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un posto come un altro per scrivere, leggere e far di conto. ma il conto non torna mai.


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quanta gente?


siamo stati in casa *loading* volte































venerdì, 30 aprile 2004
 

bene. ho chiesto scusa. al telefono. partiva per la francia, e mi sono beccato una delle più belle risate che ho sentito negli ultimi tempi. mi son sentito un cretino. ma mi son sentito meglio. già, meglio un cretino in pareggio che un furbo coi debiti.

LaPo

messo in casa da LaPo | 19:10 | commenti
 

sono stato invitato a scrivere su blogsferaumanista.splinder.it da una cara amica. volevo ringraziarli, ma non so se ci sono riuscito. ho scritto questo:

lo dico subito. non so cosa ci faccio qui. ringrazio dell'invito, son qua, ma con la solita faccia da ebete. non so cosa sia un umanista, e diffido un po' di tutti gli "isti" di questo mondo. sai com'è, uno a quasi cinquant'anni ne ha visti di comunisti, fascisti, socialisti, qualunquisti, sindacalisti, moralisti, elettricisti che ti passan davanti con la loro bella patacchina sulla giacchetta. anzi, se proprio devo metter su una patacchina, vorrei quella del boschista. che non c'è niente di più bello del mondo senza uomini. dove si arriva noi di solito si rovina tutto. già, i mari, i vulcani, i boschi. son belli ma poi arriva uno e con la cosa che è convinto di aver ragione ci fa una capanna, poi una casa, poi un residence, un villaggio turistico e il mondo peggiora un altro po'. lo so, vi sembrerò un provocatore, ma credo sia meglio un approccio onestamente diffidente di quel dilagante ottimismo vuoto che va di moda oggi. ora leggerò un po' e mi farò un'idea più chiara. e sarò felice di darvi ragione, visto che io il torto ce l'ho nel patrimonio genetico.

LaPo

messo in casa da LaPo | 18:08 | commenti
 

odio gli imbecilli. in particolare quando sono io.

LaPo

messo in casa da LaPo | 16:34 | commenti
 

leggo ora che in spagna si taglia l'iva sui cd e sui libri. leggere e ascoltare la musica lì costera meno. giusto. un libro non è un bene. è un benissimo.

LaPo

messo in casa da LaPo | 16:25 | commenti
 

hai paura di perdere, e hai paura anche di guadagnare. passa il tempo e i pochi spiccioli che hai in tasca sono quasi fuori corso.

LaPo

messo in casa da LaPo | 11:55 | commenti
 

ieri ho fatto uno sbaglio. o meglio, non so se lo sia veramente. comunque io lo sento come tale. già, lo sbaglio è evidente quando coinvolge un'altra persona. e io lo riterrò tale finchè non le avrò chiesto scusa. sono stupido. passo una vita immobile, e il più piccolo passo lo pago caro. mica per le conseguenze altrui. no, per il rimbombo che 'sto piccolo sassolino fa in questo testone vuoto. appunto, sono stupido.

LaPo

messo in casa da LaPo | 11:53 | commenti


giovedì, 29 aprile 2004
 

il mondo è bello e brutto, questo si sa. c'è il nostro mondo, fatto di un miliardo di particolari, accessori, carte di credito, cellulari, portatili, flussi energetici strani, che ti tocca ricaricare con corsi, degustazioni, sedute di analisi e punture continue di modernismo estremo. poi c'è un altro mondo. quello della povertà, della fame, dell'ingiustizia portata all'estremo. bambini che muoiono perché noi si possa telefonare anche da dentro al culo della balena di jonah. già, un satellite costa quanto il pil di uno stato africano o sudamericano, o asiatico. ma a noi 'sto cazzo di satellite serve, che si deve vedere il superbowl, o telefonare dalla barca, o ordinare due uova fritte ad amsterdam, che lì le fanno buone. e quel bambino lì muore. ed è anche brutto quel bambino. si, diciamolo, è brutta la fame. la miseria non affascina nessuno. poi arriva uno con una macchina fotografica. sarà che si chiama sebastiao salgado, e in brasile dove è nato la miseria è di casa. non lo so com'è, ma arriva lui con la leica e fa click. mi piace, che ci fa sentire brutti. brutti coi nostri cellulari atomici, che ci parli un mese e le batterie non finiscono mai. lui fa click dove un mese è il futuro più lontano che un bambino possa immaginarsi. e quando fa click lui, la fame diventa bella, e il nulla diventa mondo da vivere, aria da respirare. nei suoi scatti il terzo mondo ci sovrasta, ci annienta, diventa gigantesco. mi piace lui, che mi fa sentir piccino. con un click.

LaPo

messo in casa da LaPo | 11:30 | commenti
 

perché scrivo sempre minuscolo? perché scrivo con la sinistra. con la destra fumo (sono mancino). e poi volevo rendere omaggio ad un amico di mio padre. faceva ceramica con lui, e una volta venne da milano incazzato di brutto. disse che aveva disegnato una macchina da scrivere proletaria, un giocattolo per far scrivere proprio tutti. per farla costar poco doveva esser semplice, senza maiuscole e col nastro nero soltanto. ma il boss la mise in produzione completa e la fece costare un bel po'. il boss in questione era adriano olivetti, l'amico di mio padre era ettore sottsass jr. e la macchina da scrivere era la olivetti valentine, il più bel giocattolo per scrivere che un uomo possa usare. scrivo semplice, come ettore avrebbe voluto che la gente scrivesse. ecco, perché scrivo minuscolo.

LaPo

messo in casa da LaPo | 10:55 | commenti


mercoledì, 28 aprile 2004
 

sto ascoltando l'ennesima versione di "you are so beautiful to me". appena scaricata. eric clapton. ho deciso di fare un cd con dieci, dodici versioni di questa cover. ne ho già una mezza dozzina, ray charles, joe cocker e altri. la sento e mi immagino. avvicinarsi. sfiorarsi. sentirsi la pelle. guardarsi. sorridersi. baciarsi. carezzarsi. stringersi. stringersi forte. chiudere gli occhi. toccarsi i capelli. baciarsi ancora. sentirsi insieme. già, meno male che ora son solo in ufficio, sennò facevo un malestro. ho sempre l'accortezza di provarle in solitudine certe cose. meglio no?

LaPo

messo in casa da LaPo | 12:43 | commenti
 

finito "Il mestiere di vivere" di Cesare Pavese. leggerlo a quasi trent'anni dalla prima lettura. un uomo che si racconta, come autore, traduttore, pensatore. che si racconta come uomo, incapace di amare, o meglio, incapace di tradurre in gesto l'amore. solo conferme, come da ragazzo. che tu sia nato vecchio?

LaPo

messo in casa da LaPo | 10:06 | commenti
 

tanto sonno. ieri era martedì, il giorno dei single. mangiato cinese, poco ma buono. compleanno del figlio della nostra ospite. era il giorno de "gli uomini contro le donne". giocato a canasta, perso. giocato a scopone, perso. giocato a briscola, perso. il tressette cassato per evidente superiorità. avevi promesso un saluto a qualcuno. troppo tardi. che tanto aveva chi la salutava. tornato a a casa alle una. era sveglia. è stato bello, ma non puoi dormire alle tre, cazzo. oggi giornata intensa. pregna. come sempre, quando hai da fare, ti vien voglia di metterti da solo a pensare e scrivere. invece no, roba da stampare e consegnare, pomeriggio al mulino per delle visite, in serata ritirare la jeep in carrozzeria. e la voglia di "nido", di rifugio, di star solo a "ruzzare i tuoi ruzzini" che rimane lì, insoddisfatta. boh, forse è meglio una vita sociale un po' esuberante, tanti amici a cui vuoi bene che la solitudine che cerchi. già, a volte star solo fa male. per esempio, ora sei solo in ufficio. come ci stai? capito. come sempre.

LaPo

messo in casa da LaPo | 09:59 | commenti


martedì, 27 aprile 2004
 

sto ascoltando pat metheny. e sto facendo mentalmente il gioco del "what if". cosa sarebbe successo se...? lasciamo perdere. ho delle foto che mi distraggono. anzi no, continuo. stai sul pezzo LaPo. forse è anche per questo che ci si sente incompiuti. abbiamo una vita, fatta di tante scelte. e se avessimo scelto altrimenti? sarebbe stata diversa, ma come diversa? tutte le infinite possibilità che abbiamo scartato a suo tempo ci inseguono, ci perseguitano a volte. già, abbiamo altre vite dentro, aborti di storie che si incancreniscono dentro, e il tanfo lo senti quando quel che fai, o che sei non ti piace. meglio se torno alle foto. valgon più due cosce su carta che tutte le teorie di questo mondo. e in mancanza di meglio.

LaPo

messo in casa da LaPo | 12:59 | commenti


lunedì, 26 aprile 2004
 

più che di storie incomplete, sarebbe meglio che tu scrivessi di storie mai iniziate. in quello hai esperienza, e tanta. sei docente in "teoria e pratica dell'innamoramento silente".

LaPo

messo in casa da LaPo | 15:36 | commenti
 

sulle storie incomplete. mi vien voglia di scriverci ancora. come a cercare di farsene una ragione, di capire perchè poi ci rimangono dentro. ma non si trasformano in ricordi normali. rimangono languori, dolorini che ti porti dietro, che non ti fanno star bene. un reumatismo che ti impedisce il movimento libero. che mi stia fissando? vabbè, di qualcosa si deve pur scrivere no?

LaPo

messo in casa da LaPo | 13:04 | commenti
 

noi qui che ci si fa le seghe coi videotelefonini e la metà del pianeta che un telefono, di quelli normali, non l'ha neppure mai visto. se è per questo, quella metà lì non si è mai sentita sazia. roba da mandare affanculo tutto.

LaPo

messo in casa da LaPo | 11:59 | commenti
 

la solita, stupida, banalissima domanda. è meglio un rimorso o un rimpianto? meglio vivere fino in fondo una storia, pur sbagliata o strampalata che sia, o "lasciare il buon per la pace", come si dice a firenze? io parlo per me, di quelle pochissime occasioni che la vita mi ha offerto. bene, quelle poche le ho perse. tutte, immancabilmente. già, sono stupido. il più delle volte non me ne sono neppure accorto. me lo hanno detto dopo, che quella lì mi invitava, o mi aspettava in quel posto dove non sono andato. vabbè, da giovane ero abituato a star solo. donne poche, ma storie vere, o almeno lo pensavo io. mai stato play boy. mai dichiarato ad una ragazza. le incaute manifestavano loro le "intenzioni", e io mi innamoravo di conseguenza. salvo il fatto che poi mi lasciavano dopo pochi mesi. con relativa crisi suicida da parte mia. sono sempre stato antipatico. già, non sono l'uomo da "una botta e via". non ho il fisico. anche dopo sposato, le occasioni le ho perse volendo perderle. in nessun caso, comunque, ho avuto un rimpianto. già, bello scegliere, dir di no, sapendo che tanto avresti deluso, o ti avrebbe deluso. ma un giorno non ho potuto farne a meno. una storia, bella e impossibile, come quasi tutte le storie. ma siccome sono stupido, ho lasciato mia moglie per viverla questa storia. già, le cose le faccio bene io. così è andata. la storia è stata bellissima, da morire. e impossibile, appunto. ma l'ho vissuta, fino in fondo. e ho giocato tutte le carte, fino all'ultima mano. perdendo. così ho fatto male a due persone, in pochi mesi. ma non mi sento di aver sbagliato, neanche stavolta. ero io a scegliere, sempre, a quattordici come a quarant'anni. e se tornassi indietro rifarei tutto, non cambierei una virgola, sbagli compresi. bene, adesso posso dirlo. non ho rimpianti, ma di rimorsi non me ne faccio mancare.

LaPo

messo in casa da LaPo | 11:29 | commenti


domenica, 25 aprile 2004
 

domenica al mulino. tagliata l'erba. schiena a pezzi. il primo sole, tu nudo col frullino. rivoli di sudore nella schiena, sul petto, sulla faccia. dura la vita del contadino. continua a fare il pubblicitario, ti conviene. eppure è stato bello tutto 'sto sole, e star solo con la tua donna, e scherzarci dopo un sabato di malintesi e battibecchi al limite dell'isteria. già, il lavoro è cavavoglie. vero. se la gente si stancasse davvero, ma non come fanno oggi, come i contadini. se si è stanchi non si litiga. anzi, se si è stanchi si fa l'amore meglio. almeno a te succede così. discopatia permettendo.

LaPo

messo in casa da LaPo | 19:26 | commenti


sabato, 24 aprile 2004
 

ma sei veramente tu quello che scrive 'sta roba qui dentro? si, apparentemente si. ma quanto c'è di LaPo, e quanto dell'invenzione letteraria che LaPo produce? bella domanda. partiamo da una certezza, quello che scrivi è pensiero tuo, puro e semplice. ti ci è voluta una vita per conservarti un po' di capacità di fantasticare. forse il "come" lo scrivi è artificio. già, ma la parola è un "media", un artificio, un codice di trasmissione. tu ne hai scelto uno, o almeno un range. quindi la parola la si sceglierebbe comunque. lo strumento non è tuo, te lo impresta la letteratura che hai letto, oppure il tuo modo di vedere certe cose, che ti ispira paragoni buffi, oppure originali. quindi? quindi sei tu comunque, originale o banale, nella forma e nella sostanza, nel casino mentale o nella lucidità. hai un'idea che ami, e la esprimi nella forma che ami. non solo, ma trovi piacevolissimo farlo. adori 'sta cosa di te solo, tastiera e monitor. scrivere senza filtro. come fumare senza filtro. ti ritrovi intossicato, puzzolente, sporco di tabacco. ma è stato bello.

 

LaPo

messo in casa da LaPo | 17:19 | commenti


venerdì, 23 aprile 2004
 

stai cambiando. già, dieci anni fa non l'avresti fatto quel video natalizio, o il libretto per gli amici. le foto ancora no, non sopporti lo scatto. che tu ti stia piacendo? o peggio, compiacendo? no, non credo. quando alla presentazione di quel libro la tua amica ti ha indicato come scrittore, ti sei incazzato come una furia. si, hai ancora un po' di pudicizia, ma si sta diluendo. forse il fatto che qualcuno ti accetti ti ha fatto accettare qualcosa anche a te. non credo proprio. comunque mi sa che ti sei arreso. non hai margini di miglioramento, e con quella faccia a culo, quel carattere di merda, quel cervello spappolato devi conviverci. finché morte non vi separi.

LaPo

messo in casa da LaPo | 18:45 | commenti
 

voglio raccontare un storia. una storia che non la so neppure, ma ho voglia di raccontarla lo stesso. è la storia di G. lo chiamo così, che tanto noi si dice che "tutti i nomi portano a casa". G nasce negli anni trenta in una cittadina della toscana, niente di bello. un paesone normale, di pianura, e ci cresce. si mette a lavorare, fa il calzolaio. della guerra non so niente, G ne esce vivo, questo è quanto. mette su famiglia, nascono due figli. lui abita in centro, nella piazza più bella. "uscio e bottega", come si dice noi. la piazza ha i loggiati, tipo bologna, e case grandi intorno. una bella fontana di marmo al centro e un duomo romanico, bianco con dei grandi riquadri scuri, la cattedrale. ma G non ha il tempo di vedere il bello, deve riparare le scarpe. scarpe di ricchi, di commercianti, di operai. passa la vita a testa bassa, in bottega, sul banchetto, tra grandi pennellate di mastice e quei chiodini che si tengono in bocca e si piantano uno alla volta. da noi si chiamano semenze. intanto i figli crescono, bisogna farli studiare. non devono fare il ciabattino loro. si diplomano, uno ragioniere, l'altro non so. metton su famiglia, due bravi ragazzi, brava gente, ma non nel senso borghese, la brava gente vera, quella che ha voglia di lavorare e onestà. G diventa vecchio, ha ancora un orto vicino a casa, gli piace fare l'orto, e il vecchio banchetto in garage, sul quale ripara ancora le scarpe degli amici. ha passato una vita su quel banchetto a lavorare. ce n'è voluta di voglia, a crescer due figli e andare avanti. non ne ha più. G non ha più voglia di vivere. questa roba può prendere a tutti. ma i vecchi a volte fanno sul serio. così è morto G. ieri ha baciato orgoglioso suo nipote, l'ingegnere, poi ha salutato tutti ed è morto. era il padre di un mio amico, il ragioniere. non lo conoscevo. e poi è capace che tra qualche giorno me lo scordo. si va tutti veloci accidenti. si corre. ma qualcuno, dopo una giornata di quelle che non ti fermi un secondo tornerà a casa. andrà in camera, si siederà sul letto e si toglierà le scarpe. guardandole si ricorderà che le aveva riparate quel vecchietto burbero ma gentile. in quel momento G si prenderà un sorriso.

LaPo

messo in casa da LaPo | 14:09 | commenti


giovedì, 22 aprile 2004
 

avanti popolo... alla riscossa... bandiera rossa.... bandiera rossa.....

canzone triste in occasione della morte del padre del mio amico ritrovato.

LaPo

messo in casa da LaPo | 19:38 | commenti
 

vincere, perdere, ha un senso? no, per te non l'ha. non ti sono mai piaciute le gare. non sei competitivo, anche se fai un mestiere che lo richiederebbe. ti va bene lo stesso, ti piace ciò che fai, con chi lo fai, e non diventerai ricco. ci campi, ci camperai meglio, e ti basta. ma perché ami più perdere che vincere? non è l'età, oggi sei come a diciotto anni, un borderline incallito, recidivo in quella ricerca solitaria di qualcosa che sai già che non c'è. forse è lì il segreto. vincere o perdere non esiste. non ha senso la corsa. non c'è l'arrivo. perché affannarsi senza un obiettivo? meglio, perché correre, se tanto l'obiettivo é la morte? e si muore tutti uguali. tuo padre è morto all'incirca insieme ad agnelli. due vite diverse, un bravo ceramista e l'uomo più potente del paese. in tasca avevano esattamente la stessa cifra. ma forse c'è un'altra ragione. se vinci tu, perde qualcuno. non ti piace questa cosa. allora ti ritiri. ti rimane poco da tutto questo. ma quel poco è tuo e basta, non l'hai rubato a nessuno, lo meriti ampiamente. quel niente che hai, lo guardi, e ti sembra un universo. è tutto lì, ma è tuo, tuo e basta, senza rimorsi. tra un po' sarai vecchio, vecchio davvero. speriamo che funzioni. speriamo che te li ritrovi tutti, i tuoi sogni. quei sogni che non hai dovuto vendere per partecipare a tutte le gare che la vita ti offre. forse la differenza tra tuo padre e agnelli è tutta lì. grosse tasche piene di sogni. fanne buon uso LaPo.

LaPo

messo in casa da LaPo | 10:42 | commenti


mercoledì, 21 aprile 2004
 

una folla. tremila visite a LaCaSaDiLaPo. non so che dire. orgoglio e imbarazzo. si, anche orgoglio. che qualcuno mi legga, io che penso e scrivo e metto dentro, ormai un'abitudine solitaria, un automatismo strano ma bello. che poi rileggo anch'io, e mi meraviglio. del fatto che non mi sto vergognando di nulla, tanto non mi conosce nessuno, e scrivo libero. imbarazzo per i commenti. che son più belli dei post, e che a volte li aspetto per sentire come la pensano gli altri sulle cose che mi frullano in testa. imbarazzo quando mi dicono che scrivo bene, o che penso giusto. fortunatamente non tutti sono benevoli. onestamente, mi piacciono i commenti. e mi piace che poi a volte si apre una discussione, che ognuno ci mette del suo. e io intanto conosco gente nuova, e la leggo. inimmaginabile, la soddisfazione che possono dare un monitor e una tastiera, se usati "a modino". grazie a tutti.

LaPo

messo in casa da LaPo | 18:46 | commenti
 

corrispondere. corrispondenze. significati vaghi, che poi prendono pieghe inaspettate. già, corrispondo con una persona. nel senso che le scrivo, e mi scrive. un inizio cauto ma non tattico. si sentiva che avevamo voglia di raccontarci. io come sempre, logorroico ma inorganico. le ho vomitato addosso lampi di vita, pensando ai fatti salienti. ho cercato di non colorare molto, mi sa che non ci sono riuscito. come sempre, un imbecille romantico. ho riletto, non mi riesce un cazzo raccontarmi. fucilate nel buio, manco messe in maniera crionologica. non so come, credo che un po' di cose le ha capite lo stesso. forse il blog l'ha aiutata. lei no, precisa, perfetta, cronologica. un racconto, un mix perfetto di storia e sensazioni. bello, mi pare di vivere con lei. già, non è una storia di quelle che si raccontano per il piacere di farlo. no, quella è una vita. bella e dolorosa, e poi felice e poi incerta. una di quelle vite che ci stai accanto mille volte al supermercato e non le sai. poi te le mandano in un paio di e-mail che si chiamano scherzosamente "telenovela", e ci rimani male. di come è bella, e dura, e forte, e difficile, e non so più come chiamarla 'sto cazzo di cosa che mi succede, che cerco la verità nella gente e quando la trovo mi sento bene, e sono felice come un bambino che ha vinto il pesce rosso alla fiera. lo terrò per me questo pesciolino guizzante. ecco, questo per me è corrispondere. ringrazio il mittente.

LaPo

messo in casa da LaPo | 15:36 | commenti
 

avanti popolo... alla riscossa... bandiera rossa.... bandiera rossa.....

canzone felice per un amico ritrovato.

LaPo

messo in casa da LaPo | 15:12 | commenti
 

volevo mettere sul web la roba(ccia) che scrivo. ma non tutto. le cose leggibili, che non sono poi molte. penso che lo farò presto su questo splinder qui. ho letto che a giorni esce lo splinder due, moderno, atomico, che ci puoi mettere gli indici coi titoli dei post. visto che le persone leggono anche 'sto coso qui, mezzo diario, un po' foglietto degli appunti e con un retrogusto carta igienica, ci sta che leggano anche le cose che scrivo, i racconti troppo corti o i versi poco sonori. almeno uno legge quello che gli garba, senza girare le pagine come l'elenco del telefono. e poi io di 'sti cosi moderni non ci capisco gran che. e ora forza LaPo, c'è da lavorare un po'.

LaPo

messo in casa da LaPo | 09:40 | commenti


martedì, 20 aprile 2004
 

non puoi sfuggire a questa regola. se hai amato qualcuno, continuerai ad amarlo per tutta la vita. puoi amare mille persone. lo farai una persona alla volta. ma finirai per averle tutte dentro. vivrai con loro. tranquillo. ora è una scomodità. quando sarai vecchio ti faranno compagnia.

LaPo

messo in casa da LaPo | 19:54 | commenti


sabato, 17 aprile 2004
 

le tette delle donne. sono belle le tette delle donne. morbide, calde, piacevoli da toccare, da carezzare, da giocarci, da vederle. già, le tette. ma non volevo parlare delle tette che le donne hanno sul corpo. mi piacerebbe parlare delle tette che hanno nel cervello. sono convinto che una donna non ha solo le tette fuori, le ha anche dentro. noi ci innamoriamo sempre di quelle di fuori, perdiamo la testa per quelle tette lì. poi ci accorgiamo che una donna non pensa come noi, no, lei pensa diverso, è diversa in tutto, e a quel punto quella donna lì ci fa incazzare di brutto. ecco, io dico che le donne hanno le tette anche nel cervello. mi spiego meglio, o almeno ci provo. sono convinto che la forma, la funzione, la natura insomma, condiziona il pensiero. un uomo è un animale semplice, lineare, nella forma e nel comportamento. prendiamo il godere ad esempio: un uomo gode quasi esternamente. ha un arto, una proboscidina, con la quale invade il corpo altrui, e il suo orgasmo è un'esternazione, nel senso letterale del termine. lui si proietta in fuori, si inarca, si impenna verso l'esterno, si introduce in un corpo, e gode espellendo fuori i suoi umori, invadendo appunto. e gode sempre, senza un minimo dubbio, ma è quasi come se godesse altrove. da qui, una semplicità comportamentale a volte disarmante. passiamo alla donna: lei no, lei deve ricevere. lei gode dentro di sé, il suo orgasmo è interno, interiore, interiorizzato a volte. spesso dentro di lei non c'è orgasmo, quindi la donna ha studiato altre forme di sensibilità esterna, dermica, meravigliosa, che le regala piacere puro. ma questa è un'altra cosa, mi sto distraendo. insomma, una donna per avere un orgasmo deve ricevere qualcuno dentro di sé, e il piacere è qualcosa di interno a lei, profondo, suo in maniera diversa dal nostro, perché procurato in maniera invasiva, che la costringe ad essere ospitale nei confronti di qualcun'altro. mettiamoci pure che l'orgasmo femminile è spesso incerto, desiderato, cercato e non sempre raggiunto, e si spiegherà il fatto che le donne sono complicate. insomma, come dico io, hanno le tette nel cervello. non pensano direttamente e linearmente come noi maschietti, ma il loro pensiero fa grandi curve, come il loro corpo. appunto, la forma condiziona il pensiero. il loro approccio alle cose è diffidente, pieno di cautele, circospetto. non si danno mai al primo venuto, devono pensarci bene. non sono come noi uomini, per loro niente è semplice, niente è facile, tutto è impegno, a volte anche grave, gravoso direi. poi, quando hanno scelto, niente le fa tornare indietro, l'impegno è massimo, non si risparmiano in nulla, si danno all'altro in toto, a volte fino al gesto estremo, l'amore. noi maschi, appena venuti, facciamo come il nostro piccolo pene. ci ritiriamo fumando, la testa altrove. a grandi linee, questa è la differenza tra un uomo e una donna. dovremo riuscire ad innamorarci delle tette che una donna ha dentro di sé, non solo di quelle che porta fuori. se riusciremo ad essere attratti anche dalle differenze mentali, invece che da quelle fisiche soltanto, credo che riusciremo a risolvere un bel po' di problemi. io ci sto lavorando su da un po', ma non garantisco nulla. non sono gran che intelligente, e quando vedo due belle tette mi distraggo facilmente. quelle fuori, è ovvio.

 

LaPo

 

messo in casa da LaPo | 16:46 | commenti


giovedì, 15 aprile 2004
 

conosciuto una ragazza. dottoressa, responsabile, sarda, seria, giovane, minuta, graziosa, sposata. ieri ho lavorato con lei, per dodici ore. concentrata, sempre sul pezzo. determinata come una donna sarda. anzi, di più, come un granito de La Maddalena. pausa pranzo in un barrino. mi ha raccontato di sé. canta in una corale, fa teatro, legge, le piace il cinema. sembrava semplice, non lo era. sotto al granito era creta. donne di granito non ce ne sono. ci vuole la creta per far figli. roba morbida, cedevole, plasmabile, creativa appunto. la creta, se ci metti le mani ti sporchi. bello sentirsi le dita incrostate di roba secca. se le metti nell'acqua, senti ancora odore di terra.

LaPo

messo in casa da LaPo | 11:22 | commenti
 

strano, il mio amico fiorentino. si sta separando dalla moglie. lei, tra le altre cose, lo ha accusato, davanti al giudice, di voler far l'amore con lei anche due o tre volte il giorno, questo dopo sette anni di matrimonio. ci sto pensando su. ma che ha tra le gambe? anzi, no, cos'ha in testa. allargando il concetto: cos'ha in testa sua moglie? e allora io? niente, come non detto.

LaPo

messo in casa da LaPo | 11:03 | commenti


martedì, 13 aprile 2004
 

vero. voglio esser meno. meno importante. meno ingombrante. meno presente. meno maschio. insomma, meno tutto. voglio soprattutto non lasciar tracce. i figli sono tracce, e fin da giovane sapevo di voler essere meno padre. e ci sono riuscito, non essendo padre per niente. molte cose sono tracce. anche scrivere è una traccia. ma scrivere anonimo non è una cosa tua, o meglio, è tua mentre scrivi, poi non lo è più. e in quanto anonimo non è riconducibile a te. chiunque mi legga non mi conosce. tranne me. forse alcuni/e si riconoscono. ma questo lo sanno loro, più che io. mi piace il termine "ritirarsi a vita privata". è un po' come far perdere le tracce. andare in un posto dove ti trova solo la gente che ti piace, che ci stai bene, che sta bene con te. forse qui dentro è un primo posto dove le mie tracce finiscono. è casa mia. come sempre, non mi basta.

LaPo

messo in casa da LaPo | 15:33 | commenti
 

sabato sera ospiti. io e la mia donna. due amici sposati, lei toscana lui di san benedetto, sono venuti a trovarci. mia cognata, single, e la sua amica bionda alta grande fica, fidanzata disimpegnata. nessuno di noi con prole. escluso me e la mia donna, tutti laureati, impiegati, quadri in carriera, manager e poliglotti. brava gente, ma la fica fa i corsi per manager, e la ragazza toscomarchigiana ne sta facendo uno, e la situazione è degenerata. era tutto un parlare di team building e di altre cose amene come questa. io e il marchigiano, i maschi, ci tenevamo un po' in disparte, rispetto a queste quarantenni rampanti. mi cognata ha cercato di intervenire, poi si è addormentata. mia moglie ha cercato di portare cotanta teoria su un piano più pratico, al limite del personale. niente, erano partite, andate via in posti che uno normale non si sogna neanche. a tutto c'è rimedio. hai un tumore? fai un corso e starai meglio. alle due e mezzo ho salutato tutti e sono andato a dormire, sperando di sognare una partita a biliardino in una casa del popolo, con contorno di birrini e bestemmie.

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messo in casa da LaPo | 11:06 | commenti


sabato, 10 aprile 2004
 

già, sul sesso e sull'amore, ne hai già parlato, ma ci ripensi volentieri, in questo sabato prepasquale che ti vede in ufficio, ad evitare le cavallette dello shopping cittadino. di cosa volevi parlare? ah si, il sesso e l'amore. mi sa che fai casino anche in questo, ma forse stai invecchiando. no, sei sempre stato "innamorabile". è un concetto tuo, ma non ci tieni al copyright. essere innamorabili vuol dire vedere colorato, eccedere in ottimismo, porsi verso gli altri senza limiti. già, a te i limiti non sono mai piaciuti. ecco che a quel punto gli amici diventano amici veri, e da loro trai e dai cose che l'amicizia quella normale, un po' sostenuta non può neppure immaginarsi. essere innamorabili vuol dire essere senza paletti. normalmente è bello. a volte tra uomini e donne qualche problema c'è. meglio comunque affrontarli i problemi, che lasciarli al di là dei paletti. essere innamorabile ti fa avvicinare alle donne in maniera nuda, onesta, a volte cruda ma vera. tu vuoi essere così, anche se a volte è difficile, molto. essere innamorabili per alcuni è uno stato di grazia. per te è una malattia incurabile. fortunatamente non mortale. già, il più delle volte è meglio essere innamorabili che innamorati.

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messo in casa da LaPo | 18:27 | commenti


venerdì, 09 aprile 2004
 

solo in ufficio. voglia di pensare. già, noi teorici si pensa. noi si pensa alle donne, gli altri le trombano. noi si pensa a suggestioni esotiche, gli altri viaggiano. noi ci si strugge di ricordi, gli altri se ne procurano di nuovi. meglio così. la volta che ho abbandonato la teoria, la pratica mi ha sopraffatto. una vita in laboratorio non ti autorizza a una missione spaziale. peccato, un paio di pianeti mi sarebbe piaciuto visitarli.

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messo in casa da LaPo | 16:54 | commenti


giovedì, 08 aprile 2004
 

far l'amore. non è facile far l'amore. forse scopare è facile, anche se io non ci sono mai riuscito. a me per far l'amore ci vuole un minimo sindacale di sentimento, ad esempio. quant'è questo minimo? per me è tanto, una valanga direi, visti i miei trascorsi. già, non sono un amante perfetto, anzi. anche in questo, mi attengo alle mie caratteristiche di teorico dell'azione. la teoria a me, l'azione agli altri. c'è invece chi scopa come se mangiasse un tramezzino. non importa se si ha fame. butti giù tutto. ne conosco, uomini e donne. beati loro? non so. preferisco i morsi della fame ai rimorsi della vaffanculo di coscienza che mi ritrovo. ripenso a far l'amore. sto sentendo una musica molto adatta. vero, un atto ripetitivo. meccanico direi. sono i significati che gli dai volta per volta che lo rendono unico. a volte è disperato, a volte dolce, a volte violento. già, due persone che si avvicinano, ma non sono le stesse di ieri. non saranno mai le stesse. questo è il bello dell'amore. guardi negli occhi la tua donna, ma non è la stessa di ieri. a volte guardi negli occhi un'altra. e la senti tua. e questo è il brutto. bello o brutto che sia, è amore. o no?

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messo in casa da LaPo | 18:33 | commenti
 

domani la mia donna compie gli anni. ne fa quarantatre. a vederla non sono tanti. ha la faccia di una bambina, sembra Mafalda di Quino, con una gran massa di capelli neri. beh, i capelli li tinge, però è giovanile, davvero. a vedere le foto di quando eravamo giovani, non è cambiata poi molto. stasera passerò in libreria a comprarle qualche libro. orologi, oro, soprammobili, tutto bello. ma regalare libri è come regalare pezzi di vita. è mandarsi segnali. voglio regalargliene diversi. e su ognuno una dedica differente. mi aiuterà l'autore a trovarne di giuste. mi farò fare il pacco dalla bibliotecaria e stanotte lo metterò in soggiorno. si, mi piacerebbe che lo trovasse domattina. non voglio fare un figurone. vorrei solo farla felice.

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messo in casa da LaPo | 12:59 | commenti


mercoledì, 07 aprile 2004
 

ho deciso. non pubblico più su "liberodiscrivere". non me la spiego questa cazzo di decisione, ma l'ho presa. forse è perché mi piace aver tutto per me. già, son come quei vecchi che tengono tutto in casa. mica pudore, no, solo possessività portata all'estremo. mi piacerebbe poterle mettere dentro LaCaSaDiLaPo quelle cose che scrivo. ho visto che qualcuno lo fa, non so come. ci riuscirò (si accettano suggerimenti su come modificare il template o come stracavolo si chiama il programma). non ho nulla contro "liberodiscrivere", è un bel posto. ma non è mio. qui si, è casa mia. anche se i giudizi che ho avuto sono benevoli, incoraggianti, lusinghieri direi. ma io non scrivo per vendere, e non scrivo per un voto, o un giudizio. scrivo per me. anche LaCaSaDiLaPo è accessibile a tutti. ma è mia, e lo sento il posto deputato a contenermi. me, i miei pensieri inutili, le mie voglie represse, i miei scritti. che chiunque li legga, ma che lo faccia in casa mia, tra le mie cose, guardandomi negli occhi. cambierò idea tra un po', ma ora mi è presa così. non posso farci nulla.

se qualcuno vuole aiutarmi a metter dentro i racconti, gliene sarò eternamente grato.

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messo in casa da LaPo | 12:47 | commenti
 

sdraiato, occhi chiusi. rumore d'acqua sulla riva, sabbia che si muove frusciando, ritmica. voci di bambini che giocano nel caldo. le palpebre traspariscono luce rossa, intensa, acquosa, nella quale galleggiano strani esseri oblunghi, contorti. lacrime vive, nel rosso del sangue. il caldo ti arde la faccia, ti alzi intontito. apri gli occhi e il mondo ti appare azzurrognolo, sbiancato, lavato nella varechina dell'estate. ti alzi, i piedi bruciano. attraversi la sabbia rovente, il rumore, la gente. il fresco ti prende i piedi, i polpacci, le gambe. guardi quella distesa di riflessi accecanti davanti a te. prendi fiato. giù. l'azzurro ti circonda, intenso. nuoti nel silenzio fresco, scendi nel blu. vorresti rimanerci.

voglia di mare mentre oggi piove.

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messo in casa da LaPo | 11:41 | commenti
 

ti hanno chiesto aiuto. e tu ci sei. bello. ma quanto ci sei? quanto hai da dare a chi ti chiede? dillo chiaramente. niente. ti reggi in piedi a malapena da solo. non è propriamente così, e lo sai. te lo disse anche lei, sei il miglior consigliere che si possa avere. già. sei bravo con la parola, e fai il pubblicitario. riesci a colorare la vita altrui, darle un sapore, una prospettiva suggestiva. salvo lasciare il lavoro incompiuto. già. ti manca il prodotto. non serve a niente uno spot suggestivo, se poi non vende niente. no, stavolta no. stavolta devi far bene il lavoro. portalo in fondo. dici che ci hai scommesso tutto. fallo, davvero. e vinci, imbecille. sempre che anche il "target" lo voglia.

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messo in casa da LaPo | 10:08 | commenti


martedì, 06 aprile 2004
 

non devi incazzarti per qualcosa che non hai. in realtà non hai fatto niente per averla. perchè non hai lottato per farla tua? la paura della delusione? del rifiuto? del dolore? oppure la solita, stupida pigrizia. confessalo, ti crogioli nel tuo equilibrio instabile, nella tua ricerca teorica, nella tua staticità incompleta. e poi ti incazzi se qualcuno desiderando sbaglia. almeno porta rispetto a chi ha il coraggio di vivere.

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messo in casa da LaPo | 13:03 | commenti
 

iddio creò l'uomo dal nulla. ma il nulla a volte traspare.

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messo in casa da LaPo | 12:56 | commenti
 

vero, impossibile una vita da ubriachi come questa. eppure è la mia. l'ho scelta, o meglio, ci sono cresciuto dentro. e lei è venuta così. continue reazioni chimiche tra me e l'ambiente. uno spazio che lo sagomi a tua immagine, ignaro che anche lui ti plasma. impalcature di stracci, come preghiere tibetane aggrappate ai rami secchi che trovi. il tutto ha un senso estetico compiuto, ma fragile, inutile direi. già, inutile.

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messo in casa da LaPo | 12:43 | commenti
 

Con tutto il cuore, che si consuma, ad usarlo vivendo.

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messo in casa da LaPo | 11:40 | commenti


lunedì, 05 aprile 2004
 

il mulino non l'ho venduto. ancora.

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messo in casa da LaPo | 20:00 | commenti
 

più di duemila visite. in un diarietto personale che se l'autore non avesse quarantasette anni potrebbe essere attribuito ad un cretinetto sedicenne. duemila visite in un paio di mesi, a vedere come abbrutisce un pover'uomo. che gusto c'è a legger sogni e delusioni di un tuo simile? forse siamo tutti guardoni, ci piace vedere come va a finire il film. ed io il primo, a vedere cosa viene fuori da questo posto strampalato che più roba ci metto e meno lezioni ne traggo. no, qualcosa ne traggo. che in fondo tutti si cerca qualcosa che non abbiamo, e che speriamo sempre che l'altro abbia. finchè non ti accorgi che vivere è tutto un già visto, già fatto, già detto. anche far l'amore, nella sua unicità, non è che una cosa ripetitiva. grazie comunque. grazie che leggete, e che mi fate leggere. insomma, grazie che ci siete.

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messo in casa da LaPo | 17:44 | commenti
 

ora che ci penso bene. un desiderio ce l'ho. quello però è meglio se non lo dico neppure. la vita ti perdona molti sbagli. quelli cercati no.

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messo in casa da LaPo | 17:33 | commenti
 

ho cento cose da pubblicare, ma non ne ho voglia. ho mille cose da scrivere, ma non ne ho voglia. ho un milione di cose da pensare. niente. neanche pensare. vabbe', aspettiamo.

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messo in casa da LaPo | 16:46 | commenti


domenica, 04 aprile 2004
 

passato in ufficio a preparare roba per domani. sarà giornata dura. sono in tuta e probabilmente puzzo. di mare, di sudore, di campagna, di aria e di sole. tutta roba buona. ritorno rallentato. son passato dalle colline metallifere. il verde al tramonto non è verde. è velluto, è vita che cresce nel vento. voglio tornare a vederla crescere quella vita lì. non credevo potesse mancarmi un lavoraccio infame come tagliare il prato. mi manca, tanto. sentirti coperto di sudore, e pagliuzze, e sentire il prurito che ti fa impazzire. sentire il sudore che ti brucia gli occhi, e allora prendi la canna dell'acqua e ti fai una doccia, e gocciolante riaccendi il tagliaerba e vai, grandi strisce d'erba e grandi pensieri. tutta roba tua, da rotolartici su, calpestare, percorrere in libertà. prato e pensieri. e invece trovarsi in fila in superstrada, per tornare in città. che dio stramaledica tutto. se non l'avesse già fatto.

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messo in casa da LaPo | 20:25 | commenti


venerdì, 02 aprile 2004
 

domenica sarò alla casa al mare di mio padre, a festeggiare il compleanno del fratello maggiore di lapo, mio nipote. partirò la mattina, ho già un regalo per lui, un libro scelto da sua zia. buffo, la mia donna è sua zia. abbiamo una valanga di nipoti, e continuano a produrne, come se fosse facile. comunque sia, sarò al mare. il mio mare, che ci andavo a nuotare nel '66, quando non c'era che quel ristorantino dove mi ingozzavo di frittura appena pescata. la pescavano col patino di salvataggio che caricavano di ceste con le reti. partivano la mattina lì davanti e calavano a qualche centinaio di metri dalla riva. sul tardi tornavano ai segnali e salpavano le reti. tornavano e ci cucinavano il pesce. ricordi. già, mi ricordo la prima volta che a quel mare lì ci andai con la mia donna. non avevamo mai fatto l'amore noi due. appena messi insieme, anche se eravamo amici da un paio d'anni. non riuscii ad avere un'erezione, anche se l'amavo. morii d'imbarazzo, di dispiacere, di disagio. lei mi guardò sorridente e si addormentò abbracciata a me. non dormii quella notte al mare, ma la ricordo perfettamente, era gennaio o febbraio del '79. venticinque anni fa. quella donna dorme ancora accanto a me. e ci torno volentieri insieme a lei su quel mare che mi vedeva mangiare la frittura quando avevo l'età di mio nipote.

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messo in casa da LaPo | 13:07 | commenti
 

quando il gioco è difficile, hai ancora le speranze. giocale tutte, ma giocale bene. se poi perdi, ti rimangono solo i ricordi. fatteli bastare.

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messo in casa da LaPo | 12:16 | commenti
 

fedeltà, come fede. stessa desinenza. ci vuole un dogma di partenza. un freno, artificiale, inventato, come dio. forse fedeltà non esiste. ce lo siamo inventato. come rispetto, amore, morte. no, morte c'era già. prima di noi e delle nostre piccole storie. roba da vivere perchè siamo vivi, e che sparirà con noi (questa è teoria LaPo, non venderti per quello che non sei).

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messo in casa da LaPo | 11:15 | commenti


giovedì, 01 aprile 2004
 

la vita è un giocattolo che ti regalano quando nasci, e che si rompe sempre prima che tu abbia imparato a giocarci.

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messo in casa da LaPo | 19:54 | commenti
 

già, sull'imprevedibilità della vita, che quando la vorresti complicata lei si semplifica, e quando ti piacerebbe semplice lei si complica. ma la vita non è mica la televisione, che cambi canale o la spengi o togli l'audio. la vita è l'inaspettato che non arriva mai, o l'imprevisto che ti arriva e ti meravigli del fatto che lo avevi già previsto. lo so, sto facendo casino, ma pesco a caso tra i casi miei. la vita è volere, ma non basta. la vita è fortuna, ma non solo. se la vita si riuscisse anche solo a raccontarla, non sarebbe più degna di essere vissuta.

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messo in casa da LaPo | 19:53 | commenti
 

ciao amica mia infelice. amica mia infelice e incompleta. ciao femmina bella e improbabile. ciao. ciao impossibile amica mia, che più differente non c'è. e più uguale in fondo, che è lo stesso. ciao mucchio di problemi miei e tuoi, che non si capisce più di chi siano e li lasci lì. ciao, che non ti conoscevo e ci siamo detti tutto e ora non ti conosco. ciao che ti conoscevo già e ci siamo confessati l'inconfessabile e per questo non voglio più conoscerti. ciao amica mia dolcissima e amarissima, che a starti vicino è un male e starti lontano è peggio. un saluto tra immobili è come una vela stesa tra albero e boma. aspetti un vento che gli dia senso.

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messo in casa da LaPo | 13:07 | commenti
 

Domani venderò il mio mulino, e cercherò casa di nuovo. La terza casa che vendo in quattro anni. Quattro anni da Tuareg, non so se reggo, ho bisogno di un posto dove sentirmi a casa mia, al sicuro. Un posto così non ce l'ho da tanto tempo. Avevo Casa Bensa, avrei voluto morirci da quanto era bello starci. Anche la precedente, piccola, ho pianto a venderla. E quella di mio padre, dove sono cresciuto. Era bello stare a Casa Bensa, alzarti la mattina d'estate alle cinque, uscire sull'erba a fumare mentre il mondo ti schiarisce davanti e sentire la natura che si sveglia con te. Voglio riprovare quel mondo che ho perso. L'ho perso perché era giusto che lo perdessi. Gli sbagli si pagano cari, anche se li fai per amore. E a me tutto sommato è andata bene. Ho straziato due donne in pochi mesi. E non ho usato neppure le mani nude. Solo l'amore. I killer non possono aver casa. Al massimo uno spazietto sul Web.

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messo in casa da LaPo | 10:34 | commenti