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un posto come un altro per scrivere, leggere e far di conto. ma il conto non torna mai.


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quanta gente?


siamo stati in casa *loading* volte































martedì, 30 novembre 2004
 

ho la musica per la nuova casa. e mi piace l'idea che c'è un cd che la rappresenti. lo ha fatto la socia. si chiama dantedieci, come l'indirizzo della casa che abiterò. le avevo detto che stavo facendo il logo di dantedieci, come avevo fatto quello di casa bensa, e lei mi ha fatto il cd. che il bello di una casa non è la casa in se stessa, ma le idee che scaturiscono intorno a questa. idee di chi ci abita, degli amici, della gente che si vuol bene in un modo o nell'altro. ho un logo e un cd. per molti non è niente. per me è già casa. grazie Luz.

messo in casa da LaPo | 12:34 | commenti
 

godi della solitudine e soffri le mancanze. questo vuol dire una cosa sola. sei uno stupido.

messo in casa da LaPo | 09:14 | commenti


lunedì, 29 novembre 2004
 

ieri a livorno. cacciucco al sottomarino, e passeggiata tra i "bottini", i canali che si intrecciano nel rione venezia, dietro al porto. un ponce alla livornese, bollente e forte bevuto sul porto. ho letto una scritta sul muro del circolo nautico.

"il mio amore per te è come questo mare, incomincia qui e non so dove finisce."

e poi si dice che i livornesi sanno solo prendere per il culo.

messo in casa da LaPo | 10:43 | commenti


venerdì, 26 novembre 2004
 

come sempre. venerdì da solo in ufficio. mi piace questo posto. emana cose buone, creative, caotiche e umane. puzzo di sigaretta e tracce di donna. la sigaretta è la mia e le tracce son della socia. domani a tavarnelle per lavoro, con un vecchio amico di chat. strano, ci si parla come abbiamo sempre fatto. a entrambi la vita è cambiata, ma è come se fosse uguale. 'sta cosa non la capisco tanto, ma come sempre mi adeguo. l'ho conosciuto che ero innamorato di una donna, e lui si innamorò di un'altra. lui sta ancora con quella donna lì. io no, sto di nuovo con mia moglie. parlar con lui mi fa sentire strano. come se passato e presente vivessero insieme. chissà, forse è proprio così. o forse faccio il solito immane casino.

ascoltando "crash into me" di dave mattews.

messo in casa da LaPo | 19:08 | commenti


giovedì, 25 novembre 2004
 

la luce e le scelte. già, le scelte si fanno al buio. vedi una luce lontana, e gli vai incontro. non sai dove affaccerai, non si vede mica il panorama dal fondo. e se fossi andato di là? no, la luce azzurrina, soffusa. mi ha attratto quella dolcezza, più dell'intensità forte di quella vetrata grande. poi ti affacci, strano, mi ci vedevo diverso in quell'apertura. ma è lo stesso. meglio del buio. una vita da falene. prima che bill gates le chiamasse windows.

messo in casa da LaPo | 19:24 | commenti
 



ho una donna bella, e solida, e fragile anche. lei a volte mi provoca, e mi stimola, e poi si incazza. non ci pensa lei, a quanto mi piace averla dintorno. anche se non si parla per un'ora. anche se ho la faccia da incazzato, se io faccio una cosa e lei un'altra. mi piace che ci sia, anche per litigarci, ma che sia con me. è buffa la mia donna, che ha voglia di coccole quando meno te lo aspetti, e ti manda a cacare in un niente, salvo poi cercarti in quella sua maniera rustica, timida, appena percettibile che solo io leggo. mi piace che mi guarda e le vedo un orgoglio che mi riempie di orgoglio. un'aggressività che mi riempie di aggressività. un'amore che mi riempie d'amore. insomma, ci si guarda e si capisce che siamo insieme. comunque.

messo in casa da LaPo | 10:04 | commenti
 

tra un mese è natale. tra tre mesi cambio casa. vai orologio, vai.

messo in casa da LaPo | 08:46 | commenti


martedì, 23 novembre 2004
 

già, facile dice la gente. sei fortunato. e il vuoto? dove lo mettiamo il vuoto? quello che sei costretto a scavarti dentro, sputando continuamente impegni per non rimanere intossicato dalla vita. tu sputi mentre il mondo succhia. e quando son gravidi, tronfi, indaffarati sazi di beghe, rate, appuntamenti, promesse, cambiali, vengono e ti guardano. tu sei fortunato. sapessero il vuoto scapperebbero. i meschini.

messo in casa da LaPo | 18:52 | commenti
 

notte. a letto con la principessa. parlate. casa, bambini, sogni. lei parla poco, occhi pensosi. tu chiedi, dai, pensa ad alta voce. lei è bloccata. sai che se parlasse scoprireste l'unicità di intenti che c'è ma non si vede. lei guarda in aria. tu guardi lei. spegne la luce. tu chiudi gli occhi e pensi. se tu avessi un bambino oggi avresti circa l'età di tuo padre quando nascesti tu. buonanotte principessa.

messo in casa da LaPo | 12:44 | commenti


lunedì, 22 novembre 2004
 

a volte vivere per te è complicato. hai molta gente intorno. vanno considerate un sacco di cose. ecco perché ti piace star solo. gli errori fatti in solitudine si perdonano più facilmente.

messo in casa da LaPo | 12:32 | commenti
 

E c'è la Terra. E la Terra è come un grande enorme battello sospeso nello spazio. E questo battello ruota e si sposta velocissimo intorno al sole portando con se alberi e case e uomini. E da questo battello vediamo stupendi panorami.
E ci sono gli uomini. E gli uomini fanno all'amore. Nascono i bambini. I bambini diventano grandi e durante la vita fanno tante cose. Poi invecchiano e sfociano nella morte.
Tutto è logico. Anche se non si sa perché.
Il mistero, unica possibilità di esistenza. Misterioso. Ma non assurdo il mondo.
E non c'è bisogno di giustificazioni a priori.
Questo l'ha fatto il buon Dio e domani ci sarà Inferno, Purgatorio e Paradiso. Oppure questo è nato dal caos e domani non ci sarà nulla.
Che bisogno c'è di questo?
Perché distaccarsi dall'esistenza?
E’ tutto semplice.
Basta esistere.
Basta trovare le ‘relazioni’ fra le cose che esistono. Basta stabilire nuove relazioni fra le cose. Basta creare cose vive con cose vive.
Si traccia un solco nella terra. Si prendono dei sassi. Si murano i sassi con la malta. Il muro sale e divide lo spazio creando un nuovo spazio che prima non c'era.
Di qua tira generalmente vento.
Qui c'è il sole del Sud.
Di qua si vede il mare.
E i muri dividono spazi sempre più vivi. Alcune parti nell'ombra. Altre nella luce. Qui alto. Qui basso. Qui è bello riposare. Qui dormire. Qui lavorare.
E’ nata una casa.

leonardo ricci. anonimo del XX secolo. milano, il saggiatore, 1965.

messo in casa da LaPo | 11:02 | commenti
 

già. le case. io non li vedo come posti dove mangi, dormi, cachi. son pezzi di vita. ecco perché è duro cambiarle. ma è bello anche. già, una casa è un contenitore di vite. quelle vecchie poi. la prima casa era una chiesetta dimezzata, forse dei seicento. casa bensa era del quattrocento. bensa era la famiglia che abitava il podere nel sei settecento. c'erano storie dentro. il muro del vallo, un muro che i medici avevano fatto per recintare il posto dove cacciavano. e poi i pozzi per l'acqua, e le bestie allevate, e poi la guerra, la gente sfollata, i bambini nati lì. le case son strane. quella che abiterò è stata disegnata nel sessantuno da leonardo ricci. un architetto pittore. per un ceramista pittore. che vent'anni fa la vendette ad un amico di mio padre. anche lui ceramista pittore. come mio padre. io non sono né ceramista né pittore. ci porterò la roba di mio padre, e quella casa continuerà ad essere abitata da ceramiche, quadri e sculture. son convinto che si conoscevano quei due. mio padre e l'architetto dico. l'architetto era amico di cipolla, gambone, fantoni, il meglio dei ceramisti toscani. aveva disegnato le loro case. le case. dentro ci mangi, ci dormi, ci cachi. ma poi ci fai altro. ci vivi. ci cresci. lasci tracce di pensiero. poi qualcuno le trova. e ci sta bene.

messo in casa da LaPo | 10:09 | commenti


venerdì, 19 novembre 2004
 

venerdì sera da solo, come sempre. in ufficio da solo con la musica. settimana densa, quasi da resoconto. l'ho comprata. anzi, l'abbiamo comprata. a marzo ci abiteremo. insieme. è importante. lei ha quasi venduto casa sua. al preliminare la vecchia vedova si commuoveva. i figli no, guardavano i soldi. io quasi piangevo con lei. e guardavo la mia donna. che piangerà tra un po', perché quella che vende è davvero casa sua. perché per noi le case son roba grossa. siamo contadini noi. son pezzi di te, mica muri. che un muro lo ritingi, ma quel pezzo di vita lo lasci lì. in quel posto. ecco, adesso sono davvero stanco. passerò due giorni a capire quel che è successo. starò il più possibile in casa con la mia donna. ne abbiamo bisogno. entrambi.

messo in casa da LaPo | 19:42 | commenti
 

ora che ci ripenso. a me non riesce mica tanto prendermi per il culo. anzi, son permaloso io. e parecchio direi. ma quando scrivi è diverso. devi farlo. son convinto che scrivere è la cosa più onesta che si possa fare. c'è un che di mistico nello scrivere. la vita no, quella è sporca, sudicia, piena di compromessi. già, la vita è con gli altri. scrivere è da soli. a chi imbrogli? te stesso? lasciamo perdere. in quanto al mistico, che c'è di più bianco di una pagina (anche di computer) dove appoggiarci i pensieri? quella pagina puoi scriverla, mai sporcarla. e poi c'è la magia della parola scritta. forse anche il pensiero più losco, o l'idea più infame messi nero su bianco si ripuliscono. acquisiscono un'aria diversa dal concetto orale. non lo so mica spiegare io. mi viene in mente una frase di jack kerouac che ho voglia di modificare. i peccati non si scontano all'inferno. i peccati si scontano sulla tastiera. cosa c'entra col prendersi per il culo? ecco, come sempre. ho divagato.

messo in casa da LaPo | 18:24 | commenti


giovedì, 18 novembre 2004
 

ci son posti sul pianeta che ci vorresti andare da una vita. io ne ho diversi ancora da vedere. non so, tipo una baia dove ci sono le balene, oppure un vulcano attivo. si, preferisco la natura. ma c'è un posto che mi attrae anche se è pieno di gente. new york. non lo so, lo vedo come il deposito di tutte le nevrosi del pianeta. ma la nevrosi è anche il motore che genera l'energia necessaria all'arte. e quel posto lì di energia ne deve avere un bel po'. e poi ho una foto di mio padre a new york con la neve. occhiali appannati, berretto imbiancato e sciarpa. che guarda il museum of modern art. la fece mio cugino, che mi disse che si era rotto le palle di correre nella neve dietro al vecchio zio, ed erano entrati al moma per riposarsi. sabato riaprono il moma. rinnovato, forse più bello. forse no. mi piacerebbe esserci.

messo in casa da LaPo | 11:54 | commenti
 

quindicimila. thank you, mercy, gracias, obrigado, danke, shocran, arigatò, spasibo, hkodafes. insomma, grazie.

messo in casa da LaPo | 11:15 | commenti


mercoledì, 17 novembre 2004
 

io li leggo i blog. eccheccazzo, se li leggo. prima di tutto quelli che ho linkati qui a fianco. tutti, quasi ogni giorno. mica li preferisco a caso no? e poi vado su splinder e mi guardo i più nuovi, insomma, cerco casual. non ho metodo, ma mi piace pensare che la vita è caso, e nelle robe belle ci inciampi. e poi ho poco tempo, e meno cervello. e allora se ho un minuto leggo. che a volte non ce l'ho un minuto, e se ne ho almeno tre di minuti vado da cyrano, che scrive racconti lunghi. poi l'altro giorno ci trovo una poesia, breve ma bella, e intensa, e semplice anche, ma mica tanto. la commento meravigliato e gli parlo così:

"un abbraccio. di quelli impacciati, tra uomini. come a voler dimostrare affetto perché ne hai voglia ma ti vergogni. che tra maschi non ci si tocca, non abbiano a pensar male. ma forte, un abbraccio di quelli da amici che non si vedono da tanto e si ritrovano. anzi, che non si son mai visti. ma si leggono.

LaPo"

come sempre scrivo di getto, senza guardare ciò che scrivo, e poi via, distratto altrove. ma nella testa quei pochi versi, venuti fuori da uno che con la prosa "ne sa di greco e di latino" come dico io. e mi pareva come quando si era ragazzi e si mettevano i lenti alle feste. la roba più bella per stringere una ragazza al buio la facevano i gruppi rock, quelli più scatenati. deep purple, led zeppelin o emerson lake & palmer con la loro musica struggentemente bella ti davano il coraggio di stringere quella creatura che ti faceva battere il cuore. ecco perchè mi piace quella piccola poesia di cyrano. poi ieri apro il blog e leggo i commenti. pochi, come sempre, ma mi piace che lo siano. ne trovo uno, è di cyrano, e mi fa pensare. dice così:

"Adoro quanto ti prendi per il culo da solo... hai un modo splendido e amaro di farlo. Io non ci riuscirei, verrebbe fuori un melodramma, la solita roba eterna e senza fine e senza speranza. Invece invidio come arrivi diretto sul punto. Anche io avevo lo stereo, non quello, si capisce. Ma avevo lavorato un'estate intera per acquistarlo, col piatto, la piastra, l'ampli e le casse costruite da un mio amico, per averle potenti e pagarle di meno :). Grazie dell'abbraccio amico mio, mi piacerebbe incontrarti, sai? Sul serio, credo che avresti molto da insegnarmi. Sulla vita e altre cose. Grazie e a presto. Stai bene.

Cyrano66"

ecco, allora capisci che anche se sei chiuso in questo barattolo che si chiama blog, la roba passa, e passa bene anche. che tutti si scrive da soli, ma poi si scrive le vite, vite vere o immaginate, e le vite si somigliano più di quanto si pensi. e non è poi così importante incontrarsi, volerlo fare, dico. che insieme lo sei già, che tu voglia o no. insieme ad un mucchio di gente che vive la tua vita e poi la interpreta differente. o che la vive diversa ma poi te lo trovi accanto nelle conclusioni. ecco perché è bella la vita. perché c'è il caso che alle volte rompe i coglioni, altre rompe i barattoli, non quelli del blog, ma quelli delle persone. e le storie si mischiano, e diventano una sola, grande storia. grazie cyrano. ci incontreremo, se il caso vorrà.

messo in casa da LaPo | 15:55 | commenti
 

oggi e domani. giorni densi. importanti. da togliere il fiato. ma tu ne hai di fiato vero? lo dice anche la socia, e chi ci ammazza a noi? e poi parliamoci chiaramente. ci vuole ben altro per emozionarti. che tanto per te tutto è un gioco. apparentemente.

messo in casa da LaPo | 10:24 | commenti


martedì, 16 novembre 2004
 

incastri. le cose succedono, e tu ci corri in mezzo. a volte lo slalom ti riesce. schivi, eviti, scorri liscio tra gli avvenimenti, le storie, le persone. altre volte è tutto un urtare, inciampare, sbattere contro ostacoli, problemi, difficoltà. tu senti il ritmo, ami il gesto atletico. ma non sei sportivo.

messo in casa da LaPo | 12:12 | commenti


lunedì, 15 novembre 2004
 

l'amore eterno è comunque un concetto momentaneo.

messo in casa da LaPo | 16:29 | commenti
 

bello far l'amore senza preavviso. trovarcisi. al buio. sentirla ansimare. gemere. trattenersi. sentire il suo orgasmo. la sua felicità, mentre gliela regali. già, bello sentirsi confermare che siamo una coppia. che una coppia è più che due individui. è un club così esclusivo che nessun altro si può permettere di pagare la tessera. già, in una coppia ti senti davvero privilegiato. quando funziona.

messo in casa da LaPo | 10:51 | commenti
 

non mettetevi a leggere un libro tanto per ammazzare il tempo. tanto sarà lui, il tempo, ad ammazzare voi.

aldo busi

messo in casa da LaPo | 10:18 | commenti


venerdì, 12 novembre 2004
 

ci son momenti che ti viene duro anche a non pensare. eppure non hai un gran cazzo. e neppure un gran cervello. accidenti al migliore dei due.

messo in casa da LaPo | 15:38 | commenti
 

lavoro. e mi sto ascoltando mp3. il primo album dei led zeppelin. ero ragazzino. piatto pioneer pl12s. amplificatore pioneer sa500 da dodici watt per canale. casse dynaco a35 a due vie. e questo disco. serate intere. i miei quindici anni. musica bella, dopo trent'anni. anzi, di più. trent'anni di vita in un disco. mi sta scorrendo tutto dentro. ricordi e musica. roba bella. porterò tutto a casa nuova. ecco fatto. hai mischiato passato presente e futuro. stupido romantico casinista rincoglionito.

messo in casa da LaPo | 10:27 | commenti


giovedì, 11 novembre 2004
 

strane serate queste. insieme alla mia donna. la guardo. mi guardo. non è cambiato nulla all'apparenza, ma noi sappiamo. siamo insieme. so che vende la sua casa per stare con me nella nuova. lei sa che io so. ma fa finta di nulla. e anch'io fingo. ma forse non è così. non fingiamo. è diverso. una consapevolezza adulta. passi da fare. dovrò farne, devo farne ancora molti. per meritarla.

messo in casa da LaPo | 18:36 | commenti


mercoledì, 10 novembre 2004
 

un paio di cose azzeccate. due occhi che ridono. una voce al telefono. la felicità è un piatto semplice. mangia lapo, mangia.

messo in casa da LaPo | 16:03 | commenti
 

sempre la memoria. ci sto pensando. potevo fare solo il pubblicitario. bisogna esser superficiali, banali, smemorati. menti vergini insomma. anzi, non menti. che se pensi diventi intelligente, allora fai le pubblicità che non le capisce nessuno. bisogna esser nazionalpopolari diceva pippo baudo. e io lo sono, nell'accezione più ampia del termine. se leggesse 'sto blog pippo sarebbe contento di me.

messo in casa da LaPo | 11:59 | commenti


martedì, 09 novembre 2004
 

ecco, la memoria. beato chi ce l'ha. a me non è toccata. e non ho mai neppure tenuto un diario. mai. solo 'sto blog strampalato e caotico. oggi ho comprato l'agenda duemilacinque. c'era la moleskine, quella che garba alla socia. troppo letteraria, io scrivo poco e male, mi ci vogliono i quadretti belli chiari, uno schema dove scarabocchiare appuntamenti e promemoria. settimanale, che già tendo a campare alla giornata, e aver davanti agli occhi dal lunedì al venerdì mi educa all'organizzazione. dopo tre anni che arrivavo in ritardo senza trovarla (a dicembre inoltrato erano esaurite e mi toccava arrangiarmi con il palm, l'agenda digitale che mi fa incazzare perché non la so mandare) stavolta ho giocato d'anticipo. oggi mi son comprato la quo vadis, un'agenda nera, schematica, banale ma perfetta e completa. con una quo vadis modello trinote e un blog anche uno smemorato come me si sente a posto.

messo in casa da LaPo | 19:00 | commenti


lunedì, 08 novembre 2004
 

ecco a cosa mi serve un blog. a pensare, ricordare e mettere giù, nero su bianco. prima che i ricordi ritornino in quel limbo bianco che mi sta tra le orecchie. il motto di questo blog dovrebbe essere: "chi non ha cervello abbia tastiera".

messo in casa da LaPo | 19:44 | commenti
 

ah, quell'orologio svedese che comprammo nell'ottanta alla mostra dell'artigianato. l'ho ancora. ci ha seguito in cinque case. a marzo vedrà la sesta.

messo in casa da LaPo | 19:42 | commenti
 

la gente lo chiama industrial design. io lo chiamo differente. io lo chiamo "te e le cose che adoperi". mi ricordo che avevo ventun'anni e la mia donna diciotto. si faceva casa. senza soldi, come sempre. una chiesetta dimezzata in mezzo ad un vecchio borgo toscano. poco più di una cappella, ma era casa nostra. si va alla fiera dell'artigianato a firenze. stand della svezia. un orologio da parete, in pino, quadrato, lancette nere. comprato. intorno ci abbiamo fatto la casa. non abbiamo voluto regali. niente soldi. ci siamo comprati tutto, orgogliosi di ciò che avevamo scelto. ricordo un servito col manico di legno chiaro, in piazza duomo davanti al battistero. costato una fortuna. ce l'ho ancora, e mi piace da morire mangiarci. il bello è innamorarsi. anche delle cose. già, le cose le compri perché ti somigliano, oppure ti provocano, e poi succede che le porti a casa e loro diventano importanti. mica che le metti in un tabernacolo. no, loro stanno in un cassetto, o su una mensola. poi ne hai bisogno e le adoperi. ma mentre tu usi loro, loro usano te. ecco, succede davvero, loro modificano la tua percezione dello strumento. non certo dell'uso che ne fai. che un accendigas rimane tale, metti l'acqua sul fuoco per la pasta, lo prendi e ci accendi il gas. ma quella forma, quel colore, quello spazio intorno a te occupato in quella maniera ti fa pensare. ci son cose che rallegrano, come fossero giocattoli per grandi. ci son cose che ti fanno riflettere, con le loro forme pure e austere. ci son cose che ti stimolano, con accostamenti cromatici forti. ma son solo cose. aggeggi per aprire scatole, accendere luci, mangiare, cucinare, lavarsi. ma tu queste cose ogni giorno le adoperi, le guardi, ti stanno davanti, poi le rimetti al posto. tutti i santi giorni. già, oggetti di tutti i giorni. ma i giorni se li guardi tutti insieme li chiami vita.

nella foto sopra: accendigas "firebird" di guido venturini produzione alessi.

messo in casa da LaPo | 12:11 | commenti
 

ancora una lezione sul blog. ho molto da imparare. se tu leggi un blog e lo commenti, il/la bloggher ti verrà a trovare e ti commenterà, ringraziandoti o plaudendo il tuo blog. che so, una netiquette che non conoscevo. io invece no, se mi commentano a volte non ho neppure il tempo di leggere chi sia. e se apro il blog del commentatore ed è di quelli difficili da vedere oppure non scrive come piace a me chiudo e buonanotte. io quando lascio un commento è perché non posso farne a meno. tipo il piacere di una lettura che mi emoziona, oppure un argomento trattato con arguzia. ecco, il commento parte come un missile, e io sto meglio. non funziona così. peccato.

messo in casa da LaPo | 09:27 | commenti


venerdì, 05 novembre 2004
 

serata piacevole ieri. era anche il compleanno del cognato di mio fratello. cinque bambini cinque. sembravamo quasi una famiglia. non lo siamo in realtà, che i maschi parenti non son parenti come le femmine. noi siamo lupi, ci si tiene a distanza, da vicino si ringhia. niente morsi, ma neanche tanti scodinzolii. sempre successo così tra me mio fratello e anche con mio padre era così. mia madre mediava, univa, saldava, copriva tutti 'sti lupi con un velo invisibile di amore infinito. donne. ancora loro.

(ascoltando nightswimming dei rem)

messo in casa da LaPo | 11:26 | commenti


giovedì, 04 novembre 2004
 

vero. la vita è punteggiata dalle assenze, più che dalle presenze.

messo in casa da LaPo | 17:11 | commenti
 

stasera sarò a casa di mio padre. già, la penso ancora sua. non mi immagino che sia mia e di mio fratello. lui ci abita ma io ci entro e ci vedo chiodo. lui sarebbe contento di vederci tutti insieme a mangiare e a parlar della nuova casa, a guardare le planimetrie, a giocare coi bambini. mi mancherà quando ci entrerò in quella casa. mi mancherà il fatto che qui ci devi mettere la scultura di franchi, mentre qui ci starebbe bene lo scatizzi che è intenso come le pietre della parete, dai, vieni a prenderlo, e prendi anche quel gentilini con la cattedrale azzurra, che io non ho posto e nel salone ti ci sta bene. salvo poi non darmi niente perché i suoi quadri e le sue sculture le vuol vedere lui. no, mica il possesso, la contemplazione. il gusto del vedere, il piacere che gli ho visto tante volte in quello sguardo furbesco e vispo. si, mi mancherà, come mia madre. che non si può aver tutto dalla vita. figuriamoci dalla morte.

messo in casa da LaPo | 12:44 | commenti


mercoledì, 03 novembre 2004
 

si. sono orgoglioso. sono orgoglioso di aver trovato un posto. un posto bello. una casa emozionante, intelligente, piena di motivi di pensiero. ecco, si potrebbe pensare che uno si compra una casa bella perché così gli altri dicono oh che casa bella che ha quello. no, ci voglio stare io in quella casa, con la mia donna e gli amici. io penso che un posto bello se ci stai ti da delle robe da pensare. ci diventi intelligente quasi. con gli spazi tu ci interagisci, e se loro fanno bene il loro mestiere ti danno risposte giuste. ecco perché oggi sono orgoglioso. ho ancora margine di miglioramento. almeno spero.

messo in casa da LaPo | 18:03 | commenti
 

quattordicimila visite. tante, ma non mi sento vincente. che dopo un traguardo se ne cerca subito un altro. e dietro rimane solo un nastro rotto. grazie a tutti.

messo in casa da LaPo | 15:40 | commenti


martedì, 02 novembre 2004
 

è fatta. la casa dell'architetto.

messo in casa da LaPo | 10:39 | commenti