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un posto come un altro per scrivere, leggere e far di conto. ma il conto non torna mai.


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quanta gente?


siamo stati in casa *loading* volte































venerdì, 28 luglio 2006
 
capitolo dieci. torno il tredici agosto. grazie a tutti della compagnia.

messo in casa da LaPo | 12:28 | commenti
 
messo in casa da LaPo | 09:56 | commenti
 
ieri sera cena in terrazza a casa di mio padre. tre uomini soli. io mio fratello e tamarindo, appena tornato dalla gita in barca in sicilia. all'inizio ci siamo messi a ricordare dei vecchi tempi. poi, grazie a due bottiglie di lambrusco fresco (io acqua) la discussione è scivolata sulle donne, sulla filosofia, sulla religione (il tama è plurilaureato in materia) e sulla scala di valori che ciascuno ha. nonostante trent'anni di esperienze diverse, ci siamo trovati molto vicini. verso le undici si è alzato un venticello che portava aria fresca dal fiume. ci siamo ripromessi di intentare qualcosa insieme, qualcosa di culturale, che vedesse sfociare in concreto gli argomenti che ci accomunavano. non abbiamo approfondito, il lambrusco (nel frattempo io mi ero fatti due o tre pastis, acqua e anice, alla corsa) non ce l'ha permesso. siamo andati a letto. si stava bene.

messo in casa da LaPo | 09:35 | commenti


giovedì, 27 luglio 2006
 
messo in casa da LaPo | 19:14 | commenti
 
messo in casa da LaPo | 18:08 | commenti
 
e tu scrivi. a oltranza. come sudare, che in questi giorni vengo giù litri come niente. ma a chi serve? a te, a tirar giù la temperatura. ma cosa ne vien fuori? per ora nulla. un liquido inutile. e puzzolente. intanto sudi. verrà il tempo di distillare.

messo in casa da LaPo | 18:02 | commenti
 
messo in casa da LaPo | 15:08 | commenti
 
a volte parli con qualcuno. e ti vien voglia di star zitto. sì, zitto. e guardarlo. in silenzio. e metterti lì, a pensare. guardandolo. come se avessi bisogno di quella persona lì, per farci su un ragionamento tuo. tutto tuo. quella persona è solo spunto, strumento di pensiero. ti basterebbe. non puoi farlo. sarebbe imbarazzante. ma la voglia rimane. insomma, cose così.

messo in casa da LaPo | 13:55 | commenti
 
Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figl
 non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello che vorrei dirti di più bello
non te l’ho ancora detto.


Nazim Hikmet

è vero. puoi piangere, disperarti, lottare con te stesso e con tutti. senza risultati. poi arriva uno, con tre parole, e ti spiega quanto sei stronzo.


messo in casa da LaPo | 12:23 | commenti
 
messo in casa da LaPo | 10:18 | commenti
 
l'altra sera in pizzeria. incontriamo alcuni amici lontani. tra loro una donna, ex fotomodella, ora fa l'assistente in una università scozzese. mi ha raccontato cose tipo che l'università funziona, le danno gli aumenti, le lettere di ringraziamento a fine corso. poi mi ha detto altro. sembrava un film. detto da lei poi, con quel sorriso che farebbe deragliare un treno. ho pensato a questo paese di merda. bello quanto vuoi, ma corrotto, impoverito, squallido. che cazzo me ne faccio del sole se mi tocca condividerlo con questa manica di ladri impuniti? niente, non serve a niente il sole. a volte mi piglia così.

messo in casa da LaPo | 09:59 | commenti


mercoledì, 26 luglio 2006
 
messo in casa da LaPo | 16:13 | commenti
 
dice che a pensar male si fa peccato. chi è quell'imbecille che non ha di meglio da confessare?

messo in casa da LaPo | 15:32 | commenti
 
ripenso a ieri sera. c'era anche il mio amico separato. l'anno scorso l'abbiamo portato dentro al gruppo, nella speranza che si innamorasse della mia amica dagli occhi di ghiaccio e ricambiato facessero coppia. è stato un flop colossale. due caratteracci che si son subito accapigliati, senza sortire l'effetto desiderato. io mi son divertito a provocarla, come sempre. accenni, allusioni, o anche attacchi in piena regola. lei ha replicato, puntualmente. come sempre. poi si è messa a ricordare. davanti a tutti. di quando io e lei andammo per qualche giorno al mare da soli. era una pasqua che mia moglie mi aveva lasciato. un mese di crisi, forse un anno prima della crisi vera, della separazione. parlava del fatto che si dormiva insieme, nella roulotte di un nostro amico comune. della prima notte, che lei si mise un pigiama a righe che io definii seduta stante "il miglior anticoncezionale che avesse potuto usare". del fatto che passammo una vacanza piacevole, affettuosa e platonica, dove è nata una amicizia bella, anche se caratteriale, contrastata, al limite della continua provocazione. si rideva tutti. forse il mio amico rideva meno. non me lo so spiegare. come se lei, esternando questi ricordi, avesse voluto mandare un segnale a lui. su come doveva essere l'approccio. su come creare una complicità tra un uomo e una donna. si è guardata bene dal dire che io ero comunque sposato, anche se momentaneamente in crisi con la moglie, quindi virtualmente single. ha omesso anche il fatto che al tempo anche lei aveva una pseudo relazione con un mio vecchio amico donnaiolo che vedeva ogni tre mesi. 'sti fatti li sapevano tutti, meno il mio amico separato. ho anche pensato che se ieri sera ci fosse stata la principessa, lei si sarebbe guardata bene dal tirar fuori tutta quella roba. io inizialmente ho anche ricambiato. mi son ricordato che prima dell'episodio del pigiama avevamo passato la giornata insieme sulla spiaggia da soli, con lei che prendeva il sole in topless. si rideva del fatto che una che ti sta una giornata accanto nuda, poi per venire a letto si veste come un nonno freddoloso. io lo descrivevo come un messaggio chiaro che una femmina manda al maschio, come una lapide in marmo di carrara con su scritto a lettere in bronzo "buonanotte". ora, non so pensare se lei stesse giocando con me, grazie anche a due bicchieri di vino fresco, oppure stesse mandando segnali a lui. è una donna troppo pragmatica, intelligente, tagliente direi, per buttar lì tutta quella provocazione gratis, per il semplice gusto del ricordo. no, mi escludo dal gioco. era per lui, tutto fatto per lui. e io ci son cascato dentro, scarpe e calzini. come sempre..

messo in casa da LaPo | 10:36 | commenti
 
ieri sera carte a casa della mia amica. gruppo allargato. tre uomini e tre donne, sulla veranda di questo vecchio casolare di collina. non abbiamo giocato, per impraticabilità del campo. anche lassù faceva un caldo boia. nessuna coppia, a parte i padroni di casa. abbiamo aspettato il fresco, fumando e bevendo. la conversazione spaziava, gradevole. nessuno aveva sonno, e poi credo che tutti volessimo sfogare il caldo del giorno, e lo stress, e forse qualcosa d'altro. ognuno aveva le sue ragioni, per tirar tardi. ci siamo lasciati con due progetti: una crociera tutti insieme, almeno trenta, da fare nel mediterraneo quando si può, e un cineforum a tema da fare forse a casa mia. una bella serata. mancava la principessa. era al lavoro, tanto per cambiare. peccato.

messo in casa da LaPo | 10:18 | commenti
 
ma tu che scrivi e dici di sapere. cosa sai? facciamo un esempio: hai mai chiesto ad una donna? no, non l'hai mai fatto. mai, puoi esserne certo, dopo quarantanove anni. paura del rifiuto. già, l'orsitudine forse nasce da lì. meglio lontani, che non sai se ti accettano, ma neanche il contrario. autoesclusione. ti ci sei trovato, dopo anni di timidezza. e oggi è corazza. anzi no, una volta ti sei dichiarato. lo sai com'è finita. meglio tacere, meglio. ancora meglio scrivere. anonimo.

messo in casa da LaPo | 09:34 | commenti
 
messo in casa da LaPo | 09:18 | commenti


martedì, 25 luglio 2006
 
ero in sala riunioni a fumare. leggevo una rivista. un minuto fa. in sala video stanno montando un concerto. è partito il nastro. l'orchestra che accorda gli strumenti. un brivido di bellezza mi è sceso dalle orecchie alla schiena. la meraviglia del suono. il suono che precede la musica. non è ancora musica, forse è rumore. ma è già godere.

messo in casa da LaPo | 11:14 | commenti
 
buffo. non sapevo cosa scrivere. poi non so che è successo. mi si sono allineati i personaggi. erano già lì. con le loro relazioni, i caratteri, le fobie. la storia si sta scrivendo da sola, vien giù veloce, come se fosse una cisterna d'acqua con la saracinesca rotta. so già che presto si seccherà. sì, questa è roba vecchia, accumulata dentro chi sa da quanto. verrà il tempo di magra. ma va bene così, io sto a vedere quel che succede. ho già scritto un bel po'. non lo so, non riesco ad impedirlo. qualche rilettura, un po' di correzioni qua e là, un paio di aggiunte, due tagli. ne metterò uno al giorno, da qui a venerdì. poi vacanze. ricomincerò la seconda metà di agosto. sì, un break da tutto e da tutti. poi si vede.

messo in casa da LaPo | 10:20 | commenti
 
messo in casa da LaPo | 09:44 | commenti


lunedì, 24 luglio 2006
 
sembrerà strano. piangere è terapeutico, quasi salutare. spurghi la tristezza con le lacrime, come le lumache. ne rimane meno da scontare, anche se è solo una sensazione. c'é anche chi con le stesse emozioni riesce ad organizzarsi una risata. ma quelli son funamboli. soffiati il naso e accontentati.

messo in casa da LaPo | 17:31 | commenti
 
per alcune donne aspettare un bambino è quasi una malattia. le vedi sofferenti dal terzo mese, goffe e impacciate, piene di acciacchi. per altre è uno stato di grazia. gli cambia la pelle, diventa velluto di mille colori tenui, piena di riflessi dolcissimi e intensi. le vedi che si muovono col pancione, ed acquistano una grazia, una leggerezza, una naturalità che prima non avevano. è come se emettessero un'aura dorata che le protegge, e in quel pulviscolo luminescente che le avvolge risultano soavi, inattaccabili, dolcemente perfette. la mia cognatina è una di queste. e io me la godo.

messo in casa da LaPo | 12:38 | commenti
 
ecco fatto. è cominciato. strano, aver davanti il progetto di un libro, e non saper come farlo. una cosa è certa. lo voglio far facile. leggero. easy reading, che poi per me vuol dire easy writing, che è come scrivo io. solo che pavese o pasolini ci sono arrivati dal pozzo del sapere, dalle traduzioni dal greco o dalla filosofia tedesca. io no. io scrivo ignorante perché lo sono. forse un contadino ha un vantaggio rispetto al filologo. dura meno fatica. solo che uno zappa, l'altro scrive. zapperò facilmente, lo spero tanto. che a pensar tutte le pagine bianche che hai davanti, ti cachi addosso. intanto ho deciso. capitoli brevi, ma pubblicati spesso. se mi riuscisse, anche due o tre volte la settimana. così son più facili da scrivere, e da seguire. e se poi fossero duecento capitoli? che te ne frega, mica li devi contare tutti i giorni? intanto mi prendo un caffè.

messo in casa da LaPo | 10:41 | commenti
 
messo in casa da LaPo | 10:02 | commenti
 
ieri nozze d'oro dei suoceri. cinquant'anni, tanta roba. pranzo in un ristorantino in campagna. località "alberi". manco uno. solo campi di grano tagliato che riverberavano lo stellone, che ieri era particolarmente incazzato. massima sofferenza. ho mandato in stand by molte mie funzioni vitali, per evitare il crash totale. comunque mi ha fatto piacere rivedere mio suocero mangiare di gusto e fumare di nascosto alle sue figlie. vuol dire che l'ulcera per il momento non l'ammazza. avrà ancora in serbo molti modi di rompere le palle ai suoi figli. ieri sera il condizionatore in camera l'ha acceso la principessa, senza che io dicessi niente. mi sono addormentato fresco e sogghignante.

messo in casa da LaPo | 09:21 | commenti


venerdì, 21 luglio 2006
 
felicità sarebbe troppo chiedere. anche meno. esser contenti. una telefonata. bastante.

messo in casa da LaPo | 18:49 | commenti
 
giornate calde. ieri sfiorati i quaranta. ma si stava bene. caldo asciutto. sentivo il sole rimbalzare sulla pelle, in moto si accaniva, ai semafori. stavo bene. oggi meno. canicola, umidità, foschia. e poi la principessa con la madre a casa inferma, il padre all'ospedale per il check up, e il lavoro che la ottunde. la vedo, sta andando in riserva. cerco di esserle utile, per quanto so. in realtà poco. io sono una persona pressoché inutile. credo sia una delle cose che lei le piace di più in me. la fa incazzare, ma l'apprezza. in fondo, molti uomini sono così. chi non fa non falla.

messo in casa da LaPo | 12:15 | commenti
 
messo in casa da LaPo | 11:15 | commenti


giovedì, 20 luglio 2006
 
la cosa migliore sarebbe farlo qui. non qui, insomma, un altro blog. un racconto a puntate. provarci. inventarti una cosa. e vedere come va. si, un impegno regolare, costante. che ti insegnasse un metodo. un metodo di sfogo. come se sfogarsi potesse seguire una metodica. sarebbe perfetto. tu hai bisogno di entrambe le cose.

messo in casa da LaPo | 19:19 | commenti
 
penso agli sbagli. sì, sono il bello del tempo. se non ci fossero, che sapore avrebbe? nulla, sapresti sempre il lieto fine di tutto. invece no, l'imprevisto, l'errore, la variazione. quella roba che ogni tanto ci picchi dentro, e il tuo tempo cambia improvvisamente. e ci vuol volontà, e impegno, e lotta per ottener qualcosa. ecco, quello è il sapore forte. l'amaro del sudore, il caldo della rabbia, il dolce del pianto, il freddo della paura. altro che acqua.

messo in casa da LaPo | 11:48 | commenti
 
sto pensando. di scrivere un libro. un libro, insomma, una roba lunga. per ora ci penso.

messo in casa da LaPo | 11:38 | commenti
 
cinquantaduemila. grazie a tutti.

messo in casa da LaPo | 09:46 | commenti


mercoledì, 19 luglio 2006
 


tempo fa la principessa mi dice che vorrebbe cambiar vita. come? gli chiedo io. vorrei vivere sul mare dice lei. io ci penso, e rincaro la dose. allora, già che ci siamo, perché non su un'isola? lei tace, ci avevo messo il carico da undici. la capisco. una famiglia gigantesca, opprimente in termini di lavoro con suo padre, ma impossibile da non considerare come reticolo di legami troppo stretti. troppo, per partire e lasciare tutto. eppure io ci sto pensando. e "non ci vado di scartina", come si dice qui. mi è venuto in mente un nome. vanuatu. un gruppetto di isole sperse nel pacifico. glie l'ho detto. dove sono? dice lei. l'hai presente dantedieci? bene, fai un buco in terra, giù in cantina. un buco verticale. scavi, scavi, e sbuchi grosso modo lì vicino. lei mi guarda, tace. lo so, ne ha voglia anche lei. ma non può. una madre e un padre anziani, bisognosi. e un'azienda di famiglia, non vecchia, ma altrettanto bisognosa. anch'io ho diversi legami. gente a cui tengo. ma ci penso lo stesso. anzi, tanto per perder tempo, ci cerco casa. per ora è un gioco, ma non si sa mai. urgente procastinare. vanuatu aspetta lì.

messo in casa da LaPo | 16:37 | commenti
 
ieri a pranzo con luz de mi vida, la socia. a casa sua. campagna sperduta, stradine tortuose tra colline ripide, boschi. tralascio il viaggio e la ripartenza per l'ufficio, avventurose, come lei. una colonica, bianca. dentro un mix, arredamento umorale, come la padrona di casa, ma armonico, estetico, a tratti estatico. pieno di cose fatte e cose da fare. gli somiglia, saturo di idee che si accumulano, stratificate dai ritmi serrati e dalle funzioni molteplici. poco contatto tra dentro e fuori, salvo un terrazzo, ma è al primo piano. il secondo lo sta restaurando, e lo fa con le sue mani. tutto lo conferma. un ciclone di emozioni che sfocia un un uragano di idee che si trasforma in una tempesta di fatti. lei non è teorica, come me. infatti, ha fatto una pasta al pomodorino fresco che mi ha rimesso in pace col mondo. e poi vederla a casa sua. gli cambiano gli occhi. la voce. cambia lei, tutta. specie il dopo pranzo, a tavola, col bicchiere di vino in mano a parlar dei cazzi suoi, con le lunghe gambe incrociate in una posa improbabile e intima. è stato piacevole, amichevole, rilassante. divertente anche, se non fossi stato preoccupato per la principessa e suo padre. insomma, se dovessi sintetizzare la casa della socia (o anche la socia) come la vedo io, sarebbe la foto di un angolo che non c'é. un muro a mattoni tinto di bianco, un pavimento in legno a listoni scuri, una scatola di cartone in terra con un vaso sopra e un fiore dentro. sarebbe un bello scatto. non conoscendo il contenuto della scatola.

messo in casa da LaPo | 10:40 | commenti
 
la vita è piena di sorprese. mancano dieci giorni alle vacanze, e il suocero decide di ammalarsi. ricovero, check up completo e pintanto la principessa ha passato la giornata con lui. è tornata a lavoro alle sette di sera. l'ho vista tornare a casa alle una stanotte. era morta di stanchezza. lui si lamenta, dice di star bene. non ha mai visto un ospedale, un dottore, neanche un'iniezione in ottanta anni. uomo fortunato. ora è il momento di "fare il tagliando". speriamo bene. per la principessa, soprattutto.

messo in casa da LaPo | 10:06 | commenti


martedì, 18 luglio 2006
 


mi dice mio fratello. nostri amici. in barca. tra sardegna e sicilia. su trenta piedi di legno finlandese. destinazione cala rossa, favignana. bel posto, ci sono stato. ma li invidio ora. ora son soli. andar per mare. te e cieli, onde e venti, mica porti.

messo in casa da LaPo | 17:42 | commenti
 
non esiste la giornata perfetta. come non esiste la vita perfetta. gli sbagli sono inevitabili. anzi, in fondo, son quelli che danno sapore alle cose. il trucco è saperli controllare. io la chiamo gestione dell'errore. pensandoci bene, uno sbaglio ben fatto ti rimette al mondo.

messo in casa da LaPo | 16:12 | commenti
 
a volte la vita è quasi una favola. ma non la puoi raccontare. per esserlo appieno manca il lieto fine. e quello, fortunatamente, non è dato saperlo.

messo in casa da LaPo | 10:40 | commenti
 
stanno bombardando beiruth. peccato. non hanno mai visto follonica.

messo in casa da LaPo | 09:56 | commenti


lunedì, 17 luglio 2006
 
più rifuggi le grandi cose, più le piccole ti diventano preziose, quasi indispensabili. peccato, che l'obiettivo era bastarsi. che poi non è manco vero. sei il primo a compiacerti di certe cose che hai intorno. altro che bastarsi. schianterai battendo la testa. che l'avevi girata a guardare altrove. curioso e distratto, scriveranno.

messo in casa da LaPo | 18:37 | commenti
 
ho notato una cosa, in diverse donne che conosco. niente fa incazzare una donna più di un uomo sincero. questo, inizialmente. poi si annoiano. anzi, meglio, le annoi. sono abituate alle falsità. o almeno al dubbio, alla perplessità con la quale ti guardano. vogliono da te un minimo sindacale di ambiguità, sul quale basare una specie di rapporto di "non fiducia", chiamiamolo così. nel momento in cui si accorgono che non le stai fregando, decade quella tensione iniziale, e con quella l'interesse. ripeto, non tutte fanno così, ma neanche poche.

messo in casa da LaPo | 18:01 | commenti
 

è proprio vero. più fai l'amore, più lo faresti e più hai erezioni, anche occasionali. roba come un allenamento. se corri tanto, poi correre è facile. oppure è il canto del cigno? nel tuo caso chiamiamolo canto della germano. è più proporzionato.


messo in casa da LaPo | 16:58 | commenti
 
e le donne più sexy son quelle che non vogliono esserlo. mi correggo. o che sembra non vogliano esserlo. insomma, quello lì. (*)

messo in casa da LaPo | 15:52 | commenti
 
e poi stanotte. buffo. non hai sonno. un caffè alle dieci è troppo, per uno abituato al decaffeinato. lei dorme, tranquilla. ti alzi, nudo. vai giù, in cucina. bevi, attento a nasconderti dietro la porta del frigo. già, la nudità ti imbarazza. ma ti piace il fresco sulla pelle. guardi fuori. le case intorno sono buie, lontane. hai voglia di fumare. apri la porta della cucina. l'aria fredda ti batte sul corpo. ti siedi, all'aperto, nella penombra delle piante. a un metro da te la luce di un lampione lontano rischiara tutto. tu no, sei al buio, nudo. il freddo della poltrona ti eccita quasi. tiri fuori la sigaretta. viene il difficile. l'accendino. potrebbero vederti. corri il rischio. l'accendino ti acceca. cinque secondi di buio completo. poi gli occhi pian piano tornano. ti guardi intorno. niente. tutto tranquillo. ti metti fermo, a fumare. unico segnale quelli sbuffi che invadono il chiarore del lampione. il fresco ti avvolge, lo senti anche dove di solito ci sono gli slip. sensazione strana, atavica. la nudità nella notte è un bel sentire. eccitante e rilassante insieme. hai deciso. ne fumi un'altra. ma senza accendino. accendi dal mozzicone. e stai lì, a ghiacciarti, a fumare, a pensare. i minuti son buoni, piacevoli, lenti. meglio che a letto. poi uno sbadiglio. un buon segnale. spegni la cicca, dai un'occhiata in giro. deserto. rientri, chiudi, vai a letto. senti la pelle fresca, stai bene. lei dorme. chiudi gli occhi. domani si lavora. domani. è oggi. mi piaceva ricordarlo.

messo in casa da LaPo | 09:55 | commenti
 
stare a chiacchierare la notte del sabato. in giardino. col fresco che si struscia alle gambe facendo salire piccoli brividi sulla schiena e le donne che mettono su il golfino. sentir le cicale che lasciano il posto ai grilli. e mentre parli pensi. al caldo del giorno. alle cose da fare. alle vacanze che arriveranno. poche, ma arriveranno. al tempo che va avanti imperterrito, facendoti perdere pezzi di vita, mentre te ne procura altri. gente che muore, altra che nasce. denti che cadono, peli che vengon fuori sulla schiena. il mondo cambia intorno a te, e tu con lui. anche il mondo invecchia. sei dispiaciuto più per lui che per te. poi i pensieri cambiano. non durano mai più di una sigaretta. ti godi il fresco, le luci lontane. sono andati via tutti. buonanotte.

messo in casa da LaPo | 09:38 | commenti


sabato, 15 luglio 2006
 
sabato a dantedieci. la principessa è andata a lavorare. sto spedendo un file a mio fratello. abbiamo smobilitato il garage, ho sudato come una fontana. adesso puzzo, la pelle mi va via dalle spalle a brani grandi come carte da gioco, dovrei tagliarmi unghie, barba e capelli. fuori è grigio, speriamo che piova. intanto mi godo il silenzio. assoluto. e il fresco ombroso di questa casa. anzi, adesso spengo anche il mac.

messo in casa da LaPo | 16:49 | commenti


venerdì, 14 luglio 2006
 
stasera c'é mio fratello a cena a dantedieci. moglie e bambini al mare. ceneremo fuori, nel giardinetto dietro la cucina. purtroppo la principessa ci raggiungerà molto tardi. lavoro difficile il suo. mi spiace. potevo aver davanti le due persone più care che ho. me le godrò a rate.

messo in casa da LaPo | 19:04 | commenti
 
mi imbarazza l'atteggiamento che hanno taluni miei parenti sulle decisioni. fanno proprie quelle altrui, dispensando consigli e suggerimenti a destra e a manca, ma badando bene di evitare le loro. son proprio sbagliato. non sentendomi all'altezza di far bene i cazzi miei, evito accuratamente di occuparmi di quelli degli altri. ma si sa, piace più il calcio parlato di quello giocato. e così la vita.

messo in casa da LaPo | 16:25 | commenti
 
ieri serata strana. principessa triste. dopo una riunione di famiglia. è tornata seria, pensierosa. abbiamo parlato un po', poi ho preferito lasciarla da sola coi suoi ragionamenti. brutto sentirsi impotenti. ma quando l'altro non ha vie d'uscita, meglio un silenzio partecipe ad una cazzata messa lì per compagnia.

messo in casa da LaPo | 11:28 | commenti


giovedì, 13 luglio 2006
 
comunicare. con certe persone il problema non è che sbagliano. è farglielo capire. son così permeate nella loro filosofia che per introdurre in dubbio in quelle muraglie di certezze, lo si dovrebbe sparare con un cannone. fatica sprecata. tamponerebbero la falla con un "io penso che". meglio il silenzio. è inutile parlare con chi ha risposte su tutto. si finirebbe per esaurire le domande. e a te le domande servono.

messo in casa da LaPo | 16:53 | commenti
 
ieri sera cena coi soci. in campagna. serata piacevole, ancorché caldissima. mangiato troppo, bevuto troppo, dormito poco. il contrario di ciò che mi serve. infatti, oggi mobilità bradipica, leggera emicrania e attività celebrale botanica. unico segno di vitalità, pisciate frequenti.

messo in casa da LaPo | 11:58 | commenti


mercoledì, 12 luglio 2006
 
pensi ai suicidi. hemingway, pavese, mishima e tanti altri. e poi pensi al sultano (solimano il magnifico?) che uccideva gli artigiani che avevano costruito il topkapi, il suo palazzo ad istambul. non voleva che facessero nient'altro, dopo aver lavorato così meravigliosamente per lui. lo sai, non c'è un nesso tra morti cercate e morti procurate. ma è come se l'uomo, come strumento che cerca la perfezione, non raggiungendola, perdesse il suo significato. e più l'ha avvicinata, più rimane un guscio vuoto, inutile. vedendola dalla tua parte, tu stai in una botte di ferro.

messo in casa da LaPo | 19:35 | commenti
 
l cielo "fa culaia". è ottuso da una nuvolaglia uniforme, grigio chiara, che aumenta il calore e l'umidità. ho dovuto prender l'auto. condizionatore a palla. anche perché la principessa, gonfia d'orgoglio, ha scaricato il susino selvatico del giardino di dantedieci e ha portato un grosso paniere pieno di piccoli frutti gialli e succosi al lavoro. mentre scendeva dalla jeep le ho detto: "che frutti ci da la terra!" e lei ha mostrato un sorriso da mille punti. ieri no, ero in moto, e anche se fermo ai semafori, il sole poteva friggermi, ma non infastidirmi. non lo so, il caldo secco può far quel che vuole, non mi scalfisce. sudo, grondo, ma non soffro. sono nero, tostato, ho ormai una pelle simile al cuoio. poi arrivano due nuvolette, un po' di foschia, e mi sento soffocare. e allora? air conditioning please.

messo in casa da LaPo | 16:00 | commenti
 
non riesco a capacitarmi di certe intelligenze. chiuse, criptiche, sterili. son lì, a parlarsi addosso, a rovistare il solito brodetto intellettuale che vedi bollire da una vita ma il sapore è sempre lo stesso. ricerche sciape, circolari, ermetiche. vite improduttive, fini a sè stesse. gente incapace di trasmettere, se non quel debole, impercettibile segnale. una nota sola, flebile, un beep appena udibile. ma forse queste intelligenze un senso ce l'hanno. una vita spesa su un francobollo arricchisce comunque il mondo filatelico. o su un sentimento. con questo tuo metro di giudizio, non sarebbe plausibile neppure l'esistenza delle mosche. o la tua.

messo in casa da LaPo | 09:58 | commenti


martedì, 11 luglio 2006
 





era pazzo. sembra che si fissasse su una nota. una sola. dicevano la suonasse per ore, giorni interi. è morto roger keith barrett, detto syd. syd barrett, insieme a waters, mason e wright fondò i pink floyd. bisognava essere pazzi per fare musica come the piper at the gates of down. lo erano. e syd più degli altri. fu rinchiuso. ma lasciò un segno indelebile nel gruppo. qualcosa che trovi ancora oggi, in quei vecchi signori che suonano tra le luci dei palchi. dopo una vita di droghe, pazzia, cure, guerre con sè stesso, ora syd barrett è morto. ciao syd. pace, a te, ora. e grazie.


messo in casa da LaPo | 17:33 | commenti
 
le donne più belle son quelle che non lo sanno.

messo in casa da LaPo | 15:23 | commenti
 
un sogno usato non serve più a nessuno.

messo in casa da LaPo | 11:08 | commenti
 
amare qualcuno e sognare di tradirlo. a volte succede. siamo solo dei grossi contenitori di sentimenti. liquidi strani, a volte densi, pesanti. altre volatili, leggeri. l'importante è non agitare prima dell'uso.

messo in casa da LaPo | 09:17 | commenti


lunedì, 10 luglio 2006
 
cambiare. si dovrebbe. aspettiamo. c'è tempo. non siamo ancora costretti. sì, meglio aspettare. che tutte le vie di fuga siano chiuse. le chiuderai tu, con le tue mani. ne rimarrà una sola. obbligata. tu odi scegliere.

messo in casa da LaPo | 18:42 | commenti
 
sapor di caffè. sigaretta in bocca. norah jones che ti sfiora le orecchie mentre canta dal vivo alla house of blues. meglio. decisamente.

messo in casa da LaPo | 17:19 | commenti
 
ecco, ora vorrei un bel temporale. di quelli d'autunno, che incomincia il vento da nord a raffreddare tutto, e poi le nubi si addensano, e tutto si abbuia. poi la senti, fredda, che arriva. proiettili liquidi, che battono sulle foglie gialle del giardino. e tu entri in casa e ti metti al vetro, a guardar le pozzanghere. le gocce formano prima degli schizzi, che sembrano dei cavalieri, poi i cerchi. guardi la battaglia, tra cerchi e cavalieri, e intanto ti metti un maglione per scaldarti fuori. ti fai un caffè, per scaldarti dentro. torni al vetro. fuori piove ancora. nella pozza la battaglia imperversa. te la godi con la tazza in mano. possibile non essere mai contenti?

messo in casa da LaPo | 11:03 | commenti
 
dimenticavo. cinquantunomila. grazie.

messo in casa da LaPo | 09:17 | commenti
 
rientrare. niente di più facile. specie quando la principessa ti dice aprendo la porta che dantedieci è proprio una bellissima casa. e tu zitto, scarichi tende, valigie, sacchi a pelo in questo sabato di luglio. la periartrite ti sta frantumando le spalle, peggiorata da una settimana di grandi nuotate, la discopatia si è accentuata grazie al materassino gonfiabile dove hai dormito. poi la vedi, abbronzata, che si muove sicura, smista i panni, mette a posto. e ti gonfi di orgoglio. tienilo per te. servirà per le prossime incazzature.

messo in casa da LaPo | 09:13 | commenti