LaCaSaDiLaPo
ALT="">

 







un posto come un altro per scrivere, leggere e far di conto. ma il conto non torna mai.


posti belli


A Little Less Conversation
Ap3r3gina
Appunti Di Viaggio
Arthur Cravan
B Side
Bustrofedon
cf05103025
Come Tu Mi Vuoi
Doug
Falupa
Francifra
Holly
Infinitevarietà
La Penna E La Spada
La Terra
Lamoux
Malaparata
Maltese
Marea
Non eri Einstein. Non eri niente.
Pennaspera
Simon Crubellier
Solitaire
Spad
Ulrico
Zonker


roba vecchia

oggi
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004


quanta gente?


siamo stati in casa *loading* volte































venerdì, 30 luglio 2004
 

parto. devo fare le valigie. lunedì parto per cuba, tornerò il sedici. so già che mi mancherà 'sto posto strano. il posto dove mi racconto. ma avrò da vedere un po' di mondo. facce, posti, storie e leggende lontane. e tornerò carico di colori e odori e sapori nuovi e già sentiti. tornerò anche a LaCaSaDiLaPo. spero di trovarci la gente che ci ho lasciato. amici belli e sconosciuti, gente che si racconta in quel modo strano che succede solo qui. come se fossero a casa. tornerò e leggerò. e scriverò, di nuovo. e sarà bello, spero.

LaPo

messo in casa da LaPo | 19:39 | commenti
 

oggi è una buona giornata. mica perché lavoro (non è lavorare questo) oggi e lunedì sarò a cuba, no. lo è per altri bei motivi. si, lo è. tipo è tornato il portatile alla socia, e la suddetta ha fatto un viso come vorrei vederglielo fare più spesso, accidenti a lei. e poi ho sentito una vocina. non la sentivo da tempo, maledizione. mi mancava 'sta vocina, e l'ho sentita, vivace, allegra, intelligente, arguta e soddisfatta. si, l'ho sentita soddisfatta. forse esagero, ma erano anni che non la sentivo così. ho immaginato un sorriso aperto, persistente, tranquillo. un viso largo, pacifico, disteso. due occhi dolci e sicuri. movimenti solidi, pacati e lievi. il tutto sentendo una vocina al telefonino. perché non bastano gli anni e i chilometri e le storie e le nascite e le morti e i fatti e le guerre e le paci e i terremoti e le alluvioni che separano la gente. a volte non bastano. e nonostante gli anni e i chilometri e le storie e le nascite e le morti e i fatti e le guerre e le paci e i terremoti e le alluvioni una mattina senti una vocina e ti dici che niente potrà separarti da certe cose che hai vissuto. che le porti sotto la pelle, nella carne. che certe persone staranno sempre con te. finché vivrai.

LaPo

messo in casa da LaPo | 18:12 | commenti
 

a volte le parole non bastano. questa è una di quelle volte.

LaPo

messo in casa da LaPo | 14:32 | commenti


giovedì, 29 luglio 2004
 

è morto tiziano terzani. e mi dispiace tanto.

LaPo

messo in casa da LaPo | 13:06 | commenti


mercoledì, 28 luglio 2004
 

sto ascoltando jan garbarek. un sassofonista jazz. lui è norvegese, ma non è davvero norvegese. è un musicista che supera i confini. ha suonato con nordici, arabi, africani, americani suona di tutto. dai madrigali alle danze afgane, dal jazz americano alle nenie congolesi. e il suo sax si inserisce, sottolinea, percorre la terra con dolcezza e amore infiniti. e usa l'unica vera lingua universale, quella che si intende tutti, la musica. ha dieci anni più di me, è del quarantasette. ma io uno come lui lo adotterei.

LaPo

messo in casa da LaPo | 18:07 | commenti
 

mi dispiace. stamani ho quasi litigato con la socia. c'è come un muro di incomprensione tra noi. io parlo e lei risponde sempre con voce acuta, sopra le righe, come se fosse attaccata personalmente. lo so, è sicuramente stressata, ma a me a quel punto viene naturale difendermi dai suoi attacchi, e via scintille. ergo deduco: giusti o sbagliati che siano, i simili o si attraggono fatalmente o si respingono in toto. a noi due è andata bene direi.

LaPo

messo in casa da LaPo | 15:46 | commenti


martedì, 27 luglio 2004
 

dicono che si nasce soli e si muore soli. l'unica fregatura sta nel mezzo. è aver bisogno di qualcuno.

LaPo

messo in casa da LaPo | 19:01 | commenti
 

ho deciso. non scriverò più il racconto anomalo. ancora non lo butto. dopo l'estate si vedrà.

LaPo

messo in casa da LaPo | 15:30 | commenti
 

stanotte resa dei conti. dalle dieci alle due a discutere. sulla casa. come dicono a livorno, "bboiaheppardioglioni!"

LaPo

messo in casa da LaPo | 09:04 | commenti


lunedì, 26 luglio 2004
 

mi piace fotografare, e anche far le riprese con la digitale. ieri sera un mio compagno di viaggio mi chiede se porto a cuba macchina fotografica o telecamerina. adesso usa così, si fanno le riprese, e poi si montano e si mettono su un dvd da dare agli amici. prodottini a volte veramente ben fatti, dove spesso la musica aiuta molto ad enfatizzare il senso del luogo. non ho risposto al mio amico. ho molti nastri, mai montati ma rivisti come erano stati girati. montare è manomettere, e togliere, e poi montare è parte del mio lavoro. anche le foto, butto solo le sfocature madornali, i mossi illeggibili, le esposizioni completamente sbagliate. preferisco il sapore integrale del viaggio, sbagli e madonne comprese. faccio foto da trentacinque anni, e riprese da una quindicina. ma forse il bello è vederle dopo dieci anni 'ste cose. o anche di più, se si campa abbastanza. mi sa che porto la nikon con lo zoom, e nient'altro. e farò solo foto in bianco e nero. per portarmi a casa visi e posti da ricordare ma già pronti per una datazione lontana, come quando guardi le foto vecchie. se campi abbastanza.

LaPo

messo in casa da LaPo | 15:19 | commenti
 

ieri sera ho fumato un "puro", un sigaro cubano. buono, ma eterno. e nella seconda metà acquista forza, diventa deciso in bocca. già, bisogna esser cubani per fumare un "puro". aver tempo, forza d'animo e pazienza. ieri sera non lo ero abbastanza.

LaPo

messo in casa da LaPo | 12:48 | commenti
 

oggi ero a cercar case. ho visto una casa bellissima. un fienile in aperta campagna, a duecento metri dall'arno, una ventina di chilometri ad ovest di firenze. in quel punto la valle dell'arno è molto stretta, chiusa tra colline alte, piene di boschi e rocce antichissime. è abbastanza grande, isolato, e poi è molto "mosso", pieno di anfratti, e collegamenti con l'esterno, ed è anche fresco. è chiuso da mesi ma dentro si sta bene. il proprietario è un single, e gira il mondo. è arredato in maniera sublime, molto etnico. si vede che il padrone viaggia molto, africa, estremo oriente sudamerica. a me non piacciono molto i ninnoli indiani cinesi eccetera, ma riconosco che tutti quegli oggettini d'argento, candelieri, incensieri, portanonsochecosa fanno una bella scena. mi son detto che se io fossi una strafica e il padrone un nano, se mi portasse in un posto come quello gliela darei comunque. già, adesso devo decidere se sarà casa mia o no. facile no?

LaPo

messo in casa da LaPo | 12:33 | commenti


domenica, 25 luglio 2004
 

ce ne sono di blog strani. si va dal pazzoide furioso alla quattordicenne tutta risolini e bamboline. e io ogni tanto cerco roba che mi garbi, e a volte trovo, si, ma non come vorrei. magari. ci son comunque posti belli da visitare. che i blog son quasi un'esclusiva femminile, e mi sembra giusto, le donne oggi son più brave degli uomini, perché loro sono giovani allo scrivere, si e no cent'anni di letteratura, dopo un'egemonia maschile di secoli. e ora tocca a loro, e si vede sbocciare roba di una sensibilità e di un'intelligenza lontane dalla nostra. ma io oggi voglio scrivere di uomini. uno è cyrano, uno che scrive davvero bene. e scrive parecchio direi. e ci caschi tranquillo tra quelle righe, mai una caduta, mai una distrazione. una bella penna davvero il cyrano (http://cyrano66.splinder.com). poi c'è giovanni di muoio (http://giadim.blog.supereva.it/) ma lui non vale, è quasi un professionista. ma è sempre uno spettacolo leggerlo, almeno per me. poi c'è un giovane e imberbe scrittore che ogni volta che lo leggo mi meraviglia, mi supisce, mi affascina insomma. è il chinasky (http://chinaski77.splinder.com). ha un blog bellino, semplice, dove scrive spesso. e bene, maledettamente bene. ha disabilitato i commenti, una scelta dura ma sicuramente ragionata. ha un counter che supera i ventidue milioni (?) ma è sicuramente truccato. e scrive. scrive per se, e lo leggi. scrive caustico, sarcastico, umoristico direi. è tagliente, acido, usa lo pseudonimo di charles bukowski, e scrive grosso modo come lui. ma è giovane, giovanissimo, e ha uno sguardo che non è il disincanto di un vecchio, anzi. è la curiosità di un giovane, con inquadrature e visioni particolarissime. e usa tutte le forme giuste. dal dialogo al commento in terza persona. e ti scorre sotto gli occhi, facendoti gustare 'sti piccoli pezzi che pubblica come se fossero quei piccoli pasticcini molto elaborati che ci sono nelle pasticcerie trendy che vanno di moda ora. e mentre leggi senti quel sapore nuovo, piccante, che ti fa dire che si, lo zenzero nel cioccolato fondente ci sta bene, anzi, benissimo. ma come cazzo hanno fatto a dosarlo?

LaPo

messo in casa da LaPo | 10:27 | commenti


venerdì, 23 luglio 2004
 

venerdì sera. solo in ufficio. ascolto trilogy degli elp, di nuovo. e penso, con quel poco che mi è rimasto di solido del cervello. il resto è pappa bollita. già, penso ai suoi commenti. una donna assente e presente. che decide di partecipare al giochino virtuale. che poi virtuale non è. il giochino è che nessuno mi conosce qui, nessuno salvo lei. ma il virtuale finisce qui. perché chi scrive è vero, fatto di carne (tanta) e sangue (guasto) e cervello (leggi sopra). e scrive di se, da solo, mette giù quel che pensa, o sogna, o desidera. quel che gli succede. le paure anche, che non son mica poche. tutta roba che tocco con mano, la sento addosso. niente giochino, niente virtuale. neppure lei lo è, anzi. è solida. ma non voglio scrivere di lei. non so quel che pensa, o me lo immagino. so quel che penso. e non voglio scriverlo. perché anche un blog molto personale come questo ha un limite di discrezione. perché ha ragione lei, è comunque un giochino virtuale, nel quale le persone vere rimangono fuori. ed è giusto così.

LaPo

messo in casa da LaPo | 19:52 | commenti
 

tra otto giorni sarò a cuba. ma non vorrei vederla con gli occhi da italiano. vorrei farlo con gli occhi di un creolo. con la calma, la fatalità, il senso della vita che hanno loro. ma bisogna esser nati lì. al caldo, con la natura che ti scoppia intorno. che non hai niente, niente da fare, e devi inventarti una vita che non esiste. invece no, la vita esiste. che la vita non è mica lavoro e soldi e progetti. la vita è oggi, la musica, il ballo, e la letteratura. e l'arte, e la famiglia, e l'amicizia, e il gioco. e domani si vedrà. che il domani potrebbe non essere vita.

LaPo

messo in casa da LaPo | 12:18 | commenti


giovedì, 22 luglio 2004
 

la vita non finisce mai di sorprenderti. oppure sei tu il cretino, che ti accontenti di così poco. ma forse è meglio così. c'è chi ha molto, molto meno di te.

LaPo

messo in casa da LaPo | 23:10 | commenti
 

novemila visite. grazie a tutti.

LaPo

messo in casa da LaPo | 14:31 | commenti
 

che poi uno ci ripensa. ma a che serve litigare? il più delle volte si litiga per fatti inutili, cazzate che se uno le riconoscesse come tali l'infiammazione passerebbe in un batter d'occhio. invece no. sarà il caldo, sarà lo stress, senti la calma che se ne va e ti ritrovi alterato, odioso, odiato, odiante. la cosa migliore è uscirne. lasciare tutto in sospeso. e aspettare una buona occasione per far pace.

LaPo

messo in casa da LaPo | 12:51 | commenti


mercoledì, 21 luglio 2004
 


da noi i toscana si dice "sta poco bene". è un modo lezioso di dire che una persona sta male. a prescindere da quanto male veramente stia la suddetta persona. noi toscani siamo "bischeri", si prende tutto alla leggera. buffi forse, ma bischeri. anche l'amicizia a volte. non fidarsi mai di un toscano. sto parlando di una persona della quale vorrei essere amico. non lo sono, e forse è meglio per lei, ma questa è un'altra storia. questa persona sta poco bene, come si dice noi, ma non so questo poco quanto poco sia realmente. vorrei che fosse "dimorto bene", che in fiorentino vuol dire parecchio, e ne sarei contento. non per amicizia, come ho detto non la conosco. per stima. si chiama Bianca e ha un bellissimo blog, http://cometumivuoi.blog.tiscali.it/, uno dei primi che ho letto, e uno dei primi che ho linkato. non so molto di lei, ma la leggo. e a volte leggere una persona è il modo più bello di conoscerla. lei scrive come vorrei farlo io. mentre leggi senti che la roba è venuta su da dentro così com'era, e il gioco di specchi e luci non è artificio, è lei davvero che trasforma il pensiero in scrittura. e che scrittura. roba che la bevi e senti il fresco che scende. immagini chiare, luminose, eppure forti, definite, dettagliate. in quel blog c'è la roba che mi piacerebbe che ci fosse ne LaCaSadiLaPo. il dentro di una persona. lo so, non ci tiuscirò mai, son troppo distratto e incasinato, e superficiale e distratto. ecco perchè leggo Bianca. e ogni tanto la commento. ma poco, che il più delle volte mi vergogno. e anche lei a volte mi commenta, con garbo e benevolenza. ora Bianca sta "poco bene". e con questo post voglio farle gli auguri. che le torni la salute, presto, subito. che si rimetta a far le cose che fa, e che non so. e che si rimetta a scrivere nel suo blog, con quel modo suo di raccontarti il dentro che anche se una non la conosci e non ci sei amico è lo stesso. la senti, ti piace e stai bene. auguri Bianca.

LaPo

messo in casa da LaPo | 19:31 | commenti


martedì, 20 luglio 2004
 

ci son mille forme di nostalgia. lo zucchero filato alla fiera, col bastoncino che gira in quella conca e non si sa come mai si forma quella nuvola soffice e appiccicosa. oppure andare a far ranocchi nel fiume di notte con la pila, per poi mangiarseli fritti al barrino che il gestore ti dice che li fa buoni. i natali a casa con i tuoi e i parenti che ti riempiono di regali e fuori c'è la neve. quella volta che l'amico ebreo americano ti regalò un uovo di pasqua gigantesco con dentro una piccola macchina fotografica che tuo fratello ruppe subito. la stessa persona che quando ti sposasti ti spedì un assegno da cento dollari della barclays bank di new york. è strana la nostalgia. come quella notte a milano, che faceva caldo e pioveva. pioveva su quelle spalle di donna che ti sorrideva. fu l'ultima volta che ti sei innamorato. sembrano mille anni, non ne sono passati poi molti. dalla nostalgia non si guarisce mai.

LaPo

messo in casa da LaPo | 18:04 | commenti
 

piccole tegole. a completare un tetto che ti protegga dalla pioggia. illuso, forse è la pioggia che cerchi. roba che lavi via lo sporco che ti senti addosso. ma tu accatasti tegole, in bell'ordine, per un tetto inutile e tardivo. perché il bello della pioggia non è quando sei fuori. il bello è decidere di uscire.

LaPo

messo in casa da LaPo | 15:58 | commenti
 

scrivere è come infilarsi le dita nel naso. lo fai da solo, se ti scoprono ti vergogni, e non sai mai cosa tirerai fuori. di solito schifezze.

LaPo

messo in casa da LaPo | 09:13 | commenti


lunedì, 19 luglio 2004
 

ieri sera a casa di amici, sulle colline intorno a pontedera. una casetta isolata, in mezzo ad un bosco. il panorama bellissimo, un canalone profondo e folto di boschi che va verso il mare, il tramonto. lui architetto, lei rieducatrice terapeutica. una casa piccola, modesta, piena di amici. ma dolce, e rilassante, e accogliente, fatta di gente vera e brava. lui si fa la birra da solo, e il pane, e l'orto. lei è bella, solare, e epidermica. due tipi davvero in gamba. eravamo misti, fiorentini, pisani, pratesi. cittadini e campagnoli. ma c'era un sorriso spalmato sulle facce. non saprei spiegarlo. si mangiava, si rideva, si parlava e quel sorriso non ci abbandonava. eravamo drogati del piacere di stare insieme. gente che si vede una volta l'anno, forse due. ma gente buona, buona dentro. gente di pace. mi è piaciuto ieri sera.

LaPo

messo in casa da LaPo | 18:37 | commenti
 

tra due settimane sarò a cuba. ho conosciuto un tipo che vive là. mi ha dato molte informazioni utili. su come muoversi, come fare, come non fare. lui non sta lì per le donne. solo perché gli piace il posto. questo già depone a suo favore. uno che ci sta sei anni e non si sposa è un tipo tosto. ma forse ha ragione lui. se resisti i primi dieci giorni il resto è facile. è un bravo ragazzo, amico di mia moglie. mi ha dato anche due "puros" da fumare. lo farò in queste sere, pensandoci su. a lui, a cuba, ai caraibi, alle creole e a quelle strane cose che succedono in tutte le parti del mondo tra uomini e donne. lo diceva un mio giovane e vecchio amico messicano. chimica.

LaPo

messo in casa da LaPo | 16:42 | commenti


venerdì, 16 luglio 2004
 

da piccolo ho avuto due tate. una era la lattaia del paese dove abitavo. era una donna piccola e mora, grassottella, ma non la ricordo tanto. un'altra era una lontana parente di mio padre. una contadina, se possibile più piccola dell'altra. e più grassa. ma forte e decisa. di quella decisione che ha la gente semplice, che lavora i campi, prega e va a letto presto. aveva un marito che era la fotocopia ridotta di mao. piccolo, tarchiato, con due gambe torte dal lavoro. le mani di entrambi erano simili, dita massicce, deformi, rugose, piene di tagli neri di terra. spaccature che non pulisci più, procurate dai manici lisci delle zappe, dal togliere i sassi con le mani, dallo sputarsi sulle palme quando bruciano troppo. mi hanno sempre fatto inpressione due cose dei contadini. il collo, rugoso, bruciato, di cuoio, e l'odore della loro pelle. la tata si chiamava Italia, ma essendo parente la chiamavano tutti zia italia. aveva capelli grigi raccolti eternamente a crocchia alta, e fuori portava l'eterno fazzoletto sui capelli annodato al collo. da noi era "la pezzola". già, anche noi quarant'anni fa avevamo un "chador". dicevo dell'odore. l'odore della pelle di un contadino è forte, persistente. quasi buono. è il sudore degli anni, asciugato dal sole, mischiato alla polvere della terra smossa che è penetrato dentro. già, un contadino ha la terra dentro di sé. si porta il suo lavoro impresso nella pelle, e gli altri sentono che lui è la terra. e dovrebbero rispettarlo. almeno io la penso così. io che son cresciuto con zia italia, alla quale chiedevo dieci volte al giorno di ripetermi la fiaba del "liofante", un animale che solo io mio fratello e lei sapevamo esistesse. ci son cresciuto con quell'odore lì, ogni tanto quando incontro un contadino lo sento. ma mi manca tanto. non perché è l'odore della mia infanzia. per me è l'odore di quando gli uomini e la terra andavano daccordo. loro le davano il sudore, lei la polvere. il risultato erano buoni frutti e odori forti. e nessuno ci rimetteva.

LaPo

messo in casa da LaPo | 09:26 | commenti


giovedì, 15 luglio 2004
 

giocato a carte ieri. perso perso perso. giocavo con l'innamorato. era svagato più di me. eravamo altrove. le femmine ci hanno distrutto. tornato a casa alle una. la mia amica felice, raggiante. mi aveva battuto. non avevo sonno. la mia donna dormiva. bella. una schiena nera appena coperta da un lenzuolo bianco. ho spento la luce. ho pensato. non so a cosa. ho viaggiato molto, prima di dormire. posti, donne, situazioni lontane penso. ho dormito. nella notte i corpi si muovono. il letto è un posto strano. non lo controlli il letto. ci sei tu, c'è lei, ma non i soliti del giorno prima. se sei vigile sai, altrimenti no. ci siamo svegliati che facevamo già l'amore. al buio. in silenzio. occhi chiusi nel buio. l'amore istintivo, non controllato, non tuo. o forse il più tuo che c'è, l'amore inconscio. è stato bello. e strano. e giusto. si, è stato giusto.

LaPo

messo in casa da LaPo | 09:42 | commenti


mercoledì, 14 luglio 2004
 

femmine. bellissime. impossibili. parlano tra loro. non le capisco. sono lontano da loro. mille anni. forse il bello è questo. sentire e non capire. come l'arte. chi la spiega la svela, la rivela, la impoverisce in sostanza. che il fascino è quel che sfiori e non lo prendi. che lo senti e non lo intendi. che lo guardi e non lo vedi. tutto lì il segreto. il desiderio di toccare l'intoccabile.

LaPo

messo in casa da LaPo | 18:23 | commenti
 

mi sento ottuso. dal quotidiano. dalla città. dal lavoro. non son capace di trovare roba buona da dare agli altri ora. senso di vuoto. tornare a casa e sentir la gente che prende fresco nella città. la gente mi svuota. da solo mi carico. già, il nulla mi supporta. voglio ritrovarlo, a breve. venerdì il compromesso. vendo il mulino, cercherò casa. isolata, per starci bene. non sentire niente, oltre il nulla. musica, pensare, leggere, scrivere, guardarmi il mondo che mi piace. quello senza gente.

LaPo

messo in casa da LaPo | 17:16 | commenti


martedì, 13 luglio 2004
 

dicono che sono nero. ma non vale, ho già la pelle nera di mio. e poi il sole mi piace. e mi piace sentir la pelle che diventa cuoio. mi piace anche il sale addosso. quel ruvido che ti fa venire i brividi. adesso sto spellando. pelle nuova sotto. niente creme, mai. nessuna protezione, nessun idratante. spellarsi è rinascere per me. già, un rettile simbolista. i rettili non invecchiano mai, crescono finché muoiono. ma gli manca la corteccia celebrale dei mammiferi. quella che gli umani hanno incredibilmente sviluppata. a vedermi direi che dei rettili ho molto. anche nel comportamento. sono un mix del peggio delle due razze.

LaPo

messo in casa da LaPo | 09:34 | commenti


lunedì, 12 luglio 2004
 

disorientato. questo sono ora. l'odore delle auto in città la mattina presto. camminare nella gente, stando attento ad urtarla. persone che escono da scatole di cemento per entrare in scatole di ferro che li porteranno in altre scatole di cemento. dopo una settimana di mare. alzarsi alle sette, col sole alto che ti scalda. la spiaggia deserta, silenziosa, orme di gabbiani. l'acqua ferma, trasparente. muggini che mangiano a riva. orizzonte chiaro, calmo, interrotto solo dall'elba che si sveglia sul mare. il freddo che sale mentre avanzi, entri in quell'orizzonte liquido e nuoti. nuoti. nuoti. finché la spiaggia non è che un filo sottile tra te e la pineta. vedi la gente che arriva dopo. ombrelloni, bambini. ma quel mare lì è stato già tuo. pensieri sciolti in quello smeraldo liquido, la risacca li riporterà a riva, sulla sabbia. la gente ci farà dei castelli.

LaPo

messo in casa da LaPo | 11:06 | commenti
 

a casa.

LaPo

messo in casa da LaPo | 09:12 | commenti


venerdì, 02 luglio 2004
 

mi sto sentendo bach. bwv 913. suonata da glenn gould. solo in ufficio. come tutti i venerdì. il pianoforte è lieve, carezzato, intimo, a volte duro ma mai invadente. nelle sospensioni delle armonie i pensieri ci stanno larghi, scorrono lenti, come acqua che si distende in un piano. sto pensando a quest'esperienza nuova. il blog. dal dieci febbraio. dopo quarantasette anni senza memoria, senza quasi ricordi. anni vissuti per dimenticarli. anni da dimenticare, forse. adesso ho cinque mesi e mezzo di storia messa in un blog. storia, parola grossa. robe che ti vengon fuori così, e prima che evaporino le metti in un barattolo, lo chiudi bene e poi guardi dal vetro. e tutti i giorni a riempire 'sto barattolino strano, senza senso, che ogni tanto lo rileggi, e a volte ci piangi, a volte ti vergogni, a volte non capisci neppure il perché lo fai. una specie di autoanalisi anarchica, che a volte è palesemente benevola, a volte è acida, dura, incrostata di corrosioni antiche. coralli vecchi di una vita, una volta vivi e colorati, oggi fantasmi taglienti di un passato lontano. non son tipo da consuntivi. mi piace il domani che non so, più dell'oggi che non mi soddisfa e dell'ieri che non ricordo. ma dopo cinque mesi mi guardo indietro e lo trovo un viaggio degno d'esser fatto. questo cammino caotico, a volte senza direzione, a volte rapidissimo, altre inutilmente circolare. bene, questo camminare strano oggi lo interrompo. starò una settimana senza scrivere qui, senza leggere, senza commenti, senza LaCaSaDiLaPo, il barattolino che stappo ogni giorno per metterci quel che capita. per una settimana sarò altrove. non l'altrove che cerco. perché altrove non è mai dove sei.

LaPo

messo in casa da LaPo | 20:03 | commenti
 

ieri hai lavorato fino alle una e mezzo per consegnare un lavoro e poterti permettere una settimana di vacanza. devi lavare la macchina e fare il pieno. andare al mulino a prendere della roba. portare lo scooter dal cognato. dovrai anche lavorare, salutare i soci, caricare la macchina, passare dagli amici a prendere altra roba. tutto per una settimana di mare da domani. venerdì di passione? hai avuto di peggio.

LaPo

messo in casa da LaPo | 09:37 | commenti


giovedì, 01 luglio 2004
 

sto ripensando al farsi bastare. che se ci bastasse tutto saremmo qui? non ci basta niente. che senso ha scrivere, se non esplorare l'altrove che è in noi? che senso ha leggere, se ci bastasse la vita che facciamo? e allora scoppia qualcosa che hai e non sai, e fai cose che non vuoi. e ti senti qualcuno che non sei. no, non basta. questa è la verità. non basta un cazzo.

LaPo

sentendo waltzing matilda di tom waits.

messo in casa da LaPo | 18:35 | commenti
 

sto fumando sigarette nuove. troppo leggere. al punto che non so se sono accese. fumare fa male. fumare forte fa morire. preferisco la forza. in tutto. a che serve campare a lungo e non accorgersene?

LaPo

messo in casa da LaPo | 12:46 | commenti