci passare ore piacevolissime insieme. a volte basta un piatto gustoso per gustarsi l'amicizia. almeno per me é così. deve essere l'età.

messo in casa da LaPo | 10:05 | commenti


venerdì, 23 marzo 2007
 
ho lavorato più oggi che l'intera settimana passata. in compenso adesso sono a dantedieci. potrebbe andar peggio. potrei dover mangiare dell'erba cotta. o peggio ancora, doverla cuocere.

messo in casa da LaPo | 19:36 | commenti


giovedì, 22 marzo 2007
 
la vita non è bella se ti concentri. lo diventa quando ti distrai.

leggendo douglas.


messo in casa da LaPo | 12:54 | commenti
 
a volte capita che l'unica cosa buona di una intera giornata è scaldare il culo e i piedi alla principessa mentre lei si addormenta. poco ma bastante.

messo in casa da LaPo | 12:48 | commenti
 
ci ripensavo. all'altra sera, la proiezione di foto sul mali. una casa del popolo appena fuori firenze. avevo sonno. non avevo voglia di provocare occhi di ghiaccio. lei era serena, tranquilla. forse aveva sonno pure lei. la strada era la solita che ho fatto per dodici anni, quando lavoravo a firenze. superstrada, autostrada, attraversare l'arno. una sala grande, signori di mezza età che parlottano. é un gruppo trekking. occhi di ghiaccio mi presenta al suo amico, un primario o roba del genere. sarà stata la strada, i ricordi, non so cosa. il primario mi chiede se mi piace camminare. rispondo che no, ormai é tardi per combattere la mia pigrizia, passerò direttamente dalla poltrona alla bara. lui sorride freddo, io no. le luci si abbassano, inizia la proiezione. nel mali c'é bella gente. vita dura, poca acqua, molte capanne. poi arriva una foto. una ragazzina che sorride. non é così bella, direi sotto la media di quel popolo bello assai. ma é l'espressione a colpirmi. il sorriso. lo sguardo. come di chi trasmette e riceve, ma senza bisogni, senza richieste, senza problemi, senza carichi morali. mi sale una frase. vorrei essere onesto come lei. non lo so, ma la invidio. la vedo onesta appunto, non corrotta, non complicata, priva di quella perversione morale ed estetica che mi sento addosso, ingombrante e sporca. in quel momento vorrei cambiarmi con lei. e non per l'età. poi la proiezione va avanti, mi dimentico. é finita, applauso. saluti a tutti, poi in macchina. occhi di ghiaccio parla, io quasi non la sento. decido di tornare facendo i lungarni, poi piazzale michelangelo, il galluzzo e la roveta. firenze é splendida. la notte cela le vergogne di una città. quella strada. la facevo spesso. molti anni fa. usciamo dalla città. é campagna buia, silenziosa. musica tranquilla, suonata al minimo. curve strette, da fare piano. quella strada tortuosa ti permette di pensare, mentre occhi di ghiaccio parla di non sai cosa. la lasci alla sua auto. buonanotte. torni a casa. non sembrava dovesse essere una gran serata. troppa gente, troppe parole. invece no. si é trasformata da sola. coi pensieri, coi ricordi. e con la solitudine. una serata strana, ma va bene così.

messo in casa da LaPo | 12:18 | commenti


mercoledì, 21 marzo 2007
 
gli occhi delle donne. a volte li vedi. e succede che non te lo spieghi. succede dentro. li guardi e pensi. le ciglia. ecco perché le hanno messe lì. son parapetti per non cascarci dentro.

messo in casa da LaPo | 19:15 | commenti
 
a dantedieci é arrivato un portatile. un acer, di quelli della mutua. non so come, nel turbine di sorelle cibernetiche che non sanno manco accenderli, avanzava 'sto robo strano, un po' lento. l'ho formattati, reinstallato, configurato, ci ho messo anche la roba e i programmi della principessa. voglio che sia suo. io ho la stufa in cantina (un vecchio big tower dove lavoravo anni fa) e il mac portatile. gli ho fatto spazio nella libreria, accanto alla presa del telefono. una connessione un po' lenta, ma giusta per adesso. dantedieci é cablata. non era importante, ma può essere utile. a volte si torna a casa e si spengono anche i telefonini, tanto chi vuole sa come trovarci. essere isolati a volte ha i suoi pregi. almeno per me.

messo in casa da LaPo | 19:02 | commenti
 
hai voglia a farti venire idee. uno non lo fa apposta, é che a volte c'é anche da lavorare. allora succede che te ne scordi e buonanotte. così é. e così sia.

messo in casa da LaPo | 15:10 | commenti


martedì, 20 marzo 2007
 
stasera niente carte. la principessa aveva già programmato la piscina. io e occhi di ghiaccio andremo a firenze, da amici suoi, a vedere foto del mali. non ne ho molta voglia. sarà il freddo, ma starei volentieri a leggere davanti al camino a dantedieci. vedrò di scaldarmi un po' con lei. litigandoci.

messo in casa da LaPo | 18:55 | commenti
 
uno ha l'infiammazione, l'altra il nervo scoperto. venite pure avanti, ho sciroppo per tutti.

messo in casa da LaPo | 16:29 | commenti
 
si dice che le donne sono animali. vero. ma spesso gli uomini sono immobili, come piante. grossi platani messi lì senza sapere cosa fare. é naturale che il primo animale che passa, o ci fa il nido o ci piscia su.

messo in casa da LaPo | 10:36 | commenti


lunedì, 19 marzo 2007
 
la ricerca, specie quella estetica, dovunque la si rivolga, senza metodo, rigore, capacità di applicazione al limite della dedizione, non é che pura cialtroneria camuffata da millantata sensibilità, da falso estro, da truffa formale. se si vuole il risultato, anche nell'arte, devi esser capace di annullarti per trovarlo. non parlo per me, io con questa roba qui non ho niente a che vedere.

messo in casa da LaPo | 18:10 | commenti
 
sembra che il giornalista italiano sia stato liberato. grazie a gino strada. lo stanno urlando tutti i siti, meno quello di emergency. mi piace chi fa le cose, più di chi fa le parole. di una cosa mi dispiaccio. dell'interprete afgano non dice nulla nessuno. chi se lo fila quello, non é dei nostri. abbiamo già dimenticato che l'autista l'hanno ucciso. ci sarà una festa. comizi, discorsi, parole. intervisteranno anche gino. sarà pacato e burbero come sempre. lui pensa già ai ragazzini afgani da ricucire, rattoppare, riportare a una vita monca e pericolosa. una vita di guerra. mocciosi sudici, vestiti di stracci, che scalzi e allegri come tutti i bambini del mondo giocavano vicino casa e son saltati su una mina. italiana.

messo in casa da LaPo | 15:27 | commenti
 
la cosa peggiore che può capitare é aver voglia esprimersi e non riuscire ad farlo. a te capita sempre. specie con chi ti é vicino. sempre.

messo in casa da LaPo | 12:01 | commenti
 
le voglie sono una schiavitù. non sai mai se dolertene o compiacerti.

leggendo holly.

messo in casa da LaPo | 09:49 | commenti


venerdì, 16 marzo 2007
 
ultime cose. spedire testi. fatto. aggiornare archivio. fatto. accendere itunes. fatto. suonare radiohead e zeroseven. fatto. stasera dantedieci. da solo. la principessa fuori, una cena di vecchie bambine di paese. pochi anni di ricordi, annacquati da quarant'anni di vita, lavoro, carriere, mariti, figli. aspetti. intanto ti rilassi un po'. nessuno ti corre dietro. se qualcuno lo facesse, sarebbe facile raggiungerti stasera.

messo in casa da LaPo | 19:23 | commenti
 
una volta scrissi che il venerdì era il giorno degli avanzi. le cose accumulate durante la settimana te le trovavi ammucchiate sul fondo, e ti crollavano addosso, come uno stipo stipato che si apre d'improvviso. robe ostiche, difficili a digerire, sbagli accumulati e incancreniti dai giorni passati. oggi no. sembra l'opposto. i problemi ereditati nel tempo trovano una soluzione logica, le cose vanno a posto da sole, scivolano per inerzia nella loro posizione naturale, come l'acqua che trova la via breve per andarsene. forse non é così. forse é lo stesso venerdì di sempre, visto con occhi più buoni, benevoli. o forse non é ancora sabato per dirlo.

messo in casa da LaPo | 16:35 | commenti
 
che oggi é tutto un rumor di vita, da stamani che ti svegli e senti fuori fischi e urli di uccellini impazziti nell'aria che é già calda, e poi giri e senti 'sto concertino che viene sparato da tutti gli alberi che incontri, meglio della filodiffusione, e sembra che anche gli altoparlanti siano addobbati a festa, che é tutto un fiorire di bianco e rosa e allora te lo dici, che le incazzature, e litigare, e i contrattempi, e anche gli sbagli coi sensi di colpa incorporati, è tutto tempo perso. rubato alla vita. oggi va così.

messo in casa da LaPo | 11:54 | commenti


giovedì, 15 marzo 2007
 
stasera pizza, con la cugina, il fratellino e le famiglie. mi sederò accanto al mio nipote grande. tredici anni, un metro e ottanta, ottanta chili, scarpe quarantasette. gli confermerò che verrà con noi al mare in campeggio la prima settimana di luglio. ma deve passare a scuola. spero sia contento. sua zia non vede l'ora di coccolarsi il vitellone per una settimana. il problema sarà trovargli una tenda sufficientemente capiente.

messo in casa da LaPo | 18:21 | commenti
 
la differenza tra il frainteso e l'ingiustizia é un filo sottile. e tagliente.

messo in casa da LaPo | 17:04 | commenti
 
bello essere distanti, in certi momenti.

messo in casa da LaPo | 15:44 | commenti
 
l'albero di giuda nel giardino davanti ha un figlio. un piccolo arbusto nero, che ora ha messo anche qualche fiore, come il genitore. anche il susino selvatico nel giardino interno ha un piccolo alberino vicino che gli somiglia tanto. sabato li tolgo entrambi, e li metterò in dei vasi, per la gioia della principessa. a lei piace molto diventare nonna. io no, io son bravo col tagliaerba.


messo in casa da LaPo | 12:31 | commenti


mercoledì, 14 marzo 2007
 
le donne hanno un'idea sbagliata degli uomini. li immaginano volitivi, decisi, al limite del cattivo. macchine da guerra, pronte a sparare, a proteggerle, oppure annientarle. montano speranzose sul carro armato, convinte che sia l'unico posto sicuro per loro. se solo sapessero. un uomo, nella migliore delle ipotesi, subisce gli eventi, va dove lo porta il vento, sperando in un colpo di culo che aggiusti tutto a suo favore.

messo in casa da LaPo | 16:40 | commenti
 
oggi io e la socia ci siamo intravisti due volte. io uscivo per un appuntamento mentre lei arrivava in auto e poi adesso, che entravo in ufficio mentre lei usciva. mi ha regalato due sorrisi da foto, da cornice d'argento, da poster. forse certe donne per godertele devi prenderle col contagocce. o forse la tua vicinanza le intossica. forse é solo che sta bene.

messo in casa da LaPo | 16:06 | commenti
 
ieri sera carte. uomini contro donne. persa la canasta, stravinto lo scopone. occhi di ghiaccio, nonostante la batosta, sorrideva gentile. non é da lei. forse lo spasimante nuovo le da soddisfazione. volevo domandarglielo, ma non siamo mai stati soli. la padrona di casa, penso per vendicarsi della cocente sconfitta, ha dato la ferale notizia. sul mar rosso saremo in venti. quest'anno batterò il record di permanenza nell'acqua. sette giorni e sei notti.

messo in casa da LaPo | 10:09 | commenti


martedì, 13 marzo 2007
 
capitolo trentadue. corto ma c'é.

messo in casa da LaPo | 18:58 | commenti
 
sto scrivendo il capitolo trentadue. verrà corto. pace. nel frattempo, su itunes (dio strafulmini steve jobb, il mac, l'alimentatore che mi si é fulminato anche senza che ci pensasse dio e pure me che lo uso) ascolto una radio. si chiama groove salad. non saprei dire come l'ho trovata. faccio mille cose che non so come le ho fatte, figuriamoci se mi meraviglio di questa roba qui. groove salad dicevo. ci fosse un titolo o un musicista che conosco. nulla, come sentire una radio di  marziani. ma é roba bellina, scorre bene. come il tempo passato a scrivere.

messo in casa da LaPo | 18:19 | commenti
 
bello girare con lo scooter. sei in ufficio in metà tempo. fissi con un cliente e in pochi minuti ci sei. salti le file, sei primo ai semafori. e poi l'aria in faccia (quando non é tossica) ti fa bene, ti sveglia. girare in questo modo da un senso di libertà. libertà? no, solo il senso. altrimenti saresti messo proprio male.


messo in casa da LaPo | 17:10 | commenti
 
stamani mi sveglio alle cinque. pipì impellente. non é ancora giorno, ma incomincia a sbiadire la notte. mi alzo e vado verso il bagno, nel chiarore tenue che filtra dalle vetrate. mi metto seduto, espleto in silenzio, ad occhi chiusi, nel dormiveglia. fuori, accanto alla vetrata, inizia a cantare un usignolo. forte, potente, un canto acuto, modulato, complicato. ripete sempre il solito fraseggio. é un maschio, canta il giorno che viene piano. deve essere lì fuori, sul ramo del pino. lo immagino, a due metri da me. mi alzo nella penombra del bagno, tiro lo sciacquone. torno a letto, non lo sento più. il rumore l'ha spaventato. scusami amico mio che cercavi la tua femmina, per metter su famiglia in questa primavera incipiente. torno in camera. la mia é lì, nel letto. dorme tranquilla. mi rimetto dentro, sento il caldo del sonno. il canto ricomincia, più lontano. buona fortuna amico mio.

messo in casa da LaPo | 12:28 | commenti
 
giornate fitte come i capelli di un ragazzino. e come tali, difficili da pettinare.

messo in casa da LaPo | 11:12 | commenti


lunedì, 12 marzo 2007
 


da qualche giorno, su richiesta della principessa, a dantedieci c'é un suo angolo lettura. da venerdì sera questo spicchio di mondo ha una luce giusta. tolomeo di artemide. pochi centimetri di chiarore, una poltrona, un libro. con l'età ci si accontenta. va bene così.





messo in casa da LaPo | 16:52 | commenti
 
sto copiando i files video di mio padre. c'é qualche problema con una registrazione di mio cugino. vuoi la dimensione, trentacinque minuti e diversi giga, vuoi dei bugs nel video che mi impediscono di trasferire il file da un disco all'altro. sto provando a farne spezzoni. adesso ho il video fermo su un frame, sul desktop del mac. mio padre a braccia larghe, tipo san francesco. mentre suonano gli zero seven. momento strano, molto, e dolce anche, con una punta d'amaro. da ricordare.

messo in casa da LaPo | 15:46 | commenti
 
sabato dedicato alla mostra di mio padre e a dantedieci. riunione da mio fratello, con ricercatori e professori vari. é stato bello, tutti lo conoscevano, e tutti gli volevano bene. pomeriggio a casa, dedicato a rinvasare decine di piante. finalmente abbiamo usato lo stallatico. ieri giornata strana. la principessa al mare con le sorelle a cercare una casa per i mesi estivi. mi chiama il cognato nordiho. ho i biglietti per il campionato nazionale di cross, lo fanno qui vicino. perché no? la mattina vado a prenderlo a casa sua. partiamo, e facciamo una serie infinita di strade secondarie, attraversiamo valli e colline. io non so neppure se siamo ancora in italia. lui, un milanese, invece conosce a perfezione la campagna pisana, che in quella zona é desolata e bellissima, salvo una enorme fattoria che apparteneva a raul gardini. arriviamo al crossodromo. é una valletta racchiusa tra colline molto alte. la pista é bella, tortuosa. il problema é stare in piedi. la discopatia si fa sentire, non ho le scarpe adatte. il nordiho si arrampica su per le scarpate, io lo seguo goffo e col fiatone. rumore pazzesco, polvere e fango, nei momenti di pausa torri acustiche gigantesche sparano a palla heavy metal. per rientrare in macchina ci ho messo due minuti. non mi piegavo più. tornato a casa dopo cena, con la principessa. silenzio. alla tivù riccardo iacona intervistava ignazio loiero, pacato e sorridente. poi su tivùsette c'era fernanda pivano. mi sono addormentato in pace. ho fatto anche delle belle foto, ma mi son costate care.

messo in casa da LaPo | 11:44 | commenti


venerdì, 09 marzo 2007
 
you tube, second life, myspace. da noi si chiamerebbero "ruzzini". giochetti fatti per intrattenere, ingannare il tempo, acchiappare il bisogno di fantasia dell'individuo, la sua necessità di comunicare, e dargli un senso, una soddisfazione, uno spazio, ancorché virtuale. virtuale? mi guardo in giro. illusioni, falsi rapporti, finzioni, principi inventati e vuoti a regolare famiglie, amicizie, rapporti di lavoro o personali. chi é più falso? difficile dirlo. prendi te. scrivi sui blog da più di tre anni e la principessa non lo sa. appunto.

messo in casa da LaPo | 19:17 | commenti
 
ieri sera la conferma. dal tre al dieci aprile sul mar rosso. la principessa mentre era al telefono con la nostra amica é andata a prendere una bustina. lei che mette a posto tutto. dentro c'erano cartine di sharm el sheikh, le foto sub, depliants vari, compreso il plastico dei pesci della barriera corallina. ci siamo guardati. sembravamo due bambini sotto l'albero la sera di natale. in fondo é giusto. una settimana in quel paradiso liquido é come un regalo natalizio. e a cinquant'anni, se non te li fai da te, nessuno ti regala più nulla.

messo in casa da LaPo | 11:02 | commenti
 
settantamila. grazie.

messo in casa da LaPo | 09:58 | commenti
 


la fragilità di certe persone a volte ti appare evidente, lampante, perfettamente definita. allora ci stai attento. anzi, conforti, supporti, sponsorizzi, quasi a calzare e rinforzare quella struttura fragile. ma sei anche distratto. un minuto dopo monti sulla solita ruspa e ingrani la prima a pala bassa. questo dimostra una cosa. quando sei tu, veramente tu, non te ne frega nulla, di niente e di nessuno. il resto é leccaculismo di maniera.


messo in casa da LaPo | 09:54 | commenti


giovedì, 08 marzo 2007
 
ieri festa della donna anticipata. una ventina di signore si é ritrovata in un locale sulle colline fiorentine. mi telefonano un paio di amici. dai, passa dalla coop a comprar qualcosa, che ci si trova dal bancario. va bene. passo a prendere il geometra mio ex vicino di casa. viene anche sua figlia, diciotto anni. bene. arriviamo dal bancario. ci sono anche i suoi figli, un maschio di tredici e una femmina di sedici. c'erano due donne quindi, piccole, giovani, in minoranza. dopo cena si voleva cazzaggiare un po' tra maschi. la piccola tira fuori un divudì. il diavolo veste prada. lo spara a palla sulla tivù. comincia un coro di urletti risatine e commenti femminili. il tredicenne fa uno sbadiglio e da la buonanotte. noi tre uomini adulti ci si guarda attoniti. serata finita in maniera immonda. basta una femmina, anche piccola, e il mondo non é più tuo.

messo in casa da LaPo | 09:24 | commenti


mercoledì, 07 marzo 2007
 
la felicità é un fatto meramente individuale, personale, profondo. sottocutaneo direi. non é trasmissibile neppure con lo scambio di liquidi corporei.

messo in casa da LaPo | 15:00 | commenti
 
la principessa. ieri sera si torna tardi. dopo cena la vedo sbuffare. in questa casa non c'é un angolo adatto alla lettura. come non c'é? spiegati. sì, dai, non c'é un posto con la luce adatta, un posto che ci sto comoda e ci leggo in pace, mi tocca farlo a letto. la vedo imbronciata. vado nella camera degli ospiti, dove c'é una piantana inutilizzata. la porto giù, accanto alla libreria dalla parte dell'ingresso, dove per illuminare la consultazione libresca c'é una lampada da lettura di ikea, una roba tipo leggio da orchestra con un padellino in cima. la sostituisco, funziona egregiamente, ci sta anche meglio. poi vado in soggiorno e posiziono il leggio col padellino tra la poltrona e il mobile dei dischi. la principessa si mette a sedere, accende il leggio/lampada, prende un giornale. io zitto, faccio finta di nulla, vado a finir di sparecchiare in tinello. mi sento chiamare. lei mi guarda sorridente. perché adesso non vai su in camera a prendermi il mio libro? ho fatto le scale molto lentamente, godendomi il momento. piccole soddisfazioni.

messo in casa da LaPo | 09:52 | commenti


martedì, 06 marzo 2007
 
domenica abbiamo finito di vuotare la vecchia casa dei suoceri. tra le altre cose, c'erano anche alcune centinaia di vasetti di coccio, ricordo dei gerani fioriti che ogni primavera mia suocera voleva piantati nelle molteplici aiuole del giardino. portati via tutti, nel solito capiente fondo in campagna. la principessa non era contenta. abbiamo spiantato un intero roseto, portandocelo a casa. dantedieci ospiterà, lungo il muro anteriore, una dozzina di vecchi rosi "di famiglia". onestamente non so se ci staranno bene, ma li pianterò volentieri. domani saranno due anni che abitiamo lì. e mi piace che le piaccia.

messo in casa da LaPo | 14:44 | commenti
 
in cina é successa l'assemblea del popolo. é il più grosso parlamento del pianeta, son tremila e passa delegati, ma si riuniscono solo per ratificare le decisioni del comitato centrale. non decidono nulla, prendono atto. per questo dico che é successa. però c'é una novità. hanno detto che devono crescere meno, per non inquinare. già, hanno deciso che anche se potrebbero star molto meglio, non lo faranno come potrebbero, altrimenti inquinerebbero troppo il pianeta. buffo, farci insegnare da chi ha ancora fame.

messo in casa da LaPo | 12:16 | commenti


lunedì, 05 marzo 2007
 









erri de luca non scrive racconti. la sua non é prosa, é poesia senza rima e senza gli a capo. ciascuna frase di un suo libro potresti estrapolarla dal contesto e inciderla su una pietra, poi la prendi e la metti su un prato, a mo' di monumento. quella pietra avrebbe una ragione di esistere. diventerebbe importante. un menhir che diventa parola.


messo in casa da LaPo | 18:27 | commenti
 
dovresti lavorare ma non ne hai voglia. ti succede sempre più spesso.

messo in casa da LaPo | 16:31 | commenti
 
é tornato riccardo iacona. era ora. mai come ora c'é in giro tanto malessere. mai come ora c'é bisogno di qualcuno che te lo racconta. riaprire una ferita infetta può servire. a togliere il pus, sperando che guarisca.

messo in casa da LaPo | 09:40 | commenti


venerdì, 02 marzo 2007
 
oggi pomeriggio fiorentino. dall'amico che ha uno studio di produzione. mi ha chiesto aiuto con un cliente rognoso, e io ho detto sì. sarà un anno che non ci vado. un po' per diversità di vedute, un po' per diversità di lavoro, un po' perché evito la città. non so se lo faccio volentieri, ma lo faccio. come molte delle cose che faccio, d'altronde.

messo in casa da LaPo | 12:57 | commenti
 
era l'ora. capitolo trentuno.

messo in casa da LaPo | 12:13 | commenti
 
ieri sera carte. giocavo con la single dagli occhi di ghiaccio. vinto perso. abbiamo giocato bene, in scioltezza, divertendoci. come dico io "si giocava per il pubblico". lei aveva preparato la cena, e si era sporcata i capelli di ricotta. mi é toccato pulirla col tovagliolo, pazientemente. lei stava lì, buona, a farsi pulire. poi ho capito il motivo di tanta mansuetudine. mi ha chiesto se mentre si giocava si poteva vedere sanremo. io le ho risposto che sarei andato via alla prima nota. lei si é incazzata, dandomi del fascista. la padrona di casa ha trovato un accordo. tivù accesa senza audio, io di spalle e loro a godersi lo spettacolo immondo. poi ho chiesto a occhi di ghiaccio notizie del suo spasimante. lei non ha reagito alla provocazione, ha solo taciuto sorridendo. forse era contenta della concessione su sanremo. o forse era contenta dello spasimante che le ho fatto conoscere tempo fa. strane le donne. fanno sempre il contrario di ciò che ti aspetti. ma forse sono io.

messo in casa da LaPo | 10:43 | commenti


giovedì, 01 marzo 2007
 
la pazzia é una frequentazione abituale intorno ai cinquant'anni. lo noto tra amici, cognati e conoscenti. fissazioni, turbe, fobie che dilagano improvvise. escono da teste sane, lucide, un tempo anche belle. oggi no, la bellezza é svanita dietro a paure improvvise, attacchi infantili, strappi caratteriali. invecchiare oggi é un mestiere difficile. quasi più di crescere. tu non sei riuscito nella prima fase, questo forse ti salva nella seconda.

messo in casa da LaPo | 13:09 | commenti
 
sto leggendo il primo libro di erri de luca. non ora, non qui. è giovane, lo senti. ma é già definito. scrive asciutto. intaglia, scolpisce la frase con pochi colpi. parole scarne, secche, che quasi cozzano tra loro, a formare periodi brevi ma compiuti, autentici, finiti in sé, autosufficienti anche se estrapolati dal racconto. già cerca l'assoluto nella frase. si sente che lo troverà presto.

messo in casa da LaPo | 10:19 | commenti