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un posto come un altro per scrivere, leggere e far di conto. ma il conto non torna mai.


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quanta gente?


siamo stati in casa *loading* volte































venerdì, 30 settembre 2005
 

bella giornata. sole buono e vento leggero. manca la spiaggia. e un libro. basterebbe. è già troppo.

messo in casa da LaPo | 14:55 | commenti
 

tempo di vendemmia. le stradine (ma anche le statali) son piene di trattori carrellati che lasciano una scia (per me) vomitevole. di questi tempi un astemio in toscana dovrebbe emigrare.

messo in casa da LaPo | 10:58 | commenti


giovedì, 29 settembre 2005
 

il libeccio si è alzato (lo sento). il mare si è alzato (lo suppongo). il resto no (lo so).

messo in casa da LaPo | 14:20 | commenti
 

personal computer, telefonini, organizer, fotocamere e videocamere digitali. web, email, sms, gps, bluetooth, wireless. tutto è personal communications oggi. giocattolini per solleticare l'ego. dio come son cablato, connesso, aggiornato. posso comunicare con chiunque, da qualsiasi posto. si, spediamo e riceviamo continuamente informazioni, immagini, suoni, filmati. poi ci si guarda in faccia e non si ha niente da dire. mancano le parole. allora mi vien da dire che l'unica cosa che serviva era stata già inventata. la parola. il resto è debole, riduttivo, sminuente. o peggio, falso.

messo in casa da LaPo | 12:56 | commenti
 

sveglia alle sette e mezza. apro le tende. cielo grigio. piombo chiaro lassù tra i pini. luce pacata, morbida. diffusa. esco. una pioggia fine, leggera, non bagna ma c'è. macchina, musica. radiohead, fanno un pezzo dei pink. possibile migliorare i pink? si, possibile. taglia, un rasoio acustico. hanno messo lamette da barba in wish you were here. oggi e domani giorni duri. sabato mattina a san gimignano col sovrintendente paolucci per un divudì. domenica si attiva il bagno giù. lunedì i muratori iniziano il bagno su. la voglia di mare. quella me la tengo.

messo in casa da LaPo | 09:42 | commenti


mercoledì, 28 settembre 2005
 

alcune persone son come le capesante (grosso mollusco bivalve, coriaceo e vagamente commestibile). più le mastichi più ti riempiono la bocca. deglutirle manco per idea. il problema passerebbe dalla bocca al culo. meglio un problema in bocca. ciuccia lapo, ciuccia. verrà il tempo di sputare.

messo in casa da LaPo | 19:38 | commenti
 

lavoro, e meno male che quando lo faccio son veloce. bravo no, ma veloce si. e sto facendo una cosa strana. per il regalo di natale di quest'anno. ho acceso limewire, per cercare la musica. e sto cercando "agua de marco". si, per gli amici a natale io e i compari di carte del martedì faremo un ciddì. voglio metterci dieci, dodici versioni di questa canzone. tutto quel che trovo (e ne ho già di belle). e poi andremo a firenze, da quel mio amico matto che ha un centro produzioni audivideo. il mio amico ci registrerà, con infinita pazienza, e poi suonerà la base. e produrremo la nostra "agua de marco". un pezzo cantato a quattro voci. lo so, mi vergognerò tanto a farlo. ma con l'età sto rincoglionendo. e poi devo pensare al packaging del disco, dalla grafica (luz dove sei?) ai testi di presentazione, a coordinare tutto. una cinquantina di copie di un disco che mai nessuno ascolterà per intero (la nostra traccia verrà ascoltata una volta dai più pazienti). questo intendo, quando parlo di una vita votata al futile.

messo in casa da LaPo | 16:14 | commenti
 

alle donne. è che uno ci pensa alle donne. ma tu hai la tua a casa. e bella, e innamorata, e dolce. si, ami la tua donna. ma poi senti una musica. roba tipo "l train" dei brooklyn funk essentials. e ti viene di pensarci ecco. che a volte una musica e una donna sono inseparabili. parte una roba dagli orecchi all'anima. e non la fermi. è un fiume. un fiume di capelli, gesti, sguardi, movimenti impercettibili degli occhi, della pelle. la musica. la senti e ti porta lontano, sul mare, a camminare e respirare quei capelli, quei gesti, quegli occhi. lo sai, non è amore. ma funziona uguale.

messo in casa da LaPo | 11:55 | commenti


martedì, 27 settembre 2005
 

"Io ora penso che nessuna conquista è per sempre. Il mondo è spacciato. Noi abbiamo vissuto perché non ci fosse più la guerra e invece la guerra ritorna. E ritorna questa parola che però vuole dire altro ed è diventata la messa in scena di questo nostro destino, che è quello di essere sempre respinti indietro".

adriano sofri dal carcere di pisa.

messo in casa da LaPo | 19:32 | commenti
 

il bello di cercare è il cercare fine a se stesso. a volte trovi. allora il giocattolo si rompe, il giochino è finito.

messo in casa da LaPo | 17:55 | commenti
 

facile dire. il difficile è fare. la pelle, quella conta. il resto è letteratura.

messo in casa da LaPo | 16:03 | commenti
 

e poi si dice l'inverno. una giornata grigia, senza sole. vedi un viso. senti una voce. leggi una frase. e ci pensi. il caldo è dentro. sei tu la tana. piena di cose. le tue. dubbi compresi. si, anche quelli. un mondo di sbagli, di idee, di forse. un reticolo infinito di facce, sorrisi, sguardi. scaffali pieni di storie strane, vecchie foto, appunti che non ricordi. tutto dentro. allora capisci. la tua casa sei tu. in fondo ci stai bene.

messo in casa da LaPo | 10:23 | commenti


lunedì, 26 settembre 2005
 

stasera carte. mi mancherà la principessa. starò bene, ma con la condizionale.

messo in casa da LaPo | 19:41 | commenti
 

lo so, vesto trasandato. ma non lo faccio apposta. io vivo, penso, financo respiro trasandato. insomma, io sono trasandato.

messo in casa da LaPo | 16:20 | commenti
 

d'ora in poi ci sarà più notte che giorno. meglio. al buio si pensa meglio.

messo in casa da LaPo | 12:28 | commenti
 

ecco, è un casino spiegarlo, ma insomma la vita è strana. si, strana, che non sai se annoiarti o meravigliarti, e le cose succedono anche se non le volevi, come se avessero vita propria. e loro vanno avanti e decidono cosa fare e tu le segui e ti guardi ‘sto film dove ogni tanto uno muore e ti dispiace tanto ma poi arriva un bambino nuovo e sei contento e intanto il tempo passa con quel rumore che non lo senti ma se stai zitto un attimo ti assorda. ma non è un film, è la vita. e tu intanto la vivi, fai le tue cose. e anche se ne fai tante, ti piacerebbe anche fare altro, ad averci il tempo. allora ci pensi, e ti dici che è vita anche questa. si, sognare, aver voglia, desiderare. hai la testa piena di idee, progetti, cose semplici e complicate che non sai se farai mai. ma le tieni dentro, a farti compagnia quando le cose fuori non vanno come vorresti, oppure quando ti senti un po’ stanchino e riprendi il fiato. che sognare non ha mai fatto male a nessuno. è un casino si diceva. si, non è facile sapere quel che è giusto e quello che è sbagliato. è che quando fai le cose non ti sembra neanche di scegliere, ti senti di farle così e via andare, avanti così ti dici, e poi qualcuno o qualcosa ti dice se sei stato bravo o no. ma è lo stesso, che dalla vita non si impara mai abbastanza, ci vorrebbe di andare in giro con il casco integrale, l’enciclopedia, l’avvocato e l’assicuratore per stare tranquilli. ma chi vuol stare tranquillo? oddio, a una certa età le robe pacifiche son belle. ma poi come dicono certi miei amici scrittori le cose si complicano e ti tocca ricominciare da capo. insomma, è un casino.

messo in casa da LaPo | 10:06 | commenti


venerdì, 23 settembre 2005
 

stamani ho trovato un amico architetto. di quelli bravi. è bravo negli interni, e nei mobili. lavora col padre, un vecchio falegname. lui è il vero artigiano, di quelli che va in laboratorio e lo vedi uscire sporco di colla e colori, coi trucioli del legno tra i capelli che ti guarda sorridente e ti mostra il modellino appena fatto. sempre sui cantieri, a parlar coi muratori che qui ci vorrebbe di spostar la porta, e lì lasciateci una striscia che ci metto i mattoni di vetro. mi piace, anche per il fatto che gli piace il mare, il vento, la vela. per il compleanno della figlia le ha regalato un vaurien tutto in legno. è bravo perché gli leggi gli occhi e ci vedi cervello, cuore, voglia, capacità. e mentre parla gli senti dentro che vibra, gli esce il vento del fare, del rifare, quella roba che da lontano ti par scontentezza ma poi ti accorgi che è buona da respirare quell'aria sperimentale, laboriosa, curiosa che ti trascina nei posti e te li fa vedere senza andarci. vedi le mani che si muovono e davanti a te si formano spazi e colonne e aperture e prospettive. si, certa gente mi piace ancora. come se leonardo, michelangelo o il brunelleschi avessero lasciato delle briciole. roba buona da masticare.

messo in casa da LaPo | 18:57 | commenti
 

e poi uno se lo ricorda. dei giorni freddi. delle mattine alle cinque, che d'inverno vuol dir notte. delle sarde fetide caricate nella ruota di scorta del land rover, sul cofano davanti. del puzzo di sarde che penetra col freddo, mentre vai al porto. del caffè rovente bevuto d'un fiato nella nebbia che il mare è lì, lo senti e non lo vedi. e quelle facce allegre, piene di rughe e mangiate dal sole e dal sale. i vecchi pescatori, cecinesi bestemmiatori, pazienti e abili, sapienti di secche e di fossate, di venti e di correnti. vecchi che guardavano stupiti quel gruppo di ragazzi che volevano pescar con loro. eskimi e sigarette nel rumore del diesel che ti porta fuor dalla bocca del fiume. e umido in faccia, che ti gocciola il naso e lo strusci con la manica per tirar via mentre inneschi il palamido. e lo cali in quel mare nero che schiarisce solo alla fine, quando le stelle dormono e spunta il campanile lontano, a terra. tornare al giorno appena fatto, legare gli ormeggi che senti gli ossi urlare per l'umido e lo scomodo. al circolo vedi le facce del giorno. hanno dormito, e parlan di mare. quello col sole, quello di tutti. che il mare di notte è tuo, solo tuo. e di nessuno.

messo in casa da LaPo | 16:30 | commenti
 

un libro regalato. bellissimo. inaspettato. sorprendente. lui e il mittente. la voglia di abbracciarlo me la tengo stretta. insieme al libro. grazie.

messo in casa da LaPo | 14:35 | commenti
 

mentre giro in questa terra di colline che non c'è una pianura, e faccio strade curvate che non ce n'è una dritta, e sento musica bella che non c'è silenzio che tenga con una macchina vecchia e mezza rotta, e la mia anima vecchia e mezza rotta, il cervello vecchio e mezzo rotto allora penso che è bello portarsi in giro novantacinque chili di sogni inservibili e voglie indicibili e rabbie incredibili e parole inaudibili. questo è un viaggio nei giorni. che non ce n'è uno uguale.

messo in casa da LaPo | 14:28 | commenti
 

la vita non insegna mai abbastanza. c'è sempre un momento del giorno che ti vede impreparato. a te succede spesso. in fondo il tempo migliore non è fatto di sapere. è imparare.

messo in casa da LaPo | 09:52 | commenti


giovedì, 22 settembre 2005
 

semmai mi sia rimasta una traccia di cervello, proprio dalla parte della morale doveva essere, accidenti a me. perché piacere e dispiacere spesso sono inseparabili.

messo in casa da LaPo | 18:46 | commenti
 

si vede in giro un sacco di gente triste. forse pensavano di esser ricchi. dovranno farsene una ragione.

messo in casa da LaPo | 11:43 | commenti


mercoledì, 21 settembre 2005
 

devo avere la faccia da deficiente. o stravolta. oppure perplessa. la gente mi guarda strano. ma forse è solo la mia faccia.

messo in casa da LaPo | 19:17 | commenti
 

e chi è senza dubbi scagli il primo giudizio.

messo in casa da LaPo | 17:23 | commenti
 

felicità è vederla dormire bene. lo so, è stupido per un quasi cinquantenne. ma così è.

messo in casa da LaPo | 12:58 | commenti
 

ieri sera carte. mi telefona la padrona di casa. le manca il pane. vado io. mi fermo al supermercato. dopo anni che non la vedevo incontro una donna. moglie di un mio vecchio amico. vivevano a milano fino a poco tempo fà. mi saluta. è contenta. mi dice che sa che abbiamo comprato dantedieci. quella casa la commissionò suo nonno a leonardo ricci. ci ha giocato da bambina, da ragazzina, si ricorda tutto. prendo il pane e si esce dal supermercato insieme. mi racconta di quella casa. è contenta che ci stiamo noi. mentre l'aiuto a caricare la roba in macchina io continuo a farle domande sulla casa. le do un biglietto da visita, le chiedo di venirci a trovare con suo marito. lei mi dice di si, me lo promette. monto in auto col mio pane. penso che devo telefonare in comune, chiedere copia dei disegni originali di ricci al mio amico capo dell'ufficio tecnico. avrò i disegni, ma preferisco farmi raccontare dantedieci da chi ci è cresciuto. non è semplice archeologia architettonica. è ritrovare il senso delle cose. perché un posto non basta disegnarlo. bisogna viverlo. a carte ho vinto.

messo in casa da LaPo | 09:39 | commenti


martedì, 20 settembre 2005
 

i giudizi ai quali ti sottoponi, per quanto severi, caustici, critici allo stremo, saranno sempre benevoli. nessuna verità è mai stata migliorativa dell'intuizione. e tu lo sai bene.

messo in casa da LaPo | 18:12 | commenti
 

la differenza tra maschio e femmina nei confronti della prole è abissale. non sembrano neanche della stessa specie. nel rapporto coi figli quanto la donna è carnale, epidermica, coinvolgente e coinvolta tanto l'uomo è impacciato, distaccato, casinista e geloso, anche. infatti non a caso il cento per cento dei litigi tra coppie con prole vertono sulla prole stessa. dall'educazione al tempo libero, dal gioco alla scuola padre e madre si scontrano su tutto. conosco coppie che su questi argomenti son riuscite a organizzarsi una vita d'inferno. gli unici beneficiari di queste diatribe familiari sono i bambini, tutt'altro che innocenti. mentre i grandi si scannano sul futuro dei figli, i figli fanno i cazzi loro. e fanno bene.

messo in casa da LaPo | 17:31 | commenti
 

e va bene. ogni tanto un post rivolto agli altri ci può stare. questo è un blog, mica un diario. a volte lo dimentico. me lo ricordano i commenti. la gente legge, e forse un po' si scorda che scrivo per me. come io mi scordo che mi leggono, appunto. si, lo riconosco, sono duro, tagliente, cattivo. a volte misogino. ma vi garantisco che per gli uomini non ho trattamenti migliori da offrire. e neppure per me stesso, anche se non lo si nota. salvo il fatto che quel che scrivo è quel che penso, senza freni, filtri, remore o ripensamenti. e scrivere è un modo di mediare, di interpretare una visione che hai dentro e che quando esce sulla pagina è già diversa. pensi e scrivi, ma poi chi legge è lontano, e a volte si offende. chiedo scusa a chi legge e si sente offeso. ma non cambierò l'atteggiamento per compiacere qualcuno. scriverò quel che penso, di me e di quel che vedo. sappiate che quel che scrivo il più delle volte offende prima di tutto me. ma continuerò a farlo. non me ne vogliate. grazie dell'attenzione.

messo in casa da LaPo | 12:43 | commenti


lunedì, 19 settembre 2005
 

un buon presente presuppone un passato pacificato. ovverosia guerre si, ma guerre chiuse. perse o vinte, ma chiuse. del futuro non è dato sapere. ma è solo questione di tempo. arriva anche lui.

messo in casa da LaPo | 19:15 | commenti
 

donne. mamme. fallite. tutte, o quasi. partoriscono al centro del mondo. loro e il bambino. il resto gira intorno. poi il bambino cresce. per un po' ce la fanno a gestire il rapporto. a tenerlo per sé. poi il bimbo cresce ancora, il giochino si rompe. e le vedi, che non sanno esser comprimarie. lottano contro la forza centrifuga della vita che le allontana, le emargina, alfine le ignora. vorrebbero esser protagoniste di una storia che non è più loro. non lo è mai stata. allora capisci. non lo fanno per dare. lo fanno per prendere. che dare è più difficile. a dare si perde. coi figli poi è scontato. l'unica è rassegnarsi. dare la vita è naturale. volersela trattenere è semplicemente mostruoso.

messo in casa da LaPo | 17:21 | commenti
 

trentaduemila. grazie.

messo in casa da LaPo | 16:49 | commenti
 

certi giochi non ti piacciono. e non li fai. anche se intorno la gente si convince che non li hai capiti. meglio passare da stupidi per qualcuno che sentirsi stupidi da soli.

messo in casa da LaPo | 10:45 | commenti
 

trentasei persone a pranzo. dantedieci ha retto bene. siamo abituati ai traslochi. visto il tempo niente giardino, il salone si è trasformato in poco tempo in una sala da pranzo capiente ed ospitale. la principessa li ha lucullati con sapori raffinati in quantità industriali. il meglio è venuto nel pomeriggio. si giocava a carte nel prontamente ricomposto salone (il tavolo da ping pong è tornato in garage) e si vedeva il dvd di duemilauno odissea dello spazio di kubrick. a cena son rimasti in una decina, i più intimi. poi ci siamo messi a guardare l'ultimo spettacolo di beppe grillo. erano tutti contenti. di stare insieme, di stare bene, della lettera che avevo scritto per l'occasione. ci hanno regalato due enormi orci in terracotta, che in giardino stanno meravigliosamente. ci siamo svegliati stanchi. ma soddisfatti.

messo in casa da LaPo | 10:23 | commenti


venerdì, 16 settembre 2005
 

ogni tanto mi scrivono. oppure mi linkano. strani contatti. c'è gente che scrive bene. oppure gente che scrive davvero. che ci campa di quel che scrive. a chi posso interessare? e perché interesso? a chi gliene frega di quel che pensa e scrive un uomo qualunque? ma no, al massimo incuriosisco. è già tanto, troppo direi. vuol dire che (al contrario di quel che penso) in giro c'è davvero poco. quando la carne finisce si ciucciano gli ossi.

messo in casa da LaPo | 17:26 | commenti
 

ma non mancherò di procurarmene.

messo in casa da LaPo | 16:38 | commenti
 

per cambiare non basta la volontà. ci vuole la disperazione. al momento ne sono sprovvisto.

messo in casa da LaPo | 15:49 | commenti
 

le cose che cerchi non sono mai facili da trovare. di solito ci inciampi quando non ti servono più.

messo in casa da LaPo | 11:35 | commenti


giovedì, 15 settembre 2005
 

c'è un tempo che son più le cose che perdi di quelle che trovi. allora tiri fuori i ricordi. per non andare in riserva.

messo in casa da LaPo | 17:55 | commenti
 

domenica gli amici a pranzo a dantedieci. trentasei persone. una specie di festa di inaugurazione. ma no, un pretesto per trovarsi tutti insieme. ma sarà un po' impegnativo. per me, e soprattutto per la principessa. quindi, bando alle ciance, e bando ai post sconclusionati. lavora lapo, lavora.

messo in casa da LaPo | 11:47 | commenti


mercoledì, 14 settembre 2005
 

stasera serata fiorentina. cena al cibreo (speriamo bene) e spettacolo di marionette (claudio cinelli, tempo fa mi piaceva). roba da farsi prendere dal panico. stanotte bacerò le scale di dantedieci.

messo in casa da LaPo | 17:53 | commenti
 

la differenza tra un mac e un pc è evidente. col mac le cose le fai meglio, ma ne puoi fare un terzo che col pc. chi si accontenta gode.

messo in casa da LaPo | 12:59 | commenti
 

ma se la terra è rotonda com'è che le mie rotule trovano sempre uno spigolo?

messo in casa da LaPo | 10:31 | commenti


martedì, 13 settembre 2005
 

ogni tanto è bellino starsene ad ascoltare il suono che fa il cervello mentre si affloscia in fondo alla scatola cranica.

messo in casa da LaPo | 19:43 | commenti
 

cambiare. non è mica facile. viene da dentro. son piccoli segnali. inconsci. che se è roba di volontà tua non funziona. già, diventa forzatura, sa di artificiale. invece un giorno senti il bisogno di fare così, invece di cosà. e scegli di farlo, lo fai. e il giorno dopo un'altra cosa. e fai anche quella. e dopo un anno sei diverso. senza volerlo. o meglio, senza averlo voluto. ma forse questo non è cambiare. è invecchiare, o solo distinguersi dal mondo vegetale. no, ne son convinto. cambiare è roba di dentro, piccola, continua, impellente e quasi impercettibile. un reticolo di fili sottili che produci e che ti tirano ora da una parte ora dall'altra. e tu li segui questi fili, dentro percorsi che saranno anche inutili, ma sai che son tuoi. ma forse non è neppure così. che le strade non te le scegli. son loro che scelgono te.

messo in casa da LaPo | 19:13 | commenti
 

sul voler cambiare. per una donna è più difficile. se sai di valere non ti butti via.

messo in casa da LaPo | 17:26 | commenti
 

sembra che tutti siano infelici. tutti vorrebbero cambiar qualcosa di sé stessi. io vorrei cambiar qualcosa degli altri. e alla fine neanche quello. che sia cretino? si, può essere.

messo in casa da LaPo | 16:09 | commenti
 

adesso mi torna tutto. la differenza tra una colonica di ieri e una ristrutturazione di oggi. l'equilibrio formale era dato dai bisogni. i bisogni erano naturali, non mutuati attraverso un professionista. la famiglia che cresceva, gli animali da ricoverare, gli attrezzi da mettere a dimora. tutto in funzione agricola, ovvero tenendo in considerazione la natura, i suoi tempi, la sua economia. le stagioni, il tempo, il raccolto. la casa veniva costruita direttamente da chi la abitava, secondo le varie esigenze. i cipressi a nord, a proteggere dalla tramontana. il granaio esposto ai venti, che fosse sempre asciutto. le finestre piccole, a riparare dal freddo. la stalla sotto la cucina, che il caldo delle "bestie" riscaldasse i "cristiani". impossibile riprodurre quel rapporto con la natura, diretto, funzionale, minimalista nel vero senso della parola. impossibile migliorare quell'equilibrio estetico. ogni tempo ha la sua perfezione architettonica. le coloniche lo erano cento anni fa.

messo in casa da LaPo | 10:56 | commenti


lunedì, 12 settembre 2005
 

bene. vado a trovare (per una immagine pubblicitaria) un architetto. in gamba. ma non troppo. così capisco io e capisce lui.

messo in casa da LaPo | 18:14 | commenti
 

a volte penso come una donna. a volte no. il più delle volte no.

messo in casa da LaPo | 17:06 | commenti
 

e poi emozionarsi la notte, coi lampi che imbiancano la camera e senti la pioggia che batte sui vetri. ti alzi, scendi le scale nudo, al buio. gli occhi dilatati, a cercar riferimenti per il prossimo passo. cammini nel rumore assordante, nel buio interrotto. i piedi sul marmo, senti il freddo e ti piace. appoggi il naso alla vetrata. il giardino è una sequenza di negativo positivo, nero della notte, bianco del fulmine. hai voglia di fumare. non puoi uscire nudo. cerchi un plaid. esci avvolto, nel buio. sigaretta e accendino. ti abbagli alla fiamma. l'acqua porta freddo. lo senti alle gambe, al torace. fumi nel rumore umido, respiri l'aria elettrica. fulmini che sbiancano gli alberi sopra te. se ti vedessero. chi? spegni la cicca nel portacenere e rientri. senso di caldo. torni su. la senti dormire. senti il calore del sonno. il respiro ti torna normale. il cuore si calma. chiudi gli occhi. senti che va bene. va bene così.

messo in casa da LaPo | 11:44 | commenti


venerdì, 09 settembre 2005
 

venerdì sera. ho fatto incazzare la socia. come sempre.

messo in casa da LaPo | 17:52 | commenti
 

stessa cosa per gli uomini. che la democrazia non riempie le valli. spiana le vette.

messo in casa da LaPo | 16:06 | commenti
 

certe donne fanno di tutto per affrancarsi dalla meschinità provinciale che le terrorizza. ma da sotto al tailleur firmato la ciabatta spunta lo stesso. come se per cambiar casa bastasse l'imbianchino.

messo in casa da LaPo | 16:04 | commenti
 

le stagioni che cambiano sono sostanzialmente un fatto rassicurante. quel che rassicura non è il cambiamento in se stesso. è la certezza del ritorno. ciclico, solido, sempiterno.

messo in casa da LaPo | 12:24 | commenti
 

infatti, piove come dio la manda. come volevasi dimostrare. il culo no. quello sta bene.

messo in casa da LaPo | 11:04 | commenti


giovedì, 08 settembre 2005
 

mi viene in mente un proverbio toscano. "tempo e culo fanno come vogliono". beati loro.

messo in casa da LaPo | 15:43 | commenti
 

otto settembre. una ricorrenza. l'armistizio, la resa, una guerra (l'ennesima) persa. non siamo bravi a far le guerre. fortunatamente. lo abbiamo dimostrato anche di recente. ma continuiamo a non voler imparare nulla dalla storia. neanche da quell'otto settembre del quarantatre. quando perdemmo una guerra. e vincemmo una pace. roba da far festa ancora oggi.

messo in casa da LaPo | 10:16 | commenti
 

starsene a casa. quasi due giorni. qualche telefonata. dormire parecchio. pensare poco. fumare meno. esser malati ha i suoi bei vantaggi.

messo in casa da LaPo | 09:52 | commenti
 

la gente si racconta un sacco di frottole. e il bello è che poi ci crede.

messo in casa da LaPo | 09:43 | commenti


martedì, 06 settembre 2005
 

nel caso peggiore le cose sono esattamente come te le aspettavi.

messo in casa da LaPo | 10:50 | commenti
 

le cose non sono mai come vorremmo. nella migliore delle ipotesi sono l'esatto contrario.

messo in casa da LaPo | 10:47 | commenti
 

ho un evidente, fastidioso, imbarazzante disturbo all'intestino. suppongo sia quello che mi procura la febbre. proprio l'unico giorno nel quale devo lavorare sodo. devo modificare uno spot, presenziare ad una riunione tra un cliente e una concessionaria di quotidiani, ritornare in studio, masterizzare lo spot in betacam e consegnarlo al cliente a prato. ma sto sudando. buon segno. e chi mi ammazza a me? prima o poi qualcuno lo trovo.

messo in casa da LaPo | 09:42 | commenti
 

ho la febbre.

messo in casa da LaPo | 08:51 | commenti


lunedì, 05 settembre 2005
 

non lo faccio apposta, giuro. quando una donna tocca certi argomenti tipo "cenci" (leggi moda) oppure "cazzi degli altri" (leggi gossip, ultimo film o tivù) o ancora "cazzi miei" (leggi incontri vari, fidanzati e cazzi di quelli veri, appunto) io non so nascondermi. si, devo fare una faccia precisa. lo so perché la principessa mi guarda mentre guardo l'interlocutrice di turno e sorride. è più forte di me. un giorno di questi le chiedo che cazzo di faccia ho in quei momenti. deve essere tremenda. ma sembra quasi che lei ne goda.

messo in casa da LaPo | 18:02 | commenti
 

il bello è aver tempo per farle le cose. la perfezione è non farle.

messo in casa da LaPo | 12:47 | commenti
 

oggi han portato il materiale del bagno nuovo. dantedieci ha di nuovo il garage ingombro. muratore, idraulico, elettricista. l'ultimo sforzo per cambiar scena alla vita. che poi è sempre la stessa. ma se ti circondi di quel che vuoi (persone e cose) par tutto differente. pare. che poi si respira come tutti.

messo in casa da LaPo | 12:35 | commenti
 

i giorni passano. si accorciano. il caldo si smorza, ci regala giornate miti. il sole non è più letale, se mai lo è stato. mi piace questo scampolo di bel tempo misto a temporali. sabato ho visto fulmini da cartolina. le colline a ovest di firenze si illuminavano a giorno, sovrastate da un cielo nero di nubi cariche. ero con lo scarabeo, ma è piovuto quando ero da un mio amico. stava preparando l'asado argentino sul barbecue. io con l'ombrello lo proteggevo dalle gocce giganti che incominciavano a cadere. e mentre lui mi parlava del chimichurri, la salsa che va messa sulla carne, pensavo che in fondo va bene così, che bisogna star contenti. finché la delusione dell'oggi non uccide la curiosità del domani, la vita è sopportabile. piacevole direi. salute permettendo. (intanto mi tocco)

messo in casa da LaPo | 12:08 | commenti
 

trentunomila. grazie a tutti.

messo in casa da LaPo | 10:54 | commenti


venerdì, 02 settembre 2005
 

"ciao, come come stai?" "bene, e tu?" "bene, grazie". questi sono il novantanove per cento dei nostri "rapporti interpersonali". e poi mi dicono che sono un orso solitario. mavaffanculo.

messo in casa da LaPo | 11:32 | commenti


giovedì, 01 settembre 2005
 

a volte sei così pieno di te che non ti basti. ti avanzi.

messo in casa da LaPo | 19:32 | commenti
 

mi sono organizzato una vita da stupido. e il bello è che ci son riuscito.

messo in casa da LaPo | 17:03 | commenti
 

stamani son venuto con lo scooter. prima di arrivare in ufficio c'è un viale alberato che corre parallelo alla ferrovia. lo imbocco come al solito, a palla, col rischio di entrare in una concessionaria yamaha (non saprei che comprarci). lungo il viale vedo una bici. rallento. una ragazza. bellissima vista da dietro. ciabattine, minigonna aderente, camicetta corta, capelli lunghi. due gambe lunghissime, tornite, abbronzate, lucide, toniche. un didietro solido, scolpito. una schiena bella, scura, con due fossette in fondo da tachicardia. braccia snelle, forti, abbronzate. ho notato che la camicetta era molto aderente, i seni la gonfiavano al massimo. ho dovuto accelerare un po'. sorpassandola ho intravisto il viso, ma poco. ho dovuto evitare il camion della nettezza urbana. non l'ho vista bene. ma sono ancora vivo.

messo in casa da LaPo | 11:44 | commenti
 

ho sognato un amico cliente. abbiamo litigato. per i soldi. l'ho perso come cliente e come amico. ci ha pensato la principessa a consolarmi.

messo in casa da LaPo | 10:00 | commenti