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un posto come un altro per scrivere, leggere e far di conto. ma il conto non torna mai.


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quanta gente?


siamo stati in casa *loading* volte































mercoledì, 30 giugno 2004
 

separazioni. me ne capitano intorno. gente che non va, non va da tempo. roba morta, da anni forse. avrà un funerale indegno, una sepoltura sommaria, affrettata, quasi a vergognarsi di cose così brutte. condoni fittizi, dove la gente pretende di pagar poco tutto quello che non ha pagato per anni. e arrivano arretrati e interessi, uniformemente distribuiti su lui, lei, figli, parenti, amici. sembra più facile distruggere che costruire. io l'ho fatto una volta. mi sono separato. ma era diverso. non l'ho fatto per odio. l'ho fatto per amore, e lei capì perfettamente. un amore sbagliato, ma era tale, quindi degno del massimo rispetto. ora lo so. e forse è sbagliato anche l'amore che ho adesso, ma è quello che ho. e ci butto dentro tutto quel che ho. che è poco, ma me lo faccio bastare. speriamo basti anche a lei.

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messo in casa da LaPo | 18:27 | commenti
 

tornato da firenze. l'aria lì è una lanugine lattiginosa dove muoversi diventa uno slow motion faticoso. la gente ha fretta, corre nonostante la densità del miele che respira. loro lo chiamano vivere in città. io non lo chiamo vivere.

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messo in casa da LaPo | 17:34 | commenti
 

forse il bello dei sogni è non realizzarli. rimangon sogni e non ti deluderanno mai.

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messo in casa da LaPo | 13:01 | commenti
 

ci son cose che fanno pensare. tipo la felicità delle donne. roba difficile da definire, figuriamoci trovarla. a volte mi sembra di averla vista. ho avuto la fortuna di conoscere donne che me l'hanno fatta vedere. la felicità dico. ci sono altre donne che la tengono nascosta, non la trovi. sembrano inattaccabili. forse non sanno neppure loro dove l'hanno messa. o forse son'io che son sordo. o stupido. può essere anche che volutamente me la nascondano. e rimango lì, ebete e curioso. come dicevo, non si può aver tutto.

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messo in casa da LaPo | 12:08 | commenti


martedì, 29 giugno 2004
 

sabato andrai al mare. avrai una settimana di sole, bagni, immersioni, amici, carte, girate in maremma. tu pensi a ciò che lasci invece. preferisci pensare a chi lasci in questa settimana. abituati, non si può aver tutto. non potrai mai averlo.

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messo in casa da LaPo | 09:45 | commenti


lunedì, 28 giugno 2004
 

si può esser tanto stupidi a quarantasette anni? evidentemente si.

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messo in casa da LaPo | 18:33 | commenti


sabato, 26 giugno 2004
 

sto ascoltando trilogy, un disco degli emerson lake & palmer di almeno venticinque anni fa. sonorità rotonde, accurate, facili forse, ma belle. un tastierista, un bassista/chitarrista e un batterista. in tre si completavano. il primo disco che si chiamava come loro, poi tarkus, e trilogy, e brian salad sudgery, fino al fantastico rifacimento di pictures at an exhibition di modest mussorgsky che me li fece amare come coloro che cercavano nell'eternità del classico una strada per riscattare il pop. come jan anderson con beethoven, o brian eno con pachelbel. e forse l'hanno trovata. per me si, saranno sempre benzina a mille ottani per il mio cervello stanco.

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messo in casa da LaPo | 17:57 | commenti
 

solo in ufficio. come quasi tutti i sabati. sto cercando un lavoro vecchio per la socia. l'ho trovato. son contento. stasera a cena da amici, con mia moglie, la mia cognatina preferita e suo marito, il nordiho. il posto dove ceniamo dista un chilometro da casa bensa. potrò vederla, illuminata, da lontano.lo so, è un avvicinamento virtuale. ma chi è più virtuale di me?

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messo in casa da LaPo | 17:36 | commenti
 

forse ha ragione il giadim, il contatore è una paturnia. ma quando lo guardo e leggo ottomila a me fa effetto. ci son blog che dicono dieci, cento volte di più. ma a me mette i brividi leggere quel numerino lì. fanno più effetto i commenti, è vero, anzi, quelli a volte fanno proprio un piacere buono, che lo senti dentro. ma quando vedo ottomila penso che devo ringraziare. è più forte di me. è una questione di educazione. come far passare prima gli altri entrando, o precedere una donna quando si scende le scale, seguirla quando si sale, o aprirle la porta quando monta in macchina. un mio socio dice che sono un vecchio gentiluomo di campagna. lo so, mi prende benevolmente per il culo lui. ma io son fatto così, è la natura. e non posso fare altrimenti. e son qui, a parlarvi direttamente stavolta. non come sempre, che parlo tra me e scrivo di quel che penso. no, stavolta vi guardo in faccia, sorrido impacciato e ringrazio, con un cenno lieve del capo.

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messo in casa da LaPo | 11:16 | commenti


venerdì, 25 giugno 2004
 

ho una moglie, già. è molto tempo che ho una moglie. a fine agosto saranno ventitre anni. stasera è a cena fuori, con l'ex sindaco della sua città e giornalisti e notabili. mangerò da solo e andrò al mio paese, c'è una festa. vedrò un po' di facce vecchie, di quelle che ti sorridono e tu non ricordi. e penserò a lei. e non solo a lei, sennò che uomo sarei? ma penserò a lei con amore. di quello che non sai che c'è finché non ti manca, che ti senti a posto ad averla accanto, che non ci parli ma sai che é lì. è strano l'amore, ha mille forme e una sostanza. è anche una persona che ci fai l'amore come fosse il primo giorno, e niente è scontato, e un gesto fatto ieri oggi non va bene allora si smette, ma lo si fa ridendo e guardandoci negli occhi. e sapendo che domani quel gesto ci farà felici. ecco, amore forse è una cosa che hai oggi. e speri di trovare domani. ma non è detto. devi guadagnartelo.

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messo in casa da LaPo | 19:53 | commenti
 

a volte ci son dei muri. non ti piacciono i muri. ma devi rispettarli. forse li vuole la persona che hai davanti. e ci picchi giù duro. li vorresti buttar giù quei massi di merda che ostacolano la tua curiosità. nella vita non si può aver tutto, accontentati. fermati cazzo, non puoi picchiare sempre. è già tanto se sei arrivato a quel muro lì. ringrazia stronzo.

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messo in casa da LaPo | 13:01 | commenti
 

sto continuando a pensare al concetto di casa, e forse per spiegarmi 'sta fisima che ho dentro al testone bisogna che torni all'infanzia. chissà perché bisogna sempre tornare all'infanzia. come se tutta una vita di decisioni si potesse riassumere in quei primi anni di sensazioni. già, da piccoli non si decide un cazzo, ma quel che succede lì condizionerà tutta una vita di fatti, accadimenti, scelte. strano eh? insomma, la casa. mio padre faceva il ceramista, disegnava ceramiche e era bravo. si, decisamente. le sue ceramiche le vendevano un po' in tutto il mondo. prima che nascessi comprò un pezzo di terra fuori dal paese. era un pezzo di vigna retta da pioppi. si mise a disegnarla una casa come piaceva a lui. a quel tempo collaborava con un architetto milanese, e l'architetto vide lo schizzo della casa, lo fotocopiò e lo portò via. tornò con il disegno della più bella casa che mio padre potesse abitare. grande, luminosissima, spazi aperti, percorribili, vivibili, giocabili. sembrava un museo della luce. la casa la costruì in cinque anni, finendoci i soldi. poi nacqui io, e poi mio fratello. era bello giocarci. un ingresso che a sinistra andava nella zona notte, a destra si allargava in un soggiorno e tinello giganteschi, che davano su una terrazza che sovrastava il garage. il tutto immerso in un giardino fitto, selvaggio, pieno di rose e alberi e ginestre odorose. era bello crescere in un posto dove gli spazi erano aperti, il gioco proseguiva dalla cucina di mia madre in soggiorno e poi in terrazza e in giardino senza soluzione di continuità. e le forme, i colori, i quadri, le sculture, le ceramiche, i mobili, tutto era bello, stimolante, ti mandava segnali buoni, dolci, creativi. mio padre andava all'estero e noi si giocava con giocattoli strani che lui portava dalla finlandia, dal giappone o dall'america. e mia madre era contenta quando noi riempivamo la casa di amici e compagni e si giocava, si studiava, si sentiva la musica. i miei genitori non ci sono più, in quella casa abita mio fratello con la sua famiglia. non voglio abitarla quella casa lì. mi piace pensare che ci stanno crescendo due bambini, i miei nipoti. che da quella casa abbiano tutta la felicità che ho avuto io.

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messo in casa da LaPo | 10:36 | commenti


giovedì, 24 giugno 2004
 

gente che fa casa nuova. le faccio gli auguri. già, una casa non è solo un posto, è dove sta della gente, dove si ama, si cresce, ci si lascia, si sogna. ecco, la casa dovrebbe essere il posto dove tieni i sogni. io forse ne ho troppi, ma sarebbe giusto che stessero tutti lì. o almeno la maggior parte. forse per me casa è una patologia. son contadino, il tetto deve esser mio, devo poter pestare la terra e sentirla, annusarla, goderla. e poi per me casa è libertà di azione e di pensiero. circondarsi di mobili, immagini, cose stimolanti, che ti fanno crescere. un semplice cavatappi lo devi toccare, sentirlo tuo, sapere che l'hai scelto, emozionarti alla forma, al tatto. che forse son seghe, ma io ho scelto anche il cavatappi. e arredare non è un esercizio estetico, ma una forma di ricerca tua, che non è stimolante quando compri, ma quando le cose poi le vivi, ci interagisci. già, una casa ti insegna a vivere, a stare con te stesso, ti fa pensare. pensar bene se è bella e ti somiglia. male se è diversa da te. ma forse son davvero seghe.

LaPo

messo in casa da LaPo | 13:13 | commenti
 

avrei voluto baciare di più mia madre. avrei voluto stare di più con mio padre. avrei voluto dire di più ti amo. avrei voluto saper ballare il tango. avrei voluto avere il coraggio di crescere un figlio. avrei voluto tirar fuori un sogno e viverlo. avrei voluto amare meno ma meglio. avrei voluto avere meno voglie. così non scrivevo 'ste cazzate.

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messo in casa da LaPo | 09:11 | commenti


mercoledì, 23 giugno 2004
 

il tempo passa e non te ne accorgi. verrà qualcuno a regalarti un orologio nuovo, o un ictus, e saranno cazzi.

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messo in casa da LaPo | 20:24 | commenti
 

ieri carte, perso vinto perso. giocavo con la professionista. mentre aspettavamo gli altri due preparavamo cena insieme, eravamo soli. di solito è gioviale ma molto abbottonata, sempre presente a se stessa, mai un tentennamento, sicurezza e cervello allo stato puro. le ho parlato della possibilità di riacquistare la vecchia casa. mi ha guardato con due occhi felici come non glieli avevo mai visti. è una donna intelligentissima lei, davvero in gamba, ma ieri mi ha lanciato dei segnali che fanno davvero bene. era felice per me. ed io con lei.

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messo in casa da LaPo | 12:33 | commenti


martedì, 22 giugno 2004
 

ho visto una ragazza per strada oggi. aveva la cosa che mi fa più impazzire. già, le donne son belle, ma in certi punti ci son piccoli segnali che fanno impazzire. le fossette sulle guance, ad esempio. una donna che sorride e gli si formano le fossette scioglie il cuore. e tu te la godi 'sta roba che hai davanti, come un riflesso di sole su una collina di grano. ci sono altre fossette che adoro. alcune donne le hanno nella parte bassa della schiena. non sto parlando del sedere, sopra, sui reni direi. d'estate con questi pantaloni bassi sono visibilissime queste piccolissime fossette che ti guardano da sopra le cinture. e io le apprezzo. tanto. tanto che a volte quasi picchio se sono in macchina o in moto. oppure inciampo a piedi. già, due fossette ben piazzate e vado in brodo di giuggiole. con gli occhi e basta però. posso vero?

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messo in casa da LaPo | 16:52 | commenti
 

estate, tempo di allergie. tutti col fazzoletto al naso. a me fa un altro effetto. vergognosamente indicibile. passerà l'estate, spero che duri l'effetto.

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messo in casa da LaPo | 10:51 | commenti
 

sto vedendo case in campagna. o troppo piccole, o troppo grandi. quasi sempre troppo costose e poco isolate. niente a che vedere con casa bensa. vero, per taluni c'è un posto solo dove è casa. per altri casa è ovunque. io sono il primo dei primi, e invidio i secondi.

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messo in casa da LaPo | 09:25 | commenti


lunedì, 21 giugno 2004
 

niente milano. peccato.

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messo in casa da LaPo | 16:19 | commenti
 

voler bene a volte è una bella fregatura. per affetto sopporti difetti, infantilismi, reazioni illogiche. cose che altrimenti schiacceresti come cimici sul percorso da fare. già, il sentimento è spesso fonte di fregature. e non puoi neppure lamentarti tanto. che di questa legge ne stai beneficiando con abbondanza.

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messo in casa da LaPo | 15:30 | commenti
 

una donna allegra rasserena la vita. una donna triste la ottunde.

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messo in casa da LaPo | 12:01 | commenti
 

è iniziata l'estate. le giornate d'ora in poi si accorceranno. meglio, più tempo di notte per pensare alle cazzate che fai il giorno.

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messo in casa da LaPo | 09:05 | commenti


venerdì, 18 giugno 2004
 

sull'eccitazione animale. ogni tanto la senti. niente di sessuale, o almeno non solo quello. la prima percezione che ricordo è stata da bambino. la notte d'estate. correre nel grano. con le lucciole che ti disorientano. l'odore del grano maturo con la rugiada della notte è particolare. pervade. sentivi che dovevi respirar forte, più che potevi. e i brividi scorrevano sotto la maglietta. occhi dilatati, capezzoli dritti, la peluria delle braccia si sollevava. robe strane, quasi troppo forti per un bambino. poi ricordo quando tornavo a casa bensa. attraversavo un punto boschivo, pianeggiante, pieno di ginestre. quando fiorivano era uno scatenarsi di intensità fortissime, che stordiscono, inebriano. l'altra notte tornando dalle carte ho sentito i tigli. è come se dal naso ai polmoni ti entrasse dentro una scarica di energia. roba che non la sai, ma è tua, e ti prende dentro, uscendo sulla pelle come brividi, peli che si drizzano, respiro forte, animale. già, a parte il fatto che parlo, il mio aspetto non è molto umano. più che l'anello mancante tra la scimmia e l'uomo, potrei essere quello tra la l'ornitorinco e il bradipo.

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messo in casa da LaPo | 12:43 | commenti
 

martedì forse sarò a milano per lavoro. se andrò sarà volentieri stavolta. per la compagnia. un socio intelligente, razionale, lucido, simpatico. una socia arguta, epidermica, sensibile, allegra. due amici. e poi incontrerò bella gente. altri amici spero.

LaPo

messo in casa da LaPo | 11:24 | commenti
 

già. sei uno stronzo. ma c'è chi è peggio di te. non che la cosa ti conforti. non perdoni te stesso, come speri di esser clemente con altri?

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messo in casa da LaPo | 09:29 | commenti
 


strano. ti senti arretrare di posizioni. percezione lieve ma netta. visioni distaccate di te e degli altri. come se ti accorgessi ogni mattina che ci vedi un po' meno, e i rumori li senti più cupi. un isolamento naturale nuovo. forse deve succedere. nella seconda metà della vita ci si abitua alla solitudine della morte. o alla sua compagnia? eppure non sei mai stato tanto "vivo".

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messo in casa da LaPo | 09:13 | commenti


giovedì, 17 giugno 2004
 

chi non ha attraversato un viale di tigli una notte di giugno non sa cosa si è perso. è eccitazione animale allo stato puro.

LaPo

messo in casa da LaPo | 15:01 | commenti
 

Bienvenida Luz De Mi Vida.

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messo in casa da LaPo | 09:20 | commenti


mercoledì, 16 giugno 2004
 

fare le cose. o non farle. è questione di educazione. il dovere, ecco, tutto lì. tu sei lontano dal concetto. prendi stamani. hai fatto, ma distratto. pensi ad altro. ai racconti, alle storie che ti frullano. e fai, controvoglia. come due vite. una fuori, normale, di lavoro, impegni, famiglia. l'altra dentro, di pensieri, di scritti. di giochi solitari e fantastici. una dicotomia comune a molti. tutto a posto, ma non ti basta. sei estremista tu. vuoi mettere insieme i due pezzi di te. li romperai entrambi. per quel che valgono.

LaPo

messo in casa da LaPo | 12:11 | commenti
 

domani torna la socia. spero stia bene. che si sia divertita in sardegna. mi è mancata quella tipa lì. non tanto per il lavoro. anche per quello, ma il fatto di averla davanti per un anno e ora non c'è non mi piace. mi manca di litigarci. di scontrarmi con lei, su tutto. è diversa da me, roba da dire due specie diverse. ma ci si vuole bene davvero noi. anche se siamo due rustici incapaci di dimostrarcelo. che alla fine è forse meglio. in una settimana una telefonata e una smessaggiata in tutto. mi è costata molta fatica non sentirla, ma volevo lasciarla in pace, dopo un anno di convivenza forzata e intensa. a volte l'ho messa a dura prova. l'ho punzecchiata, provocata, portata al limite della sopportazione. non è stato un anno facile per lei. e neppure per me. spero sia stato bello. per lei come per me. domani torna. finalmente potrò rivederla, e litigarci di santa ragione.

LaPo

messo in casa da LaPo | 09:03 | commenti
 

vero. noi uomini abbiamo solo due classificatori. "scopabile" e "non scopabile". di solito il primo è molto grosso. a volte il secondo è assente.

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messo in casa da LaPo | 08:49 | commenti


martedì, 15 giugno 2004
 

già, parliamo di donne tanto per cambiare. del fatto delle aspettative. questa roba delle aspettative io non la capisco gran che, ma ci provo lo stesso a spiegarmela. quando una donna incontra un uomo lo misura. subito. lo cataloga. lo pesa. lo marchia. ci appiccica un bollino. scemo. papabile. non classificato. ma tu non aspettarti una pagella. se non sei respinto avrai molti esami da passare. il primo esame è inconscio, la donna non se ne accorge neppure. ha un titolo ben preciso: "può essere un buon padre per i miei figli?". di solito lì si boccia quasi tutti. i promossi conoscono già l'iter. avranno altri esami da superare, fino al giorno della laurea, la famiglia. entreranno nel classificatore monoposto che si chiama "lui sarà il padre dei miei figli". e poi ancora esami (che non finiscono mai). gli altri vengono messi tra i "cosa posso farmene di lui lì", una categoria a parte. adesso lavoro un po', ci penso su e vedo di sviluppare meglio il concetto.

LaPo

messo in casa da LaPo | 19:38 | commenti
 

se l'interesse è proporzionale alla quantità di pensieri, siamo a buon punto.

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messo in casa da LaPo | 14:38 | commenti
 

sulla mancanza. si, bello pensarci alla mancanza, la lontananza, l'assenza di qualcuno. è un sentimento strano. non è un senso di vuoto come sarebbe facile pensare. no, anzi, è la pienezza del ricordo, il pensare a quella persona ti riempie la testa più della sua presenza. quante volte avendo accanto qualcuno lo trattiamo con nonchalance, distrazione, sufficienza anche. poi quando si allontana, non c'è, allora ci manca, e gli dedichiamo un sacco di tempo, di pensieri. già, gli si parla telepaticamente, ci facciamo delle gran chiaccherate amichevoli, di quelle buone, piene di sentimento, e gli diciamo le cosine più dolci e tenere che ci passano per la testa. salvo fargli un cazziatone quando torna.

LaPo

messo in casa da LaPo | 10:22 | commenti
 

settemila visite in poco più di quattro mesi. cazzo, vorrei vedervi in faccia. davvero, guardarvi bene, con quel sorriso ebete e imbarazzato che ho. mica per farci amicizia con voi, che l'amicizia è una roba più complicata. per sapere come siete fatti tutti voi, uomini e donne, giovani e vecchi. già, quanti di voi hanno i capelli grigi, quanti gli occhi neri, i bassi, i magri eccetera. perché in questa casa virtuale l'unica mancanza vera è questa. vedersi. che il conoscersi è già fatto in fondo. ci si legge. grazie.

LaPo

messo in casa da LaPo | 09:33 | commenti


lunedì, 14 giugno 2004
 

in ufficio, sento william ackermann. bello, da morire. e lavoro. male, ma lo faccio. è che con la musica lo faccio meglio, ma più lentamente. ma a cosa serve una cosa fatta in fretta? a niente. la fretta non serve. serve il tempo. per te, le cose che fai, quelle che sei. take your time dicono gli inglesi. prenditi il tuo tempo. tutto quello che vuoi. quando sarà finito, a nessuno gliene fregherà niente.

LaPo

messo in casa da LaPo | 17:42 | commenti
 

solo in ufficio. oggi non voglio tornare a casa. mangerò dei biscotti rancidi. scatola rossa. sanno vagamente di ginger. sto pensando a cercar casa. di nuovo. ma stavolta so cosa voglio. o almeno cosa non voglio. per uno come me, è già tanto.

LaPo

messo in casa da LaPo | 13:33 | commenti
 

troppi se, le vite non si rifanno.

Antonio Tabucchi, Tristano muore, pagina settanta.

LaPo

messo in casa da LaPo | 13:26 | commenti
 

come sempre, le cose mi succedono e non le capisco. non so cosa voglio, e quel poco che voglio non lo so spiegare. non ho più l'età per vivere di sensazioni, eppure non so fare altro.

LaPo

messo in casa da LaPo | 09:21 | commenti
 

nella vita ci sono momenti che te li ricordi campassi mill'anni. ieri ne ho vissuto almeno uno. forse due. è sabato mattina. sono al mulino, col druido che taglia l'erba. non ho dormito un cazzo stanotte. ho il portatile, sto aspettando una persona. quella che ieri sera mi ha chiamato, e che ha firmato il contratto per comprarmi questa casa. già, l'ho venduto. caro, come caro l'avevo comprato, neanche un anno fa. ieri, dopo aver ricevuto la telefonata son partito dall'ufficio per andare al mio paese, all'agenzia per le ultime definizioni. sentivo una musica bella, l'ultima traccia del cd che mi ha fatto la socia. chitarra, dolce e intensa, e sulla strada che dalla città porta al paese ho visto casa bensa, una macchia alta, chiara nel verde delle grandi colline che separano firenze dalla pianura che porta al mare. ho pensato che forse stavo facendo un passo per riavvicinarmi lì, in quel posto dove mio padre piantò i gigli, mia moglie le agavi di sua madre, io il bambuseto e mille altre cose. o forse quel passo lo stavo facendo per finire di perdermi, per togliere tracce ulteriori di me. ho pianto, forte, tanto, per chilometri e chilometri. ma non un pianto dolce, come si potrebbe immaginare. singhiozzavo, urlavo quasi. dagli occhi usciva un pianto duro, acido, come a spurgare veleni accumulati, sbagli, sensi di colpa, dolori provati e causati. nella vita ci sono momenti così. roba che te la ricordi, campassi mill'anni.

LaPo

messo in casa da LaPo | 09:12 | commenti


venerdì, 11 giugno 2004
 

se l'imbarazzo si potesse vendere, sarei milionario. se si potesse vendere il piacere della sorpresa, sarei miliardario. ma preferisco restar povero, e tenermi tutto.

LaPo

messo in casa da LaPo | 19:32 | commenti
 

venerdì denso di avvenimenti. sto aspettando. farò una telefonata, e sarò imbarazzato. spero di riceverne un'altra, e sarò contento. vorrei essere già a lunedì. domattina al mulino, a tagliar l'erba. il piccolo macintosh è partito, fa solo le righe. tanto il racconto l'ho già portato su questo. sabato pomeriggio senza programmi, spero solo lontano da casa, dal centro affollato. domenica a casa di amici, lontano dalla città spero. voglio star solo, farmi i cazzi miei, sentir la mia musica. non veder gente, salvo la mia donna e qualche amico. in seconda istanza, sarebbe sufficiente addormentarsi stasera e svegliarsi lunedì. visto che siamo a chiedere, si potrebbe dormire fino a giovedì mattina?

LaPo

messo in casa da LaPo | 18:06 | commenti
 

ho sentito la socia poco fa. telefonava da una spiaggia sarda. era tranquilla. no, forse non lo era, ma così mi è sembrata. è una sfinge quella lì. ti manda dei microsegnali che a volte per me sono impercettibili dal vivo, figuriamoci al telefono. ho sentito le figlie che urlavano, forse erano nell'acqua. son due meraviglie quelle lì. la piccola poi, è un aggeggino microscopico che racchiude tutti i pregi e i difetti di sua madre. che sono molti, direi.

LaPo

messo in casa da LaPo | 12:26 | commenti
 

stanotte faceva caldo. non riuscivo a dormire. e se non si dorme, non si legge, non si fa l'amore, di notte si pensa veloce. pensavo ai sogni, i desideri, le voglie. quella roba lì insomma. molte cose sono innocenti, innocue, che non fanno male quando le hai, ne a te ne agli altri. un sacco di altra roba è quella che consideriamo il peccato. e non credo che nessuno, pur sapendo che è peccato, sia riuscito ad impedirsi di averli questi desideri, queste voglie. i sogni poi, come puoi controllare un sogno? ergo, il peccato, il male, il diavolo pervade noi tutti sia consciamente che inconsciamente. stavo pensando che la parte infantile dei nostri desideri non è quella casta, pulita, innocente. no, il bambino che è in noi produce sogni erotici, desideri insani, voglie inpronunciabili. i famosi giochi proibiti. ma sempre giochi sono no? arrivati a questo punto, ce la sentiamo di condannare quel bambino lì che abbiamo dentro? no, non credo. il problema è che alle volte il bambino viene fuori, allora son cazzi.

LaPo

messo in casa da LaPo | 09:20 | commenti


giovedì, 10 giugno 2004
 

stamani commissioni, appuntamenti, in città e fuori. la gente è matta. tutti in fila, a cercar di guadagnare un metro. un rosario dei classici cantieri elettorali estivi che fermava tutto. io impazzivo, non volevo esserci. il caldo, i clacson, la fila. voglia di piangere, davvero. ho chiuso i finestrini, acceso l'aria condizionata, messo su "here comes the flood" di peter gabriel, alzato il volume. mi sono trovato altrove. ero sull'isola della maddalena, in sardegna. c'è un gruppo di scogli, tra monte d'arena e punta cannone. sono a ponente, e quando tira vento dentro lo stretto di bonifacio si deve scappare, si deve andare a spalmatore, una spiaggia riparata ma sempre piena di gente. ma quando le giornate sono di calma piatta come oggi quel posto lì diventa un piccolo paradiso in terra. gli scogli formano una piccola laguna sabbiosa, profonda al massimo un metro. sembra che l'acqua non ci sia, se non fosse per una leggera colorazione azzurra. era bello passarci le ore, con i miei amici maddalenini a parlar di mare e di donne, mentre al largo passavano le barche della scuola velica di caprera e avevi tra i piedi le bavose che venivano a mangiare nella sabbia smossa. accanto c'era uno scoglio alto, faceva un'ombra grande, su un fondale di tre metri. si facevano i tuffi da lì. sotto, negli anfratti dello scoglio, c'erano i figli dei carabinieri, dei pesciolini neri che chiamavano così, ma credo si chiamino castagnole o qualcosa di simile. da piccoli stanno in branco, nascosti, e hanno una colorazione azzurra, fosforescente, che nel buio delle buche ti metteva una felicità che ancora oggi non so spiegarmi. la voglia di non tornare più. son passati trent'anni. io quel posto lì l'ho ancora dentro. e quando è il momento tiro fuori un po' d'acqua di quell'azzurro che non esiste, mi guardo due piccoli carabinieri blu elettrico che nuotano nell'ombra e sto meglio. davvero.

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messo in casa da LaPo | 12:38 | commenti


mercoledì, 09 giugno 2004
 

ieri sera a carte. vinto vinto vinto. giocavo con la mia amica single, dilettanti contro professionisti. terzo mondo contro grandi potenze. ma il professionista era distratto. è innamorato. a prima vista. il vero coup de foudre. era steso, secco, e noi tre meravigliati, lì, a guardare questo quarantaquattrenne col sorriso ebete, che farfugliava frasi sconnesse. lo conoscevamo per quel solitario incallito che era fino alla scorsa settimana, e ieri sembrava uscito da sotto un treno. abbiamo deciso che ieri non contava. la mia amica single era contenta che avevamo vinto, e dalla sua faccia graziosa ma impenetrabile non è trapelato alcun sentimento. non che le piacesse. entrambi se volevano si sarebbero mischiati mille volte, ma non l'hanno mai fatto, secondo me giustamente, anche. ma dal sorriso benevolo col quale lo guardavamo tutti noi tre, ognuno da posizione diversa, trapelava una punta di amichevole invidia per quell'uomo che stava affogando dentro due occhi lontani. si, gli vogliamo bene a quel matto, e lo abbiamo invidiato, davvero.

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messo in casa da LaPo | 20:08 | commenti
 

l'altro giorno alla coop. pane, latte, biscotti eccetera. scaffale dei libri. di solito mi tengo lontano. ci trovi solo i best sellers di stagione, e d'estate quei libroni cromati dorati con le scritte multicolori che vedi sulle spiagge. poi leggo. tabucchi. tristano muore. lo prendo. mi piace come scrive. sostiene pereira mi ha fatto impazzire, e l'altro, della testa del damasciano morto, ma non ricordo bene il titolo. avevo bisogno di calore, dopo due di due di de carlo. storia bella, ma scrittura fredda, con poche concessioni all'anima. già, avevo bisogno di anima. l'ho trovata. stavolta tabucchi (del quale avevo sentito parlar bene dal buon vecchio giadim nel suo blog) ha davvero superato se stesso. niente più portogallo. niente più atmosfere, ambienti, sapori. solo un uomo. che racconta. prima di morire. e la morfina, il dolore, forse la vicinanza della morte lo spogliano. lo spogliano di tutto, della razionalità, a volte dell'intelligenza, dell'appartenenza quasi. ma non della voglia di vivere, e di raccontare la vita. che è come riviverla tutta, prima di morire. tristano a volte è caotico, furioso, a volte leggero, dolce, ma sempre rapido, come chi pensa ad alta voce, che non ha tempo di ponderare, di filtrare. il tempo sfugge implacabile, e le cose devono uscire sulla bocca, appena le trovi. ecco, tabucchi stavolta non scriveva con le dita. ha scritto con la bocca. c'è un modo più bello di raccontare?

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messo in casa da LaPo | 09:33 | commenti
 

la socia è in ferie. lavorerò praticamente da solo. per una settimana. non mi sembra poi così male. l'ho fatto per anni. e poi avrò gli altri d'intorno. cercherò di rendere utili questi giorni. proficui. fattivi. a luglio tocca a me. sole, mare, gran nuotate e libri. ci portiamo anche un nipote. avrò un figlio di undici anni per sette giorni. si va in vacanza apposta, per fare cose diverse.

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messo in casa da LaPo | 09:17 | commenti


martedì, 08 giugno 2004
 

il vuoto è bello. tasche vuote, testa vuota, vita vuota. non serve riempirsi di roba. esser ricchi, attivissimi, superimpegnati. come a volersi distrarre dal vuoto che siamo. già, non sanno cosa si perdono, il sentirsi leggeri, inutili, fatui e vacui come cerini usati. potresti morire ora, non lascerai niente a metà. di te rimarrà in terra l'ombra di un sogno strano che si schiarirà presto, calpestata dalla fretta della gente.

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messo in casa da LaPo | 12:24 | commenti
 

che strani momenti questi. tutti in tv che ti dicono che devi votarli. sui muri altra gente che ti guarda fissa, ti prende per la giacca. vogliono il tuo voto. mai come in questo momento senti l'imbarazzo di un'attenzione forzata, di una cura falsa, di un amore inesistente. mettici anche il caldo, la gente che parte, quel senso di allentamento che gira nell'aria. in sintesi, il senso dell'altrove ci pervade. detto per come la vedo io, c'è un gran giramento di coglioni in giro.

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messo in casa da LaPo | 10:31 | commenti


lunedì, 07 giugno 2004
 

ogni tanto una buona notizia fa bene. anche se non ti coinvolge direttamente, sapere che una cosa sta andando come volevi, ti fa piacere. a volte basta davvero poco a farti contento. già, non esiste il tifoso intelligente. o è interessato, o è stupido.

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messo in casa da LaPo | 16:49 | commenti


sabato, 05 giugno 2004
 

inizia il tempo delle vacanze. tempo buono per i legami lenti, di quelli che puoi farne a meno, e se parti non cambia niente. tempo cattivo per chi vedi e senti vicino. che se non torna presto stai male, e ti manca il giorno che parte. tempo di saluti brevi e impacciati, di sentirsi a volte ma troppo di rado, troppo. è il tempo che parti con gente bella, ma molti rimangono, non son tutti con te. e allora il tempo è lungo, e il viaggio anche, e allora capisci che partire è bello per tornare. che il senso di una feria è la mancanza di un viso. buone vacanze gente, buone vacanze.

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messo in casa da LaPo | 18:59 | commenti
 

sono arrivato a definire l'assunto che per me la coscienza non esiste. riesco a giustificarmi le azioni più abiette, i pensieri più bassi, i calcoli più meschini. salvo l'omicidio, mi sento capace di qualsiasi bassezza. non che ne vada orgoglioso. non me ne frega niente. so anche che non farò mai tutte le cose di cui sono capace. non per bontà. per pigrizia. la natura trova sempre il modo di equilibrare le cose.

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messo in casa da LaPo | 18:08 | commenti
 

stamane al mulino col druido a tagliare l'erba. lui va spesso a cuba, ha la fidanzata lì, ci va coi soldi che gli do per tener pulito il terreno. sto finanziando il turismo sessuale o sponsorizzando un amore improbabile? boh, non saprei. mi ha dato un sacco di biglietti da visita cubani. nessuno col telefono. che cazzo ci faccio? boh, scriverò. ho acceso il vecchio mac, ho letto il racconto anomalo, una volta (comincia ad esser lungo) e son rimasto lì, ottuso davanti a quel francobollo luminoso. niente, non ci ho capito niente. ho messo il raccontino in un dischetto e me lo son portato in ufficio. questo computer non lo legge bene, devo correggere le lettere accentate, togliere tutti quei segnetti strani e renderlo leggibile. per la prima volta in vita mia sto scrivendo qualcosa che mi impaurisce. e mi affascina. niente esercizio linguistico, niente ricerca formale. la storia, la gente, il tutto è racchiuso lì. e io sudo, mi accanisco, vado avanti e loro invece non mi si rivelano, rimangono asserragliati, mi sfuggono all'interno della trama. sarà il primo ammutinamento della letteratura mondiale. no, se mi rompono i coglioni quegli stronzi li faccio morire in un incidente aereo.

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messo in casa da LaPo | 16:47 | commenti


venerdì, 04 giugno 2004
 

caro giorgio,
ti ringrazio che sei venuto a trovarci, è gentile da parte tua, ma vorrei puntualizzare un paio di cose. non siamo tutti amici tuoi, anzi. credo che ci sia un gran numero di italiani a cui stai antipatico, me compreso. a dirtela tutta, io a volte non mi sento neppure italiano, figurati tu. ecco, mi sento fratello. già, mi sembra che fratello renda bene. fratello a te, mio malgrado. pensa tu, mi sei fratello, anche se non ti apprezzo gran che. ne ho molti di fratelli, in estremo oriente, in asia minore, nella penisola araba, insomma, in diversi posti. non so, saranno sui sette miliardi, quasi. ma mi dispiace che ultimamente me ne son morti parecchi. vabbe', molti di fame, e già questo mi indispone un po' nei tuoi confronti. ultimamente me ne son mancati parecchi, di quelli bombardati. e mi hanno riferito che lo hai deciso tu, insieme a tre o quattro altri fratellini che ho. e a dirti la verità, questa storia che bombardi la gente non mi piace gran che. lo so, tu sei convinto che si debba far così, che ci siano da difendere tutte le robe che abbiamo noi e che gli altri non hanno. ma se mi permetti, mi piacerebbe che tu non lo facessi. lo so, non conto gran che, ma dammi retta giorgio, abbozziamola 'sta storia del nemico. non ci guadagna nessuno. neanche tu, che passi per quello che ammazza migliaia di innocenti per beccare cento colpevoli. promettimi che ci pensi quando torni alla casa bianca. senza offesa, ma visto che mi sento parente, non potevo tacertela 'sta storia che ho sullo stomaco. che i parenti non sono come gli amici che te li scegli. i parenti li hai e basta.
tuo fratello

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messo in casa da LaPo | 18:12 | commenti
 

il gioco più stupido che si può fare è mettere il culo degli altri sulla roulette e puntare tutto sulla sincerità. pensando poi che se perdi basterà chiedere scusa.

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messo in casa da LaPo | 08:40 | commenti


giovedì, 03 giugno 2004
 

sei stronzo. si, stronzo senza appello. non c'era nessuna ragione al mondo per fare quello che hai fatto. se decidi di esserci per qualcuno fallo, senza chiedere niente in cambio. e certe tue paturnie tienile per te, che gli altri hanno già le loro. già, ma tu giochi, gioca il cretino, e mette carichi da undici su quel tavolino fragile che è la vita. e il tavolino poi barcolla, traballa, fa star male tutti. volevi questo? spero di no. di cosa cazzo sa coinvolgere quel qualcuno in un gioco che alla fine è tutto tuo e di nessun'altro? già, meglio non dar niente, se poi si deve chiedere in cambio qualcosa. ricordatelo. il bello del dare è scordarsi di averlo fatto. idiota.

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messo in casa da LaPo | 18:45 | commenti
 

forse vado a cuba ad agosto. intanto prima settimana di luglio al mare in toscana. non saranno i tropici, ma su quella spiaggetta grossetana alle otto di mattina ci sono solo impronte di gabbiani, il mare è smeraldo liquido, i muggini mangiano a riva e l'orizzonte ti mette pensieri buoni addosso. poi arriveranno gli ombrelloni, i bambini col pallone e tutti i cazzi del classico litorale toscano. ma quell'oretta davanti al mio mare mi servirà. spero di trovare altrettanto a cuba. l'eterno dilemma. il nuovo da scoprire curioso o il vecchio da goderti in pace? ambedue, of course.

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messo in casa da LaPo | 13:05 | commenti
 

ieri sera festa per una casa nuova. pieno di donne. come sempre, son stato in disparte, sceglievo la musica e fumavo, in silenzio. non le capisco io le donne quando sono insieme tra loro. son differenti. parlano di cose inutili, si autocelebrano in un rito sterile. anche il semplice farsi una canna diventa una cosa importante, una liturgia della libertà che fa perdere al gesto quel valore che si vorrebbe celebrare. si sente nell'aria un desiderio di rivincita che a volte è grottesco, innaturale, forzato. mi affiorava alla mente un pensiero fisso: "il fatto che 'ste donne qui si trucchino per sembrar belle la dice lunga sulla loro capacità di essere oneste con se stesse. figuriamoci poi con gli altri". poi son tornato a casa con la mia donna, che un po' si trucca anche lei, e mi son dovuto ricredere. ma continuo ad esser convinto che il branco accentua il peggio di ognuno di noi. uomini compresi.

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messo in casa da LaPo | 11:09 | commenti
 

il bello del confessarsi per me è la tranquillità del dopo. non mi aspetto né assoluzione né punizione. come se il rito fosse già chiuso. non arriverà né l'una né l'altra. se conosco bene i miei polli, forse non arriverà niente, o al massimo una confessione di ritorno, generata dalla mia, ma la vedo difficile. perché il confessarsi è un gioco, ma un gioco atroce a volte. bisogna essere all'altezza.

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messo in casa da LaPo | 10:36 | commenti


mercoledì, 02 giugno 2004
 

giocato a carte ieri. giocavo con la professionista. era distratta anche lei, abbiamo perso perso perso. io sicuramente avevo la testa altrove. ma è stato bellino lo stesso. tornato a casa alle una abbondanti. era sveglia. ho provato cose che non provavo da quattro anni, penso. e non mi son più addormentato, fino alle quattro. cazzo, il cervello di notte prende velocità, pensi forte, duro, lo spazio è dilatato dal buio. ho letto anche. due di due, di andrea de carlo. storia interessante, ma scrive male. non scorre. vuol esser caldo, ma ha una forma fredda. sveglia alle nove e quaranta. ho sognato una donna (tanto per cambiare). fortunatamente i sogni mi svaniscono nel cesso, trenta secondi dopo il risveglio. questo no. non l'avevo mai sognata lei, o almeno non la ricordo. è stato bello e eccitantissimo. meno male che sogno e basta. mi sa che i sogni ce li siamo inventati per evitarci dei casini immani nella vita. come se bastasse sognare per evitarli.

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messo in casa da LaPo | 10:24 | commenti


martedì, 01 giugno 2004
 

seimila visite, non mi meraviglio più. come se ormai fossi abituato ad un diario che è quasi un tatze-bao, quei manifesti che gli studenti cinesi appiccicavano sui muri durante la rivoluzione culturale per farli leggere agli altri. commenti, consigli, frasi brevi, a volte rivelazioni. scambi taglienti, altre volte. ma ci siete. che un blog è meglio di un diario. un diario lo chiudi e lo riponi, non lo legge nessuno. un blog è lì, aperto a tutti. roba da leggere, pensarci su, dirgli la tua. ringraziarvi non serve forse, ma lo faccio. e volentieri.

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messo in casa da LaPo | 18:09 | commenti
 

datemi la musica gente. datemela bella, che mi faccia pensare bene. sognerò, farò viaggi lunghissimi. visiterò posti magici, tornerò carico di emozioni. roba colorata, vernice lucida per coprire l'oggi grigio. e farne un ieri colorato, da pensarci e sorridere. aspettando il domani. col pennello in mano.

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messo in casa da LaPo | 10:56 | commenti (1)
 

a volte la pace la leggi. la leggi in un paio di occhi che ti guardano calmi. la leggi nei movimenti tranquilli, sicuri. in un sorriso appena accennato, che forse vedi solo tu, perché chi lo porta non se ne è accorto. vero, la pace è guardarsi negli occhi e sapere.

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messo in casa da LaPo | 09:42 | commenti